La Knesset (il parlamento israeliano) ha approvato una legge che vieta il boicottaggio “su base geografica” e in particolare a danno delle colonie ebraiche in Cisgiordania. Legge che è ritenuta discutibile sia in sé sia per la modalità attraverso cui è stata approvata.
Nel momento della votazione, infatti, erano assenti dall’Aula undici ministri e lo stesso premier Benyamin Netanyahu. Il movimento Peace Now ha esortato gli israeliani a boicottare i prodotti originari delle colonie. Esortazione che costerà una citazione in giudizio per alcuni dei suoi membri.
Alcuni deputati stando preparando un ricorso alla Corte Suprema per una legge, alla cui origine vi sono episodi molto discussi in Israele. Fra tutti, il rifiuto di una compagnia tearale di Tel Aviv di esibirsi nella città-colonia di Ariel perché ritenuto “territorio occupato” e il boicottaggio accademico internazionale dei professori dell’Università di Beer Sheva contro il loro stesso istituto.