Negazionismo-Shoah.
L’Unione delle camere penali (Ucpi) esprime la sua “ferma contrarietà” in merito alla proposta del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, di introdurre nell’ordinamento il reato di negazionismo: “L’idea di arginare un’opinione, anche la più inaccettabile e infondata, con lo strumento del diritto penale è in aperto contrasto con il chiaro dettato della Carta costituzionale, che all’articolo 21 non pone limiti di sorta alla libertà di manifestazione del pensiero”.
Il reato di negazionismo, secondo l’Ucpi, andrebbe a cozzare “con il principio, ineludibile in un ordinamento liberaldemocratico, secondo cui il diritto penale può e deve sanzionare un fatto dell’uomo, quando esso sia lesivo e colpevole, non una sua opinione per quanto essa sia lontana dal comune sentire, e persino odiosa”.
andrea la placa
meno male che non è più ministro della giustizia
Fabrizio Belloni
Dovrebbe esere reato proporre come reato il negazionismo. L’industria della shoà (parole di un ebreo) è un fiorente mercato.Domanda: in una contrapposizione fra Europa ed Israele, da che parte starebbero e che fiducia darebbero gli ebrei di cittadinanza Europea?, fabrizio belloni. Gott mit uns
Eric Maulbersch
Ottima notizia…. ancora qualche briciolo di saggezza e di indipendenza dall’Ebreo, aleggia nelle sinapsi italiche…
Eric
Stefano Marigo
e la legge scelba non e’ altretanto in contrasto con questo pensiero?
Lorenzo Martinelli
Imbavagliare i popoli serve solo a far fiorire l’odio.
Agli Italiani hanno già rubato la sovranità popolare. Ora vogliono anche rubargli la libertà di pensiero.
Fino a che punto tollereranno tutto questo ?
E francamente mi meraviglierei della comunità ebraica se pensasse che approvare una legge che tappa a tutti la bocca fosse la soluzione migliore per blindare alcuni
concetti. Potrebbe a mio avviso essere un pericoloso boomerang.
franco
!La verità si scopre qiando gli uomini sono liberi di cercarla” ( F.D. Rossevelt – discorsi 1936). E siccome le buone o cattive notizie, secondo dei punti di vista, non sono mai sole, ecco un’altra novità:
Lo scorso giugno si è riunita a Ginevra la Commissione Diritti Umani delle Nazioni Unite e pubblicato le sue nuove direttive con il .
L’art. 49 del predetto Commento recita che: ” le leggi che penalizzano l’espressione di opinioni riguardanti fatti storici sono incompatibili con gli oblighi che il Trattato impone agli Stati riguardo il rispetto per la libertà di opinione e di espressione. Il Trattato non permette generici divieti di espressione di opinioni erronee o interpretazioni incorrette di eventi passati. Nessuna restrizione al dirittoo di libertà di opinione deve essere mai imposta e, per quanto riguarda la libertà di espressione non deve andare oltre ciò che è consentito al paragrafo 3 o è richiesto dall’ert. 20.” In nota al testo ci si riferisce al caso esplicito del prof. Faurisson e alle relative “leggi della memoria” francesi. Aspettiamo pertanto che i vari attuali incarcerati europei incriminati e condannati sulla base di consimili normative (Germania, Spagna ecc.) venfgano al più presto rimessi in libertà.
paola
Eppure secondo me ci vorrebbe: d’accordo la libertà di pensiero ma ci deve essere un limite a tutto.