1501200000<=1347580800
1501200000<=1348185600
1501200000<=1348790400
1501200000<=1349395200
1501200000<=1350000000
1501200000<=1350604800
1501200000<=1351209600
1501200000<=1351814400
1501200000<=1352419200
1501200000<=1353024000
1501200000<=1353628800
1501200000<=1354233600
1501200000<=1354838400
1501200000<=1355443200
1501200000<=1356048000
1501200000<=1356652800
1501200000<=1357257600
1501200000<=1357862400
1501200000<=1358467200
1501200000<=1359072000
1501200000<=1359676800
1501200000<=1360281600
1501200000<=1360886400
1501200000<=1361491200
1501200000<=1362096000
1501200000<=1362700800
1501200000<=1363305600
1501200000<=1363910400
1501200000<=1364515200
1501200000<=1365120000
1501200000<=1365724800
1501200000<=1303171200
1501200000<=1366934400
1501200000<=1367539200
1501200000<=1368144000
1501200000<=1368748800
1501200000<=1369353600
1501200000<=1369958400
1501200000<=1370563200
1501200000<=1371168000
1501200000<=1371772800
1501200000<=1372377600
1501200000<=1372982400
1501200000<=1373587200
1501200000<=1374192000
1501200000<=1374796800
1501200000<=1375401600
1501200000<=1376006400
1501200000<=1376611200
1501200000<=1377216000
1501200000<=1377820800
1501200000<=1378425600

Parashà Beshalàkh: Yosef mostrò che non vi è differenza tra teoria e pratica

in: Blog/News | Pubblicato da: Micol Mieli

Nessun Commento

La parashà di Beshalàkh inizia con queste parole: “Quando il Faraone fece partire il popolo, Iddio non li diresse attraverso il paese dei Filistei che era la via più breve [per arrivare alla terra di Canaan], perché Dio  disse  che, se fossero rimasti coinvolti in un conflitto armato, il popolo avrebbe potuto cambiare idea e fare ritorno in Egitto. Iddio fece quindi deviare il popolo attraverso la via del deserto verso il Mar Rosso e i figli d’Israele partirono dall’Egitto bene equipaggiati. E Moshè prese con sé le ossa di Yosef poiché questi aveva fatto giurare i figli d’Israele prima di morire dicendo: «Quando Iddio si ricorderà (pakòd ifkòd) di voi,  trasporterete le mie ossa da qui con voi». E partirono da Sukkòt e si accamparono a Etan al confine con il deserto” (Shemòt, 13:17-20).

R. Yosef Shalom Elyashiv (Lituania, 1910-2012, Gerusalemme) in Divrè Aggadà (p. 160) osserva che il versetto dove si racconta che Moshè prese con sé le ossa di Yosef è cronologicamente fuori posto. A questo punto i figli d’Israele si trovano già sulla via per la Terra Promessa, mentre le ossa di Yosef furono prese da Moshè prima di partire dall’Egitto. Sarebbe quindi stato più appropriato che il versetto sulle ossia di Yosef fosse stato inserito nella parashà precedente di dove si parla dei preparativi per la partenza. Per spiegare questo quesito R. Elyashiv cita il Midràsh dove è scritto che riguardo alla futura redenzione dall’Egitto i nostri antenati ricevettero dal patriarca Ya’akov (Giacobbe) due messaggi segreti. Ya’akov li passò a Yosef, Yosef li passò ai suoi fratelli e il fratello Ashèr alla figlia Serach che fu tra coloro che uscirono dall’Egitto. Quando Moshè e Aharon vennero dagli anziani d’Israele e fecero i tre segni miracolosi, gli anziani andarono da Serach e le dissero che era venuto da loro un uomo che aveva fatto dei segni miracolosi. Serach rispose che i segni miracolosi non avevano alcuna rilevanza. Essi allora risposero che Moshè aveva anche ripetuto loro le istruzioni ricevute dall’Eterno che gli aveva detto: “L’Eterno Dio dei vostri padri mi è apparso, Dio di Avraham, di Yitzchak e di Ya’akov dicendo: «Mi sono ricordato (pakòd pakàdti) di voi e di quello che vi viene fatto in Egitto»” (Shemòt , 3:16). Sentendo la parola “pakòd” Serach rispose che questo era il messaggio segreto della redenzione e che Moshè era l’uomo che l’Eterno aveva mandato per fare uscire il popolo d’Israele dall’Egitto. Il secondo messaggio segreto che fu passato a Serach era il luogo dove era stata nascosta l’arca nella quale era stato sepolto Yosef. Quando tutti erano pronti per uscire dall’Egitto spettava a Moshè l’obbligo di restare fedele al giuramento dei figli d’Israele a Yosef di seppellire le sue ossa in Eretz Israel. Moshè si rivolse a Serach la quale gli disse che l’arca di metallo nella quale era stato sepolto Yosef era stata posata dagli egiziani nel Nilo per riceverne la benedizione (Talmud babilonese, Sotà, 13a). Eliashiv cita un passo midrashico del Talmud nel quale i maestri raccontano che quando gli israeliti viaggiavano nel deserto, portavano con sé una a fianco all’altra due arche: una era quella con le tavole della legge e l’altra quella di Yosef. A coloro che chiedevano qual era il motivo per cui vi erano due arche, gli israeliti rispondevano: “Colui che si trova in un’arca ha osservato quello che è scritto nella seconda arca”. Tutti i popoli hanno le loro leggi e le loro religioni, ma non tutti le prendono sul serio. La legge è legge e la religione è religione, ma in pratica molto spesso legge e religione vengono ignorate. (Per dirla all’americana: “In teoria non c’è differenza tra teoria e pratica, in pratica c’è”).  Il popolo d’Israele nell’uscire dall’Egitto portava con sé il migliore esempio di una persona per la quale non vi fu differenza tra teoria e pratica. Anche durante le prove alle quali Yosef fu soggetto, quando era schiavo, quando fu gettato in prigione e anche quando fu nominato viceré d’Egitto, egli non cessò di osservare la legge. Le ossa di Yosef servirono ad insegnare ai figli d’Israele che anche quando sarebbero entrati nella Terra promessa, e sarebbero stati occupati ognuno nel suo podere, avrebbero dovuto continuare a osservare le leggi, prendendo esempio da Yosef che le osservò anche nelle situazioni più difficili. Il primo messaggio, quello della redenzione, doveva essere segreto, ma per quale motivo era segreto anche il luogo dove si trovava l’arca di Yosef?  Il luogo in cui era stata nascosta l’arca di Yosef fu rivelato a Moshè perché egli era colui che avrebbe dovuto condurre il popolo al Monte Sinai a ricevere la Torà. Era quindi appropriato che entrambi i segreti fossero passati a Moshè perché senza Torà non vi sarebbe stata la redenzione. Per questo motivo l’arca di Yosef e quella con le tavole della legge una a fianco all’altra durante i viaggio degli israeliti nel deserto.

Condividi questo articolo

  • Share
  • FriendFeed
  • Email
  • Feed RSS