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Coniugare il nuovo con l’antico: il sito della Comunità ebraica di Roma

in: Cultura, Interviste | Pubblicato da: Alex Zarfati

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Quando la nostra agenzia IsayBlog! è stata contattata per occuparsi del restyling del sito internet della Comunità Ebraica di Roma siamo stati subito entusiasti ed immediatamente consapevoli della responsabilità che ci veniva affidata. Il compito di traghettare infatti l’immagine di una delle più antiche comunità israelitiche attraverso un sito internet attuale, è una cosa che credo possa affascinare chiunque si occupi di comunicazione. Il vecchio sito era in stato di abbandono dopo la sua creazione ed era ormai non più consultabile con le recenti versioni dei browser di navigazione. Quindi si rendeva necessario concepirlo da capo con una tecnologia che permettesse flessibilità ed adattabilità ad esigenze ormai completamente diverse.

La sfida ci è apparsa complessa ed è stata affrontata per fasi, procedendo inizialmente con una serie di interviste per definire il target al quale le nuove pagine internet avrebbero dovuto rivolgersi. E’ stato subito chiaro che l’utenza di riferimento sarebbe stata eterogenea, e che le varie sezioni di RomaEbraica.it (questo il dominio scelto dai committenti) avrebbero dovuto essere quindi in grado di orientare, istruire, formare, indirizzare non solo tutti i principali quesiti posti dagli iscritti alla C.E.R. ma anche tutti i navigatori interessati a conoscere di più sulla religione ebraica e su questa Comunità storica. Abbiamo cercato una grafica d’impatto, che pur rispettando l’esigenza di un portale istituzionale, presentasse un albero di navigazione intuitivo, in grado di accompagnare alle singole sezioni anche gli utenti con meno famigliarità nell’uso di una pagina web. RomaEbraica.it avrebbe dovuto quindi rappresentare la nuova immagine della comunità in maniera fresca e autorevole, ma essere principalmente uno strumento utile, aggiornato e sempre a portata di mano.

Tra le più difficili operazioni in cui siamo stati coinvolti c’è stata la decrittazione del logo originale della vecchia Comunità Israelitica. Il logo fino ad oggi presente in tutti i documenti ufficiali era derivato da un timbro a secco, e ingrandito appariva poco definito e illeggibile nei simboli e nei termini in ebraico. Un simbolo simile non sarebbe stato utilizzabile per un moderno sito internet, che invece abbisognava di un logo vettoriale e ad alta definizione. In più il nuovo logo avrebbe potuto essere usato anche da tutte le altre istituzioni ebraiche (dietro approvazione del consiglio e della Rabbanut, ovviamente). La prima parte dell’estate l’abbiamo quindi dedicata, con la fondamentale collaborazione di David Spagnoletto, alla ricerca della memoria storica della Comunità ebraica di Roma, rimbalzando tra i protagonisti della scelta di quel logo (adottato ufficialmente solo nel 1986, in occasione della visita di Giovanni Paolo II nel Tempio Maggiore) e i testi dell’Archivio Storico.

Quello che abbiamo scoperto ha un piccolo valore storico, con il sapore della modernità: a comporre il mosaico delle informazioni ha contribuito anche l’odiato/amato social network Facebook, che per voce di alcuni iscritti, ci ha dato accesso ad informazioni preziose. Brevemente (i dettagli sono a disposizione per chi li volesse) la simbologia originale è derivata dal simbolo di un’agenzia funebre ebraica che operava a Roma negli anni 30′ e all’inizio degli anni 40′: la Tani. Alcuni sostengono che sia appartenuto anche ad un altra benemerita associazione capitolina che si occupava della sepoltura degli israeliti, la confraternita Cheset-ve-Emet. Un divertente aneddoto al riguardo ci viene riportato dalla vedova del Morè Nello Yehudah Pavoncello, che quando vide questo simbolo funebre adottato in via “ufficiale” dalla Comunità, si lasciò andare ad un’espressione di disappunto nel tipico dialetto giudaico romanesco.

La prima testimonianza concreta dell’uso del simbolo è una medaglia commemorativa realizzata in occasione del centenario dell’emancipazione degli ebrei di Roma (1870-1970), disegnata direttamente da Rav Elio Toaff, con la collaborazione di un artista e serigrafo, Picciarini. La nostra versione del simbolo si ispira direttamente a questa, ristabilendo le proporzioni originali del simbolo, che nella versione del 1986 risultano piuttosto allungate.

Nel simbolo compaiono alcune scritte in ebraico (evidenti quelle riferite a Iachin e Boaz, le due colonne del Tempio di Gerusalemme), una Menorah stilizzata (probabilmente quella appartenuta all’antico simbolo della Scola Castigliana, dai noi recuperata ed inserita con maggiori dettagli) e alcuni simboli tipici degli enti associazionistici ebraici, come la stretta di mano denominata “stretta di passo”.

Una volta sistemato il simbolo, che ha costituito il cuore del progetto, si è passati al resto. L’albero di navigazione porta a circa un centinaio di pagine distinte, che parte dall’Home Page che riporta le informazioni di base ed è illustrata con immagini della vita ebraica della città di Roma, highlights delle principali sezioni del sito: Vita Comunitaria, Vita Culturale, Vita Religiosa, Blog.

Le sezioni di navigazioni in alto (che sia aprono con un menu a discesa) portano ai vari dipartimenti che dipendono direttamente dalla C.E.R., e quindi le informazioni di base relative al Consiglio e i membri, alla Consulta, all’Amministrazione, all’Ufficio Contributi, agli Istituti Assistenziali e all’Ufficio Giovani. Lateralmente sono disponibili i Link alle pagine degli altri enti ebraici, alle preghiere, alle festività e alle informazioni pratiche sulla kasherut. A portata di mano è sempre disponibile il Calendario degli appuntamenti Comunitari (sincronizzato con la newsletter) e l’orario di accensione delle candele e di uscita dello Shabbat.

Nella Sezione Attualità (realizzata come un vero e proprio blog) si potranno discutere ed introdurre, sottoforma di articoli, gli ultimi avvenimenti della vita comunitaria. La colonna centrale è dedicata agli aggiornamenti manuali con un box largo e leggibile, e nella tipica sidebar è previsto l’inserimento di foto, video e tabelle, l’iscrizione ai Rss-Feed degli articoli e dei commenti. Il lato backend del sito invece è stato costruito per avere una “memoria tampone” che possa archiviare i dati sensibili degli utenti (previa autorizzazione al trattamento) in modo che poi non debbano risiedere fisicamente nel sito, ed evitare così tentativi di hackeraggio del sito ai fini di rubare l’identità di tutti gli iscritti.

Qui ad IsayBlog! consideriamo questo sito come un work in progress, l’accordo che la nostra agenzia ha contratto con la Comunità Ebraica è quello di continuare ad occuparci della manutenzione del sito e di offrire una consulenza tecnica per fasi di sviluppo future, che comprenderanno una vera e propria applicazione iPhone, un Siddur digitale geolocalizzato (un libro di preghiere che varia a seconda della posizione geografica dell’utente), un servizio di prenotazione di matrimoni e Bar-Bat Mitzvà via web, così come già fatto per la newsletter comunitaria.

Per qualsiasi altra informazione in merito al lavoro svolto, vi invitiamo a passare a trovarci nei nostri uffici, che non a caso si affacciano su Piazza delle Cinque Scole, un luogo storico per la vita religiosa degli israeliti capitolini.

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