La decisione assunta dal comune di Casalecchio di dedicare una piazza del paese al militante antisionista Vittorio Arrigoni ha profondamente colpito il noto studioso Emanuele Ottolenghi, Senior Fellow presso Foundation for Defense of Democracies di Washington (Defenddemocracy.org) e grande esperto di antiebraismo contemporaneo, che ha inviato questa lettera al Corriere di Bologna:
“Sono rimasto sorpreso nel leggere l’articolo di Marco Madonia sulla polemica per la decisione del Consiglio comunale di Casalecchio di intitolare una piazza a Vittorio Arrigoni.
Madonia definisce l’organizzazione Sinistra per Israele «militanti filo-israeliani di area Pd», ricorrendo a un termine francamente eccessivo, visto il loro tradizionale sostegno a una soluzione equa del conflitto: due stati per due popoli.
Se Sinistra per Israele fa polemica è per il fatto che invece Arrigoni, lungi dall’adoprarsi per la pace, non ha mai fatto mistero del suo odio viscerale per Israele. Né Arrigoni credeva nella soluzione due stati due popoli. Ad esempio, lo scorso ottobre Arrigoni lamentava di Israele, «più di sessant’anni di occupazione e oppressione». Per Arrigoni, il vero crimine di Israele era la sua esistenza, visto che datava l’inizio dell’occupazione israeliana al 1948, quando Israele fu fondato.
Arrigoni era a Gaza a fianco di Hamas, un’organizzazione terrorista secondo l’Ue, e contro Israele. Non per la pace. E come se non bastasse, Arrigoni demonizzava Israele con calunnie infondate, accusando lo stato ebraico di detenere «migliaia di prigionieri politici rinchiusi e torturati nei lager», di avere «campi di concentramento ancora in voga nel 2010» e di ricorrere «alla costante pulizia etnica che ha prodotto e produce milioni di profughi e decine di migliaia di vittime in Palestina». Nulla di tutto questo corrisponde a realtà, chi conosce la storia del conflitto sa quanto queste accuse siano invenzioni insidiose.
Ma poiché Arrigoni odiava Israele egli non esitava a far violenza alla realtà per demonizzarlo col paragone al nazismo («lager» e «campi di concentramento»), un paragone che l’Ue ha definito come antisemita nel 2005. Il suo assassinio per mano di terroristi islamici è una tragedia, ma non toglie nulla alla natura odiosa delle sue opinioni. I fatti però non sono un’opinione e chi li travisa per incitare all’odio non merita il titolo di pacifista o una targa in piazza.
Però, come ha ribadito il sindaco di Casalecchio Simone Gamberini, “piazza Vittorio Arrigoni s’ha da fare”, perché: “io continuo a pensare che (Arrigoni) non sia stata una figura di parte”. Dunque la giornata in ricordo di Vik, alla quale sono stati invitati anche i familiari di Arrigoni, resta in agenda. Davanti alla Casa della Pace «La Filanda», il 17 settembre alle 9, oltre al sindaco, saranno presenti la senatrice (Pd), Rita Ghedini e Gianni Paganelli dell’associazione Percorsi di Pace. Il programma prevede anche un convegno sul conflitto in Medio Oriente.
«Sinistra per Israele», che già nei giorni scorsi aveva parlato di «decisione grave», resta contraria all’intitolazione della piazza a Vik. «Ripetiamo che si tratta di una scelta sbagliata perché Arrigoni non è un simbolo di pace ha spiegato Silvia Cuttin, presidente del gruppo bolognese dell’associazione . Credo che sarebbe stato meglio prendere una decisione diversa. Noi, comunque, non abbiamo intenzione di protestare ma continueremo la nostra opera di informazione per combattere l’antisemitismo che si trova nella sinistra italiana».