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Il commento della settimana: la parashà di Vayèshev – L’interpretazione dei sogni

in: Ebraismo | Pubblicato da: Donato Grosser

Un Commento

Nella parashà di Vayèshev (Bereshìt – Genesi, cap. 37) viene raccontato che Yosef (Giuseppe) venne venduto dai suoi fratelli a una carovana di Midianiti e quest’ultimi, arrivati in Egitto, lo vendettero a Potifar, il capo giustiziere del Faraone. Calunniato dalla moglie di Potifar, che aveva cercato inutilmente di sedurlo, Yosef venne condannato a languire nella prigione di Potifar. Quest’ultimo nonostante praticasse la professione di giustiziere ad alto livello, aveva abbastanza buon senso per capire che tra un servo fedele e una moglie notoriamente infedele, doveva credere alla versione del servo.

Così invece di giustiziare Yosef, lo relegò in prigione per salvare la reputazione della moglie e quella dei propri figli. In casa di Potifar, Yosef era diventato direttore generale delle proprietà del padrone che grazie a lui prosperarono come mai prima. In prigione, Yosef divenne direttore con l’incarico aggiuntivo di occuparsi dei prigionieri di maggior riguardo. In quel periodo avvenne che: “il coppiere e il panettiere del Re d’Egitto commisero una colpa nei confronti del loro signore, del Re d’Egitto. Il Faraone, irritato con i suoi ministri, il dignitario incaricato al cerimoniale di servire il vino e quello incaricato a servire il pane” (Bereshìt, Genesi, 40:1-2) li mise in prigione. E fu così che il Creatore diede a Yosef l’opportunità di fare conoscenza con una personalità che avrebbe parlato di lui con il Faraone per poter uscire libero.

I due dignitari sognarono entrambi durante la stessa notte. Di mattina, Yosef notò che erano turbati e dopo che Yosef disse loro che “le interpretazioni dei sogni vengono dal Signore” (ibid., 40:8 ) gli raccontarono i rispettivi sogni. Yosef interpretò i sogni dicendo che dopo tre giorni il dignitario che serviva il vino sarebbe ritornato al suo posto mentre quello che serviva il pane sarebbe stato giustiziato. Per quale motivo furono questi i verdetti e quale fu la grandezza di Yosef nell’interpretare i sogni in modo corretto? R. ‘Ovadia Sforno da Cesena (1470-1550) fa notare prima di tutto che le persone coinvolte nei “crimini” nei confronti del Faraone erano quattro: il coppiere che preparava il vino e il dignitario suo superiore che lo presentava al Faraone; il panettiere che faceva il pane e il dignitario suo superiore che lo metteva sul tavolo del Faraone. I Maestri nel Midrash (Bereshìt Rabbà’, 88 ) insegnano che il Faraone aveva trovato una mosca nel vino e un sassetto nel pane. R. Meir Leibush Malbim (Volinia, 1809-1879) nel suo commento alla Torà spiega che a rigor di logica, il panettiere era colpevole per non avere visto che vi era un sassetto nella farina; il suo superiore, il dignitario che portava il pane sulla tavola del Faraone, non era colpevole perché non vi era modo per lui di sapere che vi era un sassetto nel pane. D’altra parte il servo che preparava il vino non era responsabile perché una mosca può volare nella coppa in ogni momento; il dignitario che portava la coppa era invece colpevole di non aver guardato nella coppa prima di presentarla al Faraone.

I sogni invece indicavano il contrario. I dignitari furono considerati responsabili per le mancanze dei loro servi. Per questo fu giustiziato colui che portava il pane sulla tavola e assolto il dignitario che portava il vino. Il dignitario che serviva il vino aveva sognato di vedere una vite nuda e “in quella vite vi erano tre tralci; appena ebbe messo i germogli, fiorì e diede dei grappoli di uva matura”. Rav Malbim spiega che i giudici avevano discusso per tutto l’anno il caso del dignitario che serviva il vino. Fino a tre giorni prima il verdetto era di colpevolezza: questo corrisponde alla parte del sogno nel quale la vite era nuda senza uva. Poi improvvisamente i tre tralci germogliarono, fiorirono e dettero uva. Questo significava che in questi tre giorni il verdetto era cambiato ed era diventato favorevole. Il dignitario che serviva il pane, aveva sognato di avere “tre canestri di pane bianco sul capo e nel canestro più alto vi era ogni sorta di vivande cotte al forno per il Faraone; e gli uccelli le mangiavano dal canestro che avevo sul capo”. Il fatto che all’inizio del sogno vi fosse del pane nei canestri significava che fino ad ora il verdetto del dignitario che serviva il pane era stato per l’assoluzione e solo tre giorni prima la sua buona fortuna sfumò con il pane che veniva mangiato dagli uccelli. Ci voleva proprio un Yosef dotato di ispirazione divina.

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