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Koràch: Il riscatto del primogenito e il sacrificio d’Isacco

in: Blog/News | Pubblicato da: Micol Mieli

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Alla fine della parashà vi è la mitzvà di riscattare i primogeniti degli israeliti  e  dei loro somari. Questi riscatti fanno parte dei ventiquattro donativi che andavano dati ai Kohanìm come compenso per il loro servizio nel Bet Ha-Mikdàsh e per il loro ruolo di maestri di Torà in Israele.  Nei tre versetti è scritto: “Ogni primo parto di qualunque essere vivente, che deve essere presentato all’Eterno, sia degli uomini che degli animali, sarà tuo; però dovrai riscattare il primogenito dell’uomo e così pure il primo nato di un animale impuro.  Quanto al riscatto, li farai riscattare dall’età di un mese, valutandoli cinque sicli d’argento, in base al siclo del santuario, che corrisponde a venti ghera. Ma non farai riscattare il primo nato dei bovini, né il primo nato degli ovini, né il primo nato dei caprini; sono cosa sacra; spargerai il loro sangue sull’altare e farai ardere  le loro parti grasse come sacrificio consumato dal fuoco, profumo grato all’Eterno (Bemidbàr, 18: 15-17).

L’autore del Sèfer Ha-Chinùkh (Barcellona, XIII secolo) scrive che ogni padre israelita ha la mitzvà di riscattare il figlio primogenito nato da madre israelita. Questa primogenitura dipende dalla madre perché è scritto “primo parto”. Per questo motivo se la madre avesse avuto un aborto spontaneo, il nato successivo non è considerato primogenito per il riscatto. Il riscatto del primogenito maschio va fatto dal trentunesimo giorno dalla nascita, quando il neonato è considerato uscito di pericolo. La mitzvà va compiuta dal padre del neonato che deve dare a un Kohèn cinque sicli d’argento o il loro equivalente. Se il Kohèn dopo avere ricevuto i cinque sicli, li vuole restituire al padre del neonato, è libero di farlo.

Durante il periodo del secondo Bet Ha-Mikdàsh si faceva il riscatto con cinque sicli di Tiro. Questo siclo era di argento quasi puro ed aveva un peso di circa 14,5 grammi. Oggi si usano le monete d’argento in uso nel paese dove si abita. R. Avraham Yeshayahu Karelitz (Belarus, 1878-1953, Bene Berak) e R. Avraham Chayim Nae (Hevron, 1890-1954, Gerusalemme) stabilirono che le monete devano avere un peso complessivo di argento puro di almeno 96 grammi. Negli Stati Uniti si usa normalmente il Morgan Dollar che pesa 26,73 grammi e ha un contenuto d’argento del 90%.  La mitzvà del riscatto del primogenito è responsabilità del padre e non della madre. Inoltre sono esentati dalla  mitzvà del riscatto i Kohanìm e i Leviti e anche gli israeliti quando la madre è figlia di un Kohèn o di un Levita.

I primogeniti dei bovini dovevano essere consegnati a un Kohèn dopo cinquanta giorni dalla nascita; quelli degli ovini e caprini, trenta giorni dalla nascita. L’animale veniva offerto come  Korbàn nel Bet Ha-Mikdàsh.  Dopo aver fatto l’offerta sul Mizbèach, i Kohanìm potevano portare l’animale nella città di Gerusalemme e consumarlo insieme ai famigliari.

La mitzvà di riscattare i primogeniti serve a inculcare in noi la consapevolezza che tutto quello che abbiamo ci è stato dato dall’Eterno. Dopo aver faticato per avere figli o aver allevato gli animali, dedichiamo il frutto delle nostre fatiche all’Eterno. La mitzvà ci fa anche ricordare il grande miracolo avvenuto in Egitto quando l’Eterno fece morire i primogeniti degli egiziani e salvò i primogeniti degli israeliti. 

Il riscatto del primogenito dei somari, viene fatto dando al Kohèn un ovino o un caprino oppure, se l’israelita non ha un animale, dando al Kohèn l’equivalente del valore di un animale ovino o caprino.

R.‘Ovadià Sforno (Cesena, 1475-1550, Bologna) nel suo commento alla Torà spiega il motivo per cui vi è la mitzvà del riscatto per i somari. Gli egiziani avevano insistito che gli israeliti se ne andassero immediatamente perché tutti temevano di morire durante la piaga dei primogeniti (Shemòt, 12:33). Dovendo partire di fretta, gli israeliti non ebbero tempo per procurarsi dei carri per il trasporto dei loro beni e dovettero caricare tutto sui somari. Fu un miracolo che i somari furono in grado di portare tutto. Questo miracolo diede a questi animali un po’ di kedushà e per questo motivo i somari divennero oggetto della mitzvà del riscatto.

R. Joseph Dov Soloveitchik (Belarus, 1903-1993, Boston) commenta che il riscatto del primogenito è un modo di rimettere in scena il dramma del sacrificio di Yitzchàk. I figli sono il compito più prezioso che l’Eterno ci ha dato. I figli però non ci appartengono. Dobbiamo riconoscere questa amara verità ed essere pronti a perdere tutto quello che abbiamo se questa è la volontà divina. La presentazione del padre al Kohèn è simbolica dell’atto di Avraham quando legò il figlio Yitzchàk all’altare. Quando il padre riceve il primogenito dal Kohèn in cambio dei cinque sicli, deve rimanere cosciente del fatto che il bimbo gli è restituito solo per grazia del Creatore.

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