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La Memoria non basta: ci vuole anche una legge contro le discriminazioni e la xenofobia

in: Giornata della Memoria | Pubblicato da: Redazione

Un Commento

Consiglio_Superiore_della_MagistraturaIn occasione della ricorrenza delle celebrazioni del Giorno della Memoria, questa mattina il Consiglio Superiore della Magistratura ha organizzato un convegno sulla giurisdizione e le discriminazioni razziali tra storia e attualità. I lavori sono stati introdotti dal primo presidente e dal procuratore generale della Corte di Cassazione Ernesto Lupo e Gianfranco Ciani e dal ministro della Giustizia Paola Severino. Nei discorsi il ricordo dell’orrore delle leggi razziste e il ruolo ricoperto da gran parte della magistratura che, pur dovendo attenersi alle leggi promulgate da Mussolini, cercò di limitare, quando possibile, gli effetti di quelle leggi e di non porle al centro della giurisdizione italiana. Chiaro è, come ha ricordato Ciani, che seppur c’è stata una magistratura che assumeva tali atteggiamenti, c’era anche una magistratura convintemente “fascista” che non ostacolò in alcun modo l’applicazione delle leggi razziste. “Dobbiamo capire quale sia il modo più efficace per tutelare la Memoria.

Si deve introdurre il reato di negazionismo, come successo in altri ordinamenti? – si è chiesto il ministro Severino – Abbiamo analizzato le difficoltà tecniche anche con il presidente Renzo Gattegna, fino a elaborare un testo il cui percorso si è interrotto con questa legislatura” ma che potrebbe continuare nella prossima. Il ministro ha poi ricordato “l’episodio di Napoli (gli arresti ai militanti di CasaPound, ndr), che dimostra come la Memoria non basti. Solo un tempestivo intervento della legge può arginare questi fenomeni criminosi. Con questa legge dovrà essere applicato il fermo contrasto a ogni forma di discriminazione”. Sono poi seguiti gli interventi del presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardi Pacifici, di Giuseppe Speciale, professore dell’Università di Catania, di Guido Raimondi, vice presidente della Corte europea dei diritti dell’uomo e di Marta Cartabia, giudice della Corte Costituzionale. I lavori sono stati infine conclusi dal vice presidente del Csm Michele Vietti, alla presenza dell’ambasciatore d’Israele in Italia Naor Gilon e del presidente della Corte Costituzionale Franco Gallo. “Questa è una giornata in cui – spiega il presidente della Cer, Riccardo Pacifici – ricordiamo non solo gli ebrei che vennero perseguitati e morirono nei campi di sterminio, ma anche tutte le altre minoranze considerate diverse dal nazi-fascismo. Oggi dobbiamo essere particolarmente attenti a tutte le comunità che vengono discriminate. Pochi giorni fa è stata promossa dalle pagine del Corriere della Sera l’idea di istituire a Roma il lutto cittadino il 16 ottobre. La proposta ci ha riempito di orgoglio e l’amministrazione comunale vuole portare avanti l’idea del Corriere.

Il Consiglio della nostra Comunità ha ragionato a fondo su questa proposta: in molti di noi hanno espresso il pericolo dell’assuefazione della Memoria, dando la sensazione che la Memoria sia ad appannaggio solo degli ebrei. Così ho chiesto al sindaco, Gianni Alemanno, di istituire la giornata del 16 ottobre come una giornata di riflessione per tutta la cittadinanza”. Pacifici si è dunque chiesto se “le leggi razziste siano state l’inizio dell’aberrazione del fascismo o l’epilogo di questo? La verità è che questo Paese non ha mai fatto i propri conti col fascismo. L’errore è stato non aver messo mai sotto processo quelli che pensarono le leggi razziste e quelli che le fecero applicare, anche se va ricordato quanti cercarono di sottrarsi a quelle leggi. Abbiamo numerosi esempi, a iniziare tra le forze dell’ordine, di chi si ribellò alle leggi razziste. Credo che noi dobbiamo concentrare le nostre forze per trovare non solo le colpe dei carnefici, ma anche le colpe degli indifferenti, di quelli che sapevano e che non hanno voluto vedere. Questo è il vero esercizio di Memoria. Oggi siamo indifferenti di fronte a temi come l’immigrazione e la diversità. Il Giorno della Memoria non serve per ricordare solo le vittime ma per far sì che ciò non accada mai più. In questi tempi le nostre città sono protagoniste di fatti di cronaca dove gruppi neonazisti e neofascisti protestano, si organizzano, scendono in politica e in strada manifestando chiaramente la loro appartenenza ideologica. Anche se molto viene fatto dalle forze dell’ordine, manca a mio avviso un recinto legislativo per evitare che questi gruppi si organizzano fino a presentarsi alle elezioni. Come non consentire a gruppi come questi di utilizzare gli strumenti della democrazia per entrare a far parte delle istituzioni? Serve una norma chiara per non dare la possibilità a taluni movimenti di aggirare l’apologia del fascismo portando però avanti politiche fasciste se non naziste. Un’ultima annotazione – ha concluso Pacifici -, è un ringraziamento per il lavoro fatto sui nuovi fenomeni di xenofobia via web che ha portato a enormi risultati. Il mondo si deve però oggi chiedere se non sia il caso di applicare leggi rigide come quelle sulla pedopornografia anche sui temi del razzismo e della xenofobia”.

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