L’ex primo ministro, morto a 96 anni, verrà tumulato oggi prima del tramonto
Centinaia di israeliani si stanno recando alla Knesset per rendere omaggio alla salma dell’ex primo ministro Yitzhak Shamir, morto sabato notte all’eta’ di 96 anni.
La bara, avvolta nella bandiera israeliana, rimarra’ nel parlamento di Gerusalemme fino al funerale, previsto questa sera verso le 18.00.
Ex primo ministro a due riprese, nel 1983-84 e 1986-92, Shamir e’ stato fra i fondatori del partito conservatore Likud dell’attuale primo ministro Benyamin Netanyahu. Piccolo di statura, poco incline al compromesso, Shamir era considerato un ‘falco’ che non faceva mistero della scarsa fiducia verso i vicini arabi, sostenitore del mantenimento del controllo sui territori conquistati nel 1967. Tuttavia, durante la prima guerra del Golfo, accolse la richiesta americana di non reagire ai lanci degli scud iracheni contro Israele. E nel 1991 partecipo’ alla conferenza di pace di Madrid assieme ai rappresentanti dei governi arabi.
Nato in Polonia nel 1915 come Yizhak Yzernitzky, Shamir emigro’ nel 1935 in quello che era allora la Palestina sotto mandato britannico. Qui entro’ a far parte del gruppo paramilitare sionista Irgun, da cui si stacco’ nel 1940 per entrare nella piu’ estremista banda Stern. Fu poi uno dei tre membri del triumvirato dirigente che decisero nel 1948 l’assassinio del rappresentante dell’Onu in Medio Oriente, Folke Bernadotte. Fra il 1955 e il 1965 fece parte d’intelligence del Mossad. I genitori e le sorelle perirono nell’Olocausto. La moglie Shulamit, conosciuta nel 1941 in un campo di prigionia britannico da cui poi evase, e’ morta nel 2011.