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Nirenstein: “Egitto? Vigilare il rischio del fondamentalismo”

in: Medioriente | Pubblicato da: Redazione

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Non ci si può non rallegrare del desiderio di libertà e dell’aspirazione alla democrazia che ci arriva dal popolo egiziano. Tuttavia occorre vigilare affinché le auspicate elezioni democratiche non si trasformino nella chiave che apre la porta del governo all’estremismo islamico“.

L’ha detto Fiamma Nirenstein, vicepresidente della commissione Esteri della Camera e parlamentare del Pdl, riguardo le possibili conseguenze della situazione attuale in Egitto.

La giornalista, come riporta l’agenzia ADNKRONOS, analizza quali scenari potrebbero delinearsi sul panorama geopolitico del Medio Oriente e la differenze fra le organizzazioni partitiche egiziane e i Fratelli Musulmani:

Qualsiasi popolo affamato oppresso, privato di un avvenire è destinato a ribellarsi. Così è avvenuto nel 1952 con la sollevazione popolare che ha rimosso re Farouk.
Quindi il bisogno di democrazia è un fatto molto positivo da incoraggiare, non bisogna dimenticare però che l’Egitto è un paese dalle istituzioni fragili, fatto salvo l’esercito e l’imponente apparato di sicurezza interna, allestito nel corso del tempo da Mubarak. Si calcola un milione di uomini che, si spera, possano garantire il controllo della situazione e la fase di passaggio verso le elezioni e l’approdo a una democrazia.
I Fratelli musulmani possono contare su un consenso del 20%, che ora può sembrare non risolutivo ma che, secondo studi sulle previsioni elettorali molto attendibili, se si andasse a votare a breve potrebbero contare su un potenziale molto più alto. Secondo queste rilevazioni il 53% degli egiziani propende per un governo islamico, mentre solo il 23-25% si è espresso a favore di un governo di modernizzazione del Paese.

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