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Parashà di Vayechì: perché Ya’akov volle essere sepolto in Eretz Israel

in: Blog/News | Pubblicato da: Micol Mieli

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Il patriarca Ya’akov visse nel paese d’Egitto diciassette anni e morì all’età di cento quarantasette anni. Prima di morire fece giurare il figlio Yosef e gli disse: “Non seppellirmi in Egitto!” (Bereshìt, 47:-29). 

Rashì (Francia, 1040-1105) nel suo commento cita vari motivi per la richiesta di Ya’akov. Un motivo riportato dai Maestri nel Midràsh (Bereshìt  Rabbà, 96:5) è che Ya’akov temeva che se fosse stato sepolto in Egitto gli egiziani lo avrebbero fatto un oggetto di culto (‘avodà zarà).

R. Ovadià Sforno (Cesena, 1475-1550, Bologna) commenta che Ya’akov istruì Yosef di non farlo stare in Egitto neppure in una bara senza sepoltura perché se avesse così fatto anche temporaneamente gli egiziani non avrebbero poi permesso di seppellirlo nella tomba di famiglia nella grotta di Makhpelà a Chevron, con la motivazione che la chiusura in una bara era sufficiente.

R. Yitzchàk ‘Arama (Zamora, 1420-1494, Napoli) in ‘Akedàt Yitzchàk scrive che Ya’akov era contrario a una sepoltura temporanea in Egitto perché così facendo le cose sarebbero andate per le lunghe e chissà cosa sarebbe successo.

Sull’argomento di essere seppelliti in Eretz Israel il Maimonide (Cordova, 1138-1204, Il Cairo) nel Mishnè Torà scrive: “I maestri hanno detto che a chi abita in Eretz Israel i peccati vengono perdonati […] perfino se vi ha camminato per [una distanza di] quattro braccia merita il mondo a venire. E così pure chi vi è sepolto ha espiazione. Ed è come se il luogo fosse un mizbeach kapparà (altare di espiazione) come è detto «E la sua terra espierà il suo popolo (Devarìm, 32:43)». [Al contrario] riguardo alle disgrazie è detto «E morirai su una terra impura (‘Amos, 17:7)». Tuttavia non vi è paragone tra chi vi arriva quando è vivo e chi vi arriva quando è morto. Nonostante ciò portavano a seppellire colà [in Eretz Israel] i grandi maestri. Questo lo si impara dal nostro patriarca Ya’akov e da Yosef il giusto (Hilkhòt Melakhìm, 5:11).  

R. Ya’akov Farbstein in Aholè Ya’akov (Bereshit, seconda edizione 5778, p.650) suggerisce che dal Maimonide si può imparare che la sepoltura in Eretz Israel non è solo un’espiazione per coloro che vi vengono sepolti, ma anche per gli altri, sulla base del detto dei maestri che la morte dei giusti è un’espiazione per tutti. Ya’akov e Yosef vollero essere seppelliti in Eretz Israel per poter essere di espiazione ad Israele.

Nel giorno della sua morte, dopo aver dato la sua benedizione ai figli,  Ya’akov ripetè la richiesta di essere seppellito nella tomba di famiglia. Nella parashà è scritto: “Poi diede loro le sue disposizioni, e disse: «Io sto per essere riunito al mio popolo; seppellitemi coi miei padri nella grotta  che è nel campo di Efron lo Hitteo, nella grotta che è nel campo di Makhpelà, di fronte a Mamrè, nella terra di Canaan, nel campo che Avraham comprò da Efron lo Hitteo, come proprietà come tomba di famiglia. Qui furono sepolti Avraham e Sara sua moglie; qui furono sepolti Yitzchàk e Rivkà sua moglie, e qui io seppellii Lea. Il campo e la grotta che vi si trova furono acquistati alla presenza dei Hittei» (Bereshìt, 49:29-32)”.      

R. Yitzchàk ‘Arama si sofferma su questo passo e e si domanda per quale motivo, dopo aver già fatto giurare Yosef di essere seppellito in Eretz Israel, Ya’akov ripetè la richiesta con tanti dettagli a tutti i figli dal suo letto di morte. R. ‘Arama risponde che erano passati diciassette anni da quando la famigli aveva lasciato Chevron per venire in Egitto e Ya’akov temeva che qualcuno mettesse in discussione il fatto che la grotta di Makhpelà era di proprietà della famiglia. Inoltre egli non poteva sapere cosa sarebbe successo dopo la sua morte e chi sarebbe andato a seppellirlo. Se fosse andato solo Yosef che aveva lasciato Chevron quando era giovane ed aveva solo diciassette anni, non sarebbe forse stato in grado di dimostrarne la proprietà. Per questo chiese a tutti di andare dando loro tutti i dettagli di dove si trovava la proprietà e quali ne erano i confini. E poi disse che la proprietà era stata acquistata da Avraham per prevenire ogni possibile disputa da parte dei proprietari precedenti. E per prevenire ogni disputa da parte dei figli di Yishma’el e dei figli di Esau, disse che li fu già sepolto Yitzchàk e che li aveva sepolto la moglie Lea. E anche che l’acquisto era avvenuto alla presenza di tutto il popolo.

R. Yosef Shalom Elyashiv (Lituania, 1910-2012, Gerusalemme) in Divrè Aggadà scrive che Ya’akov voleva ricordare ai suoi discendenti che l’Egitto non era il loro posto. Voleva che rimanesse presso di essi il ricordo imperituro della terra di Canaan e il desiderio di farvi ritorno; che sapessero che in Egitto erano abitanti temporanei e che non disperassero di ritornare anche se non avevano altro che li legasse alla terra d’Israele che i sepolcri di famiglia. Proprio grazie ai sepolcri di famiglia è si è conservato l’amore e l’affetto per Eretz Israel per tanti secoli.

 

A cura di Donato Grosser

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