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Massima allerta in Israele, incubo armi chimiche ad Hezbollah

in: Medioriente | Pubblicato da: Redazione

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MISSILEÈ massima allerta in Israele. La notizia – mai confermata ufficialmente – dell’attacco aereo israeliano contro un convoglio di armi (secondo la stampa libanese si trattava di un centro di produzione di armi) che dalla Siria stava raggiungendo il Libano è rimbalzata subito come ‘breaking news’ su tutte le tv del Paese, che hanno interrotto i programmi per aggiornare gli israeliani. Una notizia che ovviamente ha poi fatto il giro del mondo.

Israele tema che, con il vistoso sgretolamento del regime siriano di Bashar Assad, gli Hezbollah libanesi giungano a beneficiare di una quantità di armi da superpotenza – compresi armamenti non convenzionali – che altererebbero gli equilibri regionali e rappresenterebbero una ulteriore minaccia diretta per lo Stato ebraico.

Non e’ un caso che Radio Gerusalemme abbia riferito che ieri in alcune zone di Israele si sia registrato un netto aumento delle persone che hanno ritirato maschere antigas dalle apposite postazioni del comando delle retrovie: erano state allestite da mesi, ma finora erano state spesso ignorate.

La paura piu’ grande, ovviamente, e’ per i vasti arsenali di armi chimiche. Israele – come altri Paesi della regione – teme che dalla Siria finiscano nelle mani di gruppi legati ad al-Qaida, o anche agli Hezbollah.

Timori in qualche modo confermati oggi dal quotidiano kuwaitiano ‘Al-Watan’ che, citando fonti anonime dell’opposizione siriana., scrive che il regime di Damasco ha fornito armi non convenzionali al movimento sciita libanese Hezbollah nel 2012: due tonnellate di gas mostarda e missili a lungo raggio capaci di trasportare testate chimiche e di coprire fino a 300 chilometri; un trasferimento andato avanti per 40 giorni, da metà febbraio al marzo dello scorso anno.

Ma ci sono anche armamenti super-moderni, consegnati ancora di recente da una spericolata Russia al suo alleato Assad, che annaspa. Ci sono missili Scud D (gittata fino a 750 chilometri) che possono montare testate chimiche; ci sono i missili da crociera terra-mare Yakhont, che colpiscono a velocita’ supersonica fino a 300 chilometri; e ci sono le batterie di anti-aerea SA-17, micidiali fino a 50 chilometri di distanza e da una quota minima di 25 metri fino ad una massima di 25 mila.

L’ingresso in Libano di questi armamenti e la loro acquisizione da parte di una organizzazione terroristica islamica e votata alla distruzione dello Stato ebraico e’ una ”linea rossa”, invalicabile.

Il capo dell’Aviazione militare, generale Amir Eshel, ha confermato che Israele conduce una serie di attivita’ mirate, tali da contribuire con efficienza alla lotta contro il transito di armamenti sofisticati agli Hezbollah, ma non talmente drastiche dall’innescare un conflitto.

C’è infine la consapevolezza che la sorte degli arsenali chimici presenti in Siria potrebbe costringere molto presto non solo Israele ma anche altri Paesi a decidere, in poche drammatiche ore, se intervenire in territorio siriano, oppure accettare che essi cadano nelle mani di combattenti islamici: sunniti filo al-Qaida o sciiti Hezbollah. Una ipotesi che metterebbe i brividi.

 

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