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La musica, un ponte fra popoli e culture

in: Foto gallery | Pubblicato da: Giacomo Kahn

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Un grande evento musicale che ha unito artisti italiani e israeliani per salutare l’ambasciatore Gideon Meir al termine del suo mandato diplomatico in Italia

Un caloroso saluto, ma più che un addio un arrivederci. Un migliaio, tra amici, ospiti, partner commerciali e ovviamente autorità sono accorse ieri sera nell’Auditorium di via della Conciliazione a Roma per salutare l’ambasciatore israeliano Gideon Meir, insieme alla moglie Amira, in occasione della fine del suo mandato nella sede diplomatica romana.

Sono stati cinque anni e mezzo straordinari, in un Paese stupendo, dove ho trovato tanti nuovi amici”. Con queste parole l’ambasciatore ha voluto aprire una serata all’insegna della musica come ponte fra popoli e culture, fra Italia e Israele.

Un tema ripreso nel saluto iniziale che il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata ha voluto portare personalmente ricordando l’amicizia di lunga data che lo lega all’ambasciatore Meir e riconoscendogli due grandi doti. La prima, quella della comunicazione: ”Sei un fulmine di diplomazia; ci hai illuminati con brillanti interventi, contribuendo a farci capire problematiche difficili e negoziati complessi come quelli che coinvolgono l’area medio orientale” e Terzi ha voluto citare Mark Twain, secondo il quale ”la differenza tra la parola giusta e quasi giusta è quella tra un lampo e una lampadina”. La seconda dote è la moglie Amira, ”ambasciatrice di simpatia e di cultura, sempre al suo fianco”.

Dei tanti momenti che hanno scandito il mandato di Meir a Roma, Terzi ha voluto infine ricordare due momenti critici in cui l’ambasciatore ha espresso al meglio la sua capacità di essere ”un grande protagonista della sensibilizzazione dell’opinione pubblica italiana”: l’illuminazione del Campidoglio per il caporale Shalit ai tempi della sua prigionia nelle mani di Hamas e in occasione della sofferta liberazione. Ma anche la triste pagina dell”’indegno” boicottaggio della presenza di Israele alla Fiera del libro di Torino del 2008.

Meir ha quindi ringraziato i rappresentanti delle istituzioni italiane, a partire dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ai presidenti di Camera e Senato, Renato Schifani e Gianfranco Fini, fino al premier Mario Monti. Non si è però dimenticato dei due predecessori di Monti a palazzo Chigi, con i quali ha lavorato fianco a fianco: il professor Romano Prodi, e Silvio Berlusconi. A Prodi e alla moglie Flavia, presenti in sala, ha rivolto un particolare grazie.

Bellissimo il programma musicale – in un mix di contaminazioni linguistiche: ebraico, italiano, napoletano, yemenita, – eseguito da un nutrito gruppo di artisti, tutti di grande fama: da Noa con i Solis String Quartet, a David D’Or, al tenore Pino Ingrosso, a Raiz, al Duo Opera d’Israele Mirela Gradinaru e Hila Baggio, alla Orchestra Roma Sinfonietta diretta dal Maestro Massimiliano Carlini, all’artista Ilana Yahav famosa per se lue composizioni fantasiose e fantastiche eseguite muovendo la sabbia.

Ricco il parterre di vip e politici, fra i quali: il ministro della Giustizia Paola Severino, l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi accompagnato dalla moglie Flavia, il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, l’ex presidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, il senatore Luigi Compagna, i deputati Fabrizio Cicchitto, Walter Veltroni, Alessandro Ruben, Mara Carfagna, il presidente della Lazio Claudio Lotito.

La serata, condotta da Fabrizio frizzi, si è conclusa con un brindisi nel foyer, un modo – ha concluso l’ambasciatore Meir per ringraziare l’Italia “del grande affetto e profondo sostegno che dà allo stato di Israele“.

(Foto di Stefano Meloni)

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