La Comunità di Casale Monferrato ospita due appuntamenti prestigiosi del Corso annuale di ebraico biblico di Biblia, quest’anno imperniato sullo studio di Esodo 3,18.
Biblia opera dal 1985 in Italia per promuovere e stimolare la conoscenza della Bibbia al di là delle personali opzioni religiose e non. Tra le finalità dell’’Associazione vi è l’organizzazione di seminari, ricerche, dibattiti, corsi di formazione o aggiornamento per insegnanti e operatori culturali, convegni e viaggi di studio.
La Bibbia - si dice nell’atto costitutivo - oltre che fonte costitutiva per l’Ebraismo e il Cristianesimo e presupposto per l’Islam è componente essenziale di tutte le culture dell’occidente, sia sul piano letterario e artistico, sia su quello simbolico, sia su quello linguistico. La laicità di Biblia si manifesta nell’essere luogo di ospitalità per credenti e non credenti, uniti non solo dal desiderio di studiare la Bibbia, ma anche dal comune proposito di produrre una più feconda e impegnativa ‘cultura dello scambio’.
Nel formulare l’invito per la prima attività del 2012, la docente Nicoletta Menini si rivolge ai principianti invitandoli ad accostarsi senza timori, sostenendo che “imparare l’ebraico biblico non è una cosa troppo lontana né difficile e dà molte soddisfazioni inattese.”
Il Professor Paolo De Benedetti introduce invece il suo corso per avanzati dal titolo “Storie di Mosè dalla vocazione all’arrivo al Sinai” (Esodo 3-18) spiegando: “Che l’incontro con Dio avvenga attraverso il fuoco è una immagine che ricorre più volte nella mistica e nella poesia religiosa. Ma che questo incontro si manifesti ‘anche’ tra le spine, questo è un evento che, se così si può dire, solo Dio ha saputo realizzare. Perché, come ci insegna il midrash, Dio è tra le spine e ce lo vuole rivelare. Tutta la storia di Israele, dall’esodo all’alleanza del Sinai, ma anche nei secoli e nei millenni successivi, è la storia di un Dio tra le spine. Non dobbiamo dimenticare questo punto di partenza di Esodo 3 nella lettura di tutta la storia di Israele, e in particolare – nel caso nostro – della traversata nel deserto, che si realizzerà nell’alleanza. Quindi dobbiamo leggere tutto l’Esodo, in particolare questi capitoli, come l’espressione di un bisogno di Dio da parte di Israele, ma anche di un bisogno dell’uomo da parte di Dio. Dio, come leggiamo in questi capitoli, si prende a cuore il destino dell’uomo, perché è anche il suo destino. Ecco il significato midrashico di un testo che amo ripetere spesso (Isaia 40,1): ‘Consolatemi, consolatemi o mio popolo’”.
Eloquenza, intelligenza e conoscenza hanno reso accessibile e fruibile al grande pubblico la conferenza del Professor Paolo De Benedetti dal titolo “Non sta a te compiere l’opera. Ma non sei libero di sottrartene: la vita di Mosè” e la presentazione a cura di Luigi Rigazzi e Nadav Hadar Crivelli del volume “L’Alfabeto Ebraico”di Paolo De Benedetti a cura di Gabriella Caramore.
Scrive Gabriella Caramore nel risvolto di copertina del libro: “In nessun’altra lingua forse come nell’ebraico un alfabeto è così intriso di storia, di senso, di materia dell’uomo e di presenza di Dio”. Ore ed ore a parlare e discutere dell’alfabeto ebraico sono state per un folto ed attento pubblico un’avventura affascinante, coinvolgente.