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Iran: nuove ombre su programma nucleare, “shopping” di Teheran in Cina

in: Medioriente | Pubblicato da: Redazione

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Iran nucleare

Centomila magneti superconduttori da inserire nelle centrifughe per accelerare il processo di arricchimento dell’uranio. La richiesta, si legge sul Washington Post, avanzata da un intermediario iraniano a una società cinese, rivelata da fonti vicine al dossier nucleare, getta nuove ombre sulle reali finalità del programma atomico di Teheran, all’indomani della fumata nera tra l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) e l’Iran che non hanno trovato un accordo sulle ispezioni ai siti nucleari della Repubblica Islamica.

Anche se non è possibile confermare se l’acquisto dei magneti, utilizzabili per le centrifughe IR-1, si sia effettivamente concretizzato, il tentativo in sé prova come l’Iran voglia imprimere una decisa accelerazione al suo programma di arricchimento dell’uranio, che secondo gli ayatollah è mirato alla sola produzione di combustibile per alimentare un reattore di ricerca medica. La rivelazione del tentativo di acquisto, inoltre, cammina di pari passo con le nuove centrifughe che l’Iran alcuni giorni fa ha confermato di aver installato nell’impianto di Natanz, il ‘cuore’ del programma nucleare, nel cui bunker sotterraneo i tecnici iraniani arricchiscono l’uranio al 20%.

Oltre al fatto di essere prodotti la cui vendita all’Iran è vietata da una risoluzione delle Nazioni Unite, è anche il numero dei magneti, ben centomila, ad aver destato perplessità negli uomini che si occupano del difficile negoziato con gli ayatollah. Sono sufficienti, infatti, per equipaggiare 50mila centrifughe, un numero cinque volte superiore a quello che, secondo l’Aiea, attualmente e’ in funzione in Iran.

Una fonte diplomatica europea che ha accesso a notizie sensibili sugli impianti nucleari della Repubblica Islamica, interpreta queste notizie come segnali che gli iraniani si stanno adoperando “per ottenere rapidamente notevoli progressi in campo nucleare. Ogni passo avanti rende la situazione potenzialmente più pericolosa”, ha aggiunto la fonte, rimasta anonima, riferendosi ai timori che l’Iran possa raggiungere livelli di arricchimento dell’uranio compatibili con la produzione della bomba atomica.

Olli Heinonen, che ha diretto le ispezioni dell’Aiea in Iran prima di ritirarsi nel 2010, ha spiegato che i magneti che l’Iran ha tentato di acquistare dalla Cina alla fine del 2011 sono compatibili con le centrifughe IR-1, ma non con quelle di nuova generazione IR-2 M, che Teheran ha di recente testato. Il numero dei magneti richiesto “ha un senso – ha spiegato Heinonen – perche’ gli iraniani in passato ci avevano detto di voler realizzare oltre 50mila centrifughe IR-1”.

D’altro canto, tuttavia, negli ultimi tempi sono arrivati segnali da Teheran che contrastano con uno scenario, le capacità di produrre la bomba atomica, che Israele considera una ‘linea rossa ‘ invalicabile dagli effetti destabilizzanti per l’intera regione e che potrebbe scatenare un raid aereo sui siti nucleari del Paese. Gli iraniani, infatti, hanno annunciato di aver convertito una parte significativa delle loro riserve di uranio sotto forma di metallo. Si tratta di un processo che rende più difficile utilizzare l’uranio per produrre armi nucleari e che lo stesso portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehmanparast, nei giorni scorsi ha confermato essere in corso. Un nuovo dossier dell’Aiea, in arrivo in questi giorni, evidenzierà proprio queste mosse contraddittorie di Teheran.

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