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La conversione degli adulti

Procedura

Colloquio preliminare – Chi è interessato alla conversione dovrà chiedere di parlare con un Rabbino del Tribunale Rabbinico che discuterà con lui le motivazioni. Dopo il colloquio, se lo ritiene, l’interessato potrà fare una domanda scritta, seguendo le istruzioni del Tribunale Rabbinico.

La domanda – Rappresenta un primo riferimento temporale, ma non è vincolante per il Tribunale Rabbinico . In base al risultato del colloquio preliminare e al contenuto delle domande il candidato sarà chiamato, non in tempo breve, a un nuovo colloquio nel quale gli verranno comunicati gli orientamenti decisi, che possono essere di rifiuto, di attesa, o di indirizzo allo studio. In tale ultimo caso verranno suggeriti programmi di studio e uno o più insegnanti di sostegno. Al candidato inoltre sarà richiesta, progressivamente, una presenza affettiva in seno alla comunità in particolar modo alle ufficiature ed agli shabbatoth ove organizzati. Bisognerà seguire assiduamente corsi di ebraismo, al fine di adeguare la vita personale e professionale ai dettami della halachà.

E’ bene precisare che nulla è dovuto al Tribunale per tutta la procedura, molti corsi comunitari sono pubblici e gratuiti e che i compensi agli insegnanti privati sono stabiliti con accordi personali tra docente e discente. I Rabbini del Tribunale Rabbinico valuteranno nel loro sviluppo le motivazioni e la volontà del candidato ad accettare il giogo della Maestà celeste e quello delle mizvot. La collaborazione tra candidato e Rabbini porterà alla valutazione definitiva della pratica. Il periodo di insegnamento – tutela è variabile e non è dato sapere, all’inizio, se la conversione si concluderà in capo ad uno o più anni. L’insegnante e i rabbini possono consigliare, aiutare, ma toccherà al candidato dare prova con il suo attaccamento all’Eterno, alla Torà, al popolo d’Israele senza riserve.

Esame – Nel corso del processo di preparazione e maturazione saranno fatte delle verifiche più avanti, trascorso un periodo ragionevole, di concerto con insegnanti e rabbini del Tribunale Rabbinico, sarà stabilita una prova di esame per valutare il livello delle conoscenze acquisite e il livello di pratica religiosa. La prova potrà essere scritta e/o orale. Le domande verteranno su tutti i temi del programma proposto. Prima degli esami verranno proposti degli schemi di domande, in modo che il candidato valuti il tipo di preparazione richiesto e il livello da lui raggiunto. Se il candidato ha studiato seriamente, frequenta la comunità ed osserva le mizwot (allo scopo di abituarsi) non avrà difficoltà a superare la prova.

La valutazione dell’esame può dar luogo a due ipotesi:

  1. Si sono palesate lacune nella cultura e nelle attitudini ed il candidato si sottoporrà ad altro esame dopo aver approfondito i punti deboli.
  2. L’esame è soddisfacente e viene proposta la tappa successiva

Tribunale Rabbinico Il candidato si sottoporrà al Beth Din (tre rabbini) che giudicherà con criteri personali, non solo il livello di conoscenza acquisito, ma anche le motivazioni presentate dal candidato stesso. Se anche questa prova ha esito positivo, il Beth Din fisserà, a conclusione del percorso, la data della Milà (per gli uomini) e del Mikwè e inizierà così la nuova vita di un figlio di Abramo e Sara. Dopo il Mikwe il convertito è considerato a pieno titolo figlio d’Israele, appartenente al reame di sacerdoti ed alla nazione santa e tenuto ad osservare l’insieme delle mizwot della Torà. Al termine del cammino il convertito comprenderà che tutte le difficoltà che gli sono state frapposte erano solo prove d’amore.

Il candidato farà suo il proponimento di Ruth: “Ma Ruth rispose: non insistere con me perché ti lasci e mi allontani da te (Naomi). Dove tu andrai io andrò, dove abiterai abiterò, il tuo popolo sarà il mio popolo, il tuo D. sarà il mio D.” (Ruth 1:16)

Citazioni: (anche dei Saggi) “Un candidato alla conversione che dicesse di accettare tutta la Torà eccetto una legge, non sarebbe convertibile” (Midrash Torah Cohanim, Parashà Kedoshim XIX, 34)

“I convertiti di una generazione sono lo specchio del valore di quella generazione” (Midrash Vaherà nella II 8 ) “In ogni generazione si presenteranno dei convertiti. Da dove lo sappiamo? Da Moshè che annunciò: < stipuli l’Alleanza con coloro che non sono presenti oggi> M (TB Shevuoth 39a)

“I convertiti devono stare all’erta per non ritornare alla loro condotta precedente “(Midrash Bemidbar rabbà VIII “9) “Il Santo Benedetto Egli sia ama profondamente i convertiti poichè essi hanno abbandonato la famiglia e la casa del loro padre per avvicinarsi a Lui” (Midrash Rabbà VIII 2)

“I convertiti che studiano Torà sono sullo stesso piano del Cohen Gadol che entra nel Kodesh haKodashim” (Midrash Vayehel VIII)

“Dopo la conversione, ogni candidato è considerato Israel” (Midrash rabbà VIII, 1) “Non si dirà ad un convertito: ricordati la tua precedente condotta, ieri nella tua bocca entravano cibi proibiti, oggi essa pronuncia parole di Torà” (TB Baba Metzia 58b)

“Un candidato che desideri sinceramente convertirsi, troverà la nostra mano tesa verso di lui, perché entri sotto le ali della Shehinà” (Midrash Waiqrà rabbà II, 8 )

“Il candidato è simile al neonato, tutte le sue colpe gli saranno condonate (TB Jevamoth 22a)

“Il convertito che compie la sua scelta in nome dell’Eterno merita di vedere le sue figlie andare spose dei Cohanim d’Israele” (Midrash Kohelet rabbà VII 20).

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