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Lo Sturmer italiano

in: Israele | Pubblicato da: Angelo Pezzana

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Il caso di un quotidiano nazionale ferocemente anti israeliano

C’è un quotidiano in Italia, che da decenni – potremmo dire da sempre – assume posizioni di totale ostilità a Israele. La politica, non ha importanza quali partiti compongano il governo, la società, l’economia, le istituzioni, vanno criticate sempre e comunque. L’atteggiamento verso i palestinesi è di condivisione senza sfumature, vivono sotto occupazione in Giudea e Samaria, in condizioni spesso paragonate a quelle degli ebrei sotto il regime nazista. La parola ‘apartheid’ vi compare spesso, ma anche per gli arabo-israeliani le parole per rappresentarli sono spesso identiche. Cittadini di serie B, nel migliore dei casi.

Gaza, sotto il dominio di Hamas, viene ancora descritta come se fosse una colonia israeliana. Se qualcosa non funziona – e a Gaza molte cose non funzionano, soprattutto per quanto riguarda i diritti umani – il responsabile è Israele, persino quando manca l’elettricità è al ‘governo di Tel Aviv‘ al quale va attribuita la colpa. Tel Aviv, naturalmente, perché scrivere ‘governo di Gerusalemme è proibito dalle regole del ‘politburò’ che governa la linea del giornale. Fatte le debite proporzioni – non siamo più negli anni ’30 e non si tratta di nazisti ma di comunisti – non è esagerato paragonare questo giornale allo ‘Sturmer’, il quotidiano del Partito nazista, il giornale più scatenato contro gli ebrei in Germania.

Bene, qui siamo in Italia,e lo Sturmer in versione comunista si chiama Manifesto, ma le differenze sono minime, la parola ‘ebreo’ è stata sostituita con Israele, e il risultato è identico. Mi chiedo quale giudizio daremmo oggi su qualcuno che avesse collaborato, allora, con lo Sturmer. Qualcuno magari pure ebreo, oppure, se non ebreo almeno sionista soi-disant, che penseremmo di lui/lei ? Ci accontenteremmo di qualche spiegazione del tipo ‘ma io scrivo di letteratura’, oppure ‘mi occupo di cinema’, o ancora ‘non condivido la linea anti-Israele, ma ognuno è libero di pensarla come vuole’ ? Vedere il proprio nome sotto quella testata, non dovrebbe inorridire chi sta, magari anche in modo critico, dalla parte di Israele ?

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