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Giorno della Memoria: bisogna ricordare ma bisogna anche difendere gli ebrei “vivi”

in: Blog/News | Pubblicato da: Redazione

Un Commento

carlo-giovanardiLettera di tre senatori del PDL

“Deve essere chiaro che ogni parola sulla Memoria della Shoah rischia di essere vana se non si difendono gli ebrei ‘vivi’ oltre al doveroso rispetto di quei 6 milioni di ebrei tra cui quelli che vennero traditi in Italia, perseguitati e poi annientati dal fascismo e da Mussolini, complice dell’altro tiranno Hitler”. E’ uno dei passaggio della lettera che Carlo Giovanardi, assieme ai colleghi del Pdl Guido Compagna e Lucio Malan, ha inviato al Presidente dell’Unione delle Comunita’ Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, al presidente delle Comunita’ Ebraiche di Roma, Riccardo Pacifici, al Presidente della Comunita’ Ebraica di Milano, Walker Meghnagi.

“Il governo presieduto da Mario Monti – scrivono i senatori – con il pieno consenso del Pd, ha ingannato due mesi fa il Parlamento italiano scavalcandolo nella decisione di voltare le spalle a Israele, con il cambiamento della posizione italiana all’Onu sulla Palestina, posizione che ci ha messo in contrasto con gli Stati Uniti e la meta’ dei Paesi europei”.

“Il Pdl ha contestato ferocemente questa decisione sia in Parlamento che sui media – ricordano i senatori -. Questo e’ stato uno degli ultimi atti concreti di amicizia del nostro partito nei confronti delle vostre comunita’ e dello Stato d’Israele. In quel caso le parole di condanna delle comunita’ ebraiche sono apparse, almeno ai nostri occhi, deboli e comunque non hanno trovato la stessa attenzione che tra ieri e oggi c’e’ stata tra i media dopo quelle di Berlusconi. Deve essere chiaro che ogni parola sulla Memoria della Shoah rischia di essere vana se non si difendono gli ebrei ‘vivi’ oltre al doveroso rispetto di quei 6 milioni di ebrei tra cui quelli che vennero traditi in Italia, perseguitati e poi annientati dal fascismo e da Mussolini, complice dell’altro tiranno Hitler. I sentimenti del Pdl e di Berlusconi sono storicamente chiari sul tema della Shoah e sull’antifascismo e nessuno fra noi ha alcuna intenzione di assolvere l’Italia fascista dalle sue responsabilita’ e ancora peggio non e’ nostra intenzione assolvere la dittatura fascista. Come gia’ chiarito con una nota del presidente Berlusconi di ieri pomeriggio, non era sua e nostra intenzione elogiare opere pubbliche di Mussolini per assolvere la sua tirannia. Abbiamo compreso la vostra reazione, specie in giorno denso di emotivita’ come quello del 27 gennaio, ma siamo preoccupati della strumentalizzazione che in piena campagna elettorale possa essere data al vostro disappunto. Siamo convinti che questa non era la vostra intenzione e sopratutto vorremmo che quarant’anni di sincera e reciproca amicizia ci permettano di chiedervi che il tutto venga riportato con chiarezza e onesta’ intellettuale alle sue reali dimensioni. Sopratutto guardando ai reali sentimenti di amicizia che ci legano. Ci attendono sfide importanti, non solo legate al rischio concreto dell’esistenza dello Stato d’Israele, ma della stessa Europa, minacciata dal fondamentalismo islamico e fanatico. E’ su questo terreno che siamo convinti poter continuare il dialogo costruttivo vigilando da una parte e condannando insieme dall’altra chi tra le forze politiche del nostro Paese, in buona e cattiva fede da credito, senza alcuna garanzia a movimenti fanatici che sulla scia dell’odio contro Israele e le democrazie occidentali, nega la Shoah o minaccia una ‘nuova Shoah’ con l’uso dell’arma nucleare”.

 

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