24 marzo 1944: Erich Priebke a Roma, alle Fosse Ardeatine. 25 marzo 2011: Erich Priebke a Roma, in un ristorante.
Stessa persona, stessa città, ma due luoghi completamenti diversi: in uno si è scritta una delle pagine più della storia, in un altro una semplice cena fra amici.
67 anni e un giorno dopo il gerarca nazista, che fu corresponsabile della rappresaglia dopo l’attentato di via Rasella, se ne stava comodamente seduto a mangiare e bere in compagnia di amici.
A scoprirlo è stato il settimanale Oggi, il quale, nel numero in edicola da domani, pubblica le immagini della SS, condannato all’ergastolo per la strage.
Ergastolo che Priebke sta scontando in un appartamento di proprietà del suo legale, usufruendo anche di altre tre ore di libertà concessegli dal tribunale oltre alle due di cui già beneficiava.
Antonio Pizzo (Marsala)
Sono davvero arrabbiato e disgustato! Mi sarebbe piaciuto essere in quel ristorante la sera in cui c’era quel criminale tedesco e dirgli in faccia che è soltanto un volgare assassino, come tutti i suoi commilitoni. Lo avrei quindi invitato, poco cortesemente, ad andare via… osservando anche la reazione degli altri clienti del locale. Ma del resto, cosa possiamo attenderci in un Paese che ha come ministro della Difesa un gran fascista come Ignazio La Russa? A proposito, mi fa schifo anche la showgirl Hoara Borselli, che ha detto di essere amica di cotanto ministro… affermando che a presentarglielo fu il suo ex fidanzato Walter Zenga, altro grande arrogante e maleducato (e in quest’ultimo caso parlo per esperienza personale…).
Antonio Pizzo (Marsala)
Sono stato, per la prima volta, alle Fosse Ardeatine proprio lo scorso 22 marzo (due giorni prima ero venuto a Roma per correre la Maratona). Ci sono andato con mia moglie e mia figlia. E’ una visita che consiglio a tutti, soprattutto a chi, in merito alle tristi vicende della seconda guerra mondiale, ha la coscienza sporca… Un paio di notti dopo la visita alle Ardeatine, mia figlia, che ha 12 anni, si è svegliata di soprassalto e piangendo perché aveva sognato di essere in un campo di concentramento (dal 1943 al ’45 c’è stato anche un mio zio)… Auguro simili incubi, ogni notte, a tutti quelli che cercano di minimizzare, dimenticare, quando non addirittura plaudire agli eccidi compiuti dai nazisti. Spesso, non dimentichiamolo, con la complicità dei fascisti italiani… i cui eredi politici sono, oggi, al Governo di questa disgraziata nazione…
elio
ma questa merda, con quel perenne sorriso da iena, non schiatta mai