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Napolitano, Fini e Schifani ricordano l’attentato alla Sinagoga di Roma

in: Blog/News, Foto gallery | Pubblicato da: Redazione

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Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è giunto stamane alla sinagoga di Roma per ricordare l’attacco terroristico che il 9 ottobre 1982 costo’ la vita al piccolo Stefano Taché e il ferimento di oltre 40 persone.

Il Capo dello stato, accompagnato dai presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani, e da ministro degli interni Cancellieri e dal ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi, ha sostato di fronte alla lapide che ricorda l’attacco prima di essere accolto all’interno del Tempio Maggiore. (AGI)

Quel giorno del 1982, alle ore 11,55, un commando di terroristi palestinesi, iniziò a sparare tra la folla di fedeli in uscita dalla Sinagoga, lanciando granate a frammentazione. Fu una strage e il nome del piccolo Stefano Gay Tachè fa ormai parte della storia del terrorismo italiano. I colpevoli sono tuttora impuniti: Osama Abdel Al Zomar fu arrestato in Grecia, condannato in contumacia ed estradato in Libia dove, secondo alcune fonti, vivrebbe tutt’oggi libero. La Comunità’ ebraica chiede ancora giustizia per questa strage.

Rimuovere i segreti di Stato in modo da “poter chiarire le ombre e i dubbi”. E’ quanto ha auspicato il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, durante il suo discorso alla Sinagoga in commemorazione di Stefano Gay Tache’. “A 30 anni di distanza – ha detto Pacifici rivolgendosi al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, –la sua prestigiosa presenza ci commuove profondamente ed e’ la conferma che avevamo ragione a non demordere e a non dubitare della vicinanza delle Istituzioni. Sui fatti di allora – ha pero’ sottolineato Pacifici  – ci sono ancora delle domande alle quali devono essere date delle risposte”.

Durante la commemorazione ha voluto portare il suo ricordo anche Gadiel Gaj Tache’, fratello del bimbo che ha perso la vita nell’attentato. “Sono passati 30 anni da quel 9 ottobre 1982, giorno che cambiò radicalmente la mia vita, della mia famiglia e della Comunita’ ebraica di Roma. Oggi sento il dovere di essere qui – ha detto commosso Gadiel Gaj

Tache’ – in qualita’ di testimone. Dal 2013, a quanto pare, il nome di Stefano Gaj Tache’ sara’ inserito nella lista di tutte le vittime italiane del Terrorismo e questo non puo’ che riempire il mio cuore di gioia e speranza”.

Al termine della cerimonia, il presidente Napolitano ha consegnato ai familiari del piccolo Stefano Gaj Taché la medaglia d’oro alla memoria.

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