Si diffonde soprattutto attraverso la Rete
Per il 2011 l’Osservatorio sul pregiudizio antiebraico della Fondazione CDEC registra 50 episodi di antisemitismo un numero allineato a quello degli ultimi due anni.
I dati fattuali consistono in atti vandalici: aggressioni fisiche e verbali, atti di vandalismo nei cimiteri ebraici, graffiti offensivi, e-mail e post a singoli e istituzioni ebraiche.
La visione del mondo antisemita continua a rimanere appannaggio di forze politiche e culturali estremiste sia di destra che di sinistra, e di frange dell’integralismo cattolico e del fondamentalismo islamico. Il pregiudizio antiebraico è ormai quasi sempre connesso al tema Israele, e quando si connota come ‘critica ad Israele’ riesce ad ottenere una più ampia legittimazione e diffusione.
Il 2011 ha visto a Milano l’organizzazione di Unexpected Israel un evento intorno al quale c’è stato un confronto talvolta ostile tra opinioni opposte.
L’inaugurazione in Piazza Duomo del padiglione dedicato a Israele è stata duramente contestata da un gruppo di boicottatori che definendo l’iniziativa “occupazione di Milano”, hanno minacciato di impedirla anche a costo di “mettere a fuoco la città”. Queste invettive, largamente diffuse in Internet, su volantini e manifesti, non hanno avuto conseguenze degne di nota.
Secondo gli studi condotti dalla Fondazione CDEC di Milano, emerge che gli italiani che possono essere definiti antisemiti sono circa il 12% della popolazione.
L’antisemitismo in Italia vive e si alimenta principalmente nel cyberspazio. Il sempre maggiore utilizzo di Internet, anche grazie ai nuovi terminali (tablet, smart phones, ecc), ha trasferito ed amplificato a dismisura quanto prima si evidenziava con graffiti sui muri delle città o in certe pubblicazioni di nicchia. E’ stato soprattutto l’avvento e lo sviluppo dei social networks (Facebook, Twitter,YouTube, ecc) che ha determinato la grande diffusione dell’antisemitismo in Rete.
E’ difficile quantificare il numero di contatti, ossia quante persone entrano in relazione con questi contenuti online ma talvolta è possibile, come nel caso del gruppo Facebook Umorismo sottile come un deportato, istituito il 14 ottobre 2011 e che alla fine di novembre contava oltre 30mila sostenitori.
Il gruppo, chiuso in seguito alle proteste dell’Associazione Nazionale ex deportati politici nei campi nazisti (Aned), della Comunità ebraica italiana e di vari singoli, conteneva tantissime battute e frasi gravemente offensive contro ebrei, persone di colore, extracomunitari, gay, bambini down e vittime della pedofilia.
L’Osservatorio sul Pregiudizio Antiebraico del CDEC di Milano ha trovato nel 2011 circa 60 spazi online che rilanciano temi esplicitamente antiebraici, il loro numero si è costantemente accresciuto, sino sostanzialmente a raddoppiare nel giro di quattro anni.
Le categorie di siti che si sono maggiormente sviluppate sono quelle Cospirativiste e Negazioniste.
La grave crisi economica internazionale, l’allargamento delle fasce di povertà, l’incertezza sul futuro, crea frustrazione e rancore, può portare alla ricerca di capri espiatori e creare le condizioni per atti di violenza.
A dicembre a Firenze un attacco razzista: due venditori ambulanti senegalesi sono stati uccisi, e altri tre feriti da un estremista di destra.
Sempre a dicembre a Torino, il racconto inventato di un abuso sessuale subito da una ragazzina da parte di due rom scatena la rabbia di un intero quartiere: un corteo organizzato dai familiari della vittima e dagli abitanti del quartiere si trasforma in un raid contro un campo nomadi. La denuncia di stupro fatta da una sedicenne si è rivelata del tutto falsa.
Il clima sociale è di grande incertezza, e come sempre in questi frangenti occorre essere particolarmente vigili sul possibile emergere di fenomeni antiebraici.
Ma al di là dei numeri, quello che sta cambiando è la geografia degli eventi, sempre meno evidenti su un territorio fisico e sempre più diffusi in Rete.
Oltre al cambio di geografia si avverte un diverso clima culturale che sembra rendere possibili atteggiamenti e affermazioni inammissibili fino a qualche anno fa. Nel disgregarsi della società politica, delle ideologie e delle appartenenze anche gli atteggiamenti di antipatia e ostilità diventano più “liquidi”, e ci sembra di rintracciare atteggiamenti poco favorevoli agli ebrei in contesti politici diversi ed estrema destra ed estrema sinistra si ritrovano su temi antisionisti e negazionisti.
I pregiudizi e gli stereotipi antiebraici continuano a essere presenti nei discorsi di senso comune, e talvolta perfino nei discorsi pubblici di uomini politici e di giornalisti.
Betti Guetta – Stefano Gatti