1566259200<=1347580800
1566259200<=1348185600
1566259200<=1348790400
1566259200<=1349395200
1566259200<=1350000000
1566259200<=1350604800
1566259200<=1351209600
1566259200<=1351814400
1566259200<=1352419200
1566259200<=1353024000
1566259200<=1353628800
1566259200<=1354233600
1566259200<=1354838400
1566259200<=1355443200
1566259200<=1356048000
1566259200<=1356652800
1566259200<=1357257600
1566259200<=1357862400
1566259200<=1358467200
1566259200<=1359072000
1566259200<=1359676800
1566259200<=1360281600
1566259200<=1360886400
1566259200<=1361491200
1566259200<=1362096000
1566259200<=1362700800
1566259200<=1363305600
1566259200<=1363910400
1566259200<=1364515200
1566259200<=1365120000
1566259200<=1365724800
1566259200<=1303171200
1566259200<=1366934400
1566259200<=1367539200
1566259200<=1368144000
1566259200<=1368748800
1566259200<=1369353600
1566259200<=1369958400
1566259200<=1370563200
1566259200<=1371168000
1566259200<=1371772800
1566259200<=1372377600
1566259200<=1372982400
1566259200<=1373587200
1566259200<=1374192000
1566259200<=1374796800
1566259200<=1375401600
1566259200<=1376006400
1566259200<=1376611200
1566259200<=1377216000
1566259200<=1377820800
1566259200<=1378425600

Preghiere

Le Tefilloth


Per quanto paradossale possa sembrare, la preghiera è un obbligo dell’uomo prima ancora che una possibilità che il Signore gli offre nella Sua misericordia: l’ebreo è tenuto a rivolgere quotidianamente il proprio pensiero al Signore, implorando il Suo benevolo intervento nell’assicurargli quanto gli occorre.


I Maestri codificano in tre volte al giorno l’obbligo di rivolgere una preghiera (nei giorni feriali, in quelli festivi il numero delle tefilloth aumenta). Il nucleo fondamentale della tefillà è costituito dalla amidà (o “18 benedizioni”). Inoltre vi è un esplicito ordine della Torà di leggere due volte al giorno lo shemà’, alla mattina e alla sera. Pur essendo quello dello shemà’ adempimento concettualmente distinto dalla preghiera è stato inserito dai Maestri nello arvith (preghiera serale) e nello shacharith (preghiera mattutina).


Tanto lo shemà che la amidà sono vincolati ad orari precisi, come riportato nelle apposite tabelle degli orari. Alcune parti della tefillà possono essere recitate solo in presenza di miniàn (cioè di dieci uomini adulti, il nucleo minimo per formare una collettività). Rientrano in quest’ambito il kaddìsh e la kedushà.


Le Berachot (benedizioni)


Vi sono diversi tipi di berachot:


– quelle che si recitano prima di godere di una qualsiasi cosa di questo mondo. Con ciò si sottolinea che in ultima analisi tutto appartiene al Signore. Rientrano in questa categoria le benedizioni che si pronunciano prima di mangiare e di bere o prima di odorare una sostanza profumata;


– quelle che si recitano prima di eseguire una mitzvà (precetto). Queste berachot sono caratterizzate dalla formulazione Benedetto Tu oh Signore Re del Mondo che ci ha santificato con le Sue mitzvoth e ci ha comandato di…;


– quelle di lode e ringraziamento, che si pronunciano di fronte a un prodigio della natura, per uno scampato pericolo, ecc.

Una menzione particolare va fatta per la birkat ha-mazon, la preghiera che si recita dopo il pasto conformemente al passo della Torà che recita: “E mangerai e ti sazierai e benedirai il Signore tuo D-o” (Devarìm 8, 10). La recitazione di tale preghiera è un precetto mideoraità” (direttamente stabilito dalla Torà).


Il Kiddush e la Havdalah


Nello shabbath vi sono due aspetti fondamentali:
  1. il divieto di compiere melakhòth (opere creative);
  2. l’obbligo di ricordare lo shabbath. A questa seconda funzione rispondono il kiddush, la cui formula è differente alla sera e al pranzo, e la havdalah.

Tag:, , , ,


5x1000
Bilancio 2018
Visita Papa Francesco in Sinagoga
Virtual Tour Itinerari ebraici italiani