Le “pietre d’inciampo” nascono dall’iniziativa dell’artista Guenter Demnig e sono sampietrini che servono a ricordare gli ebrei e gli oppositori politici deportati nei campi di sterminio nazisti.
Domani e dopodomani verranno apposte 54 pietre in cinque diversi municipi di Roma: Primo, Secondo, Terzo, Nono e Diciassettesimo. La superficie in ottone trasparente le distinguerà dal resto della pavimentazione. Sulle pietre verranno incisi il nome e cognome del deportato, l’anno di nascita, la data e il luogo della deportazione e, quando conosciuta, la data di morta.
Adachiara Zevi, la curatrice dell’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione, ha dichiarato nella conferenza stampa di presentazione: “L’ inciampo non è fisico, ma visivo e mentale, costringe chi passa a interrogarsi su quella diversità e agli attuali abitanti della casa a ricordare quanto accaduto in quel luogo e a quella data, intrecciando continuamente il passato e il presente, la memoria e l’attualità”.
Alcune fra le pietre di quest’anno saranno dedicate alle famiglie Spizzichino e Levi, deportate il 16 ottobre del 1943 e Terracina che invece fu arrestata in un secondo momento.