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Notizia sì, notizia no!

in: Medioriente | Pubblicato da: Angelo Pezzana

3 Commenti

Che Abu Mazen abbia un patrimonio di 100 milioni di dollari, non interessa a nessun giornale italiano

Non è mica vero che i media italiani sono ossessionati da Israele e che pubblicano ogni stormir di foglie, avendo il cannochiale sempre puntato.

Ci sono per esempio tantissime notizie, che magari interessano Israele non proprio direttamente, ma che con Israele hanno comunque a che fare, perché riguardano la società palestinese, che gode abitualmente la massima attenzione solo nel caso in cui Israele possa essere accusato di qualche malversazione nei suoi confronti.

Il risultato è ovviamente pochissime notizie, perché le malversazioni, anche a volerle cercare con il lumicino, sono veramente rare. Le altre non escono, non perché non ce ne sono, ma perché in genere vengono ritenute non pubblicabili. Non sia mai che possano danneggiare la reputazione di una popolazione che di guai ne ha già fin troppi, avendo a che fare con Israele. Per esempio, hanno fatto benissimo i giornali italiani a censurare che Abu Mazen ha un patrimonio di 100 milioni di dollari e che l’autore di questa rivelazione, Muhammad Rashid, – rilasciata in una intervista ad Al-Arabya – è stato condannato nei territori governati da Abu Mazen a 15 anni di carcere e 15 milioni di dollari di multa.

In contumacia, perché Rashid ha pensato bene di fuggire prima di essere incarcerato. Rashid non è quel che si dice uno sconosciuto e di dollari se ne intende, in quanto è stato per decenni il tesoriere di Yasser Arafat, al corrente quindi di tutti i conti correnti del defunto ladrone, e dell’enorme flusso di denaro che aveva reso Arafat uno degli uomini più ricchi del mondo. Non certo grazie al sudore della fronte o dell’olio di gomito, erano i capitali che arrivavano da tutto il mondo per finanziare la guerra contro Israele, in parte assolvevano a questa funzione, mentre una parte (rilevante) finiva nei conti del rais. Evidentemente la storia non è cambiata, anche se il rais è un altro, la musica è sempre la stessa.

Un giornale del Barhein ha scritto che Abu Mazen – e l’Anp come braccio operativo – ha dato ordine di mettere a tacere (eufemismo) il povero Rashid che, pare, se ne sta nascosto in qualche paese europeo. Come si vede gli ingredienti ci sono tutti per un buon pezzo di giornalismo investigativo, invece niente. Non c’è di mezzo Israele, ma anche questo non si può scrivere.

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