La “luna di miele piena di sorrisi ed abbracci” fra Italia e Israele “sta per terminare“.
A scriverlo in un editoriale sul quotidiano Yedioth Ahronoth è il corrispondente in Italia, Menachem Gantz. L’articolo decicato alla “caduta libera di Berlusconi“, mette in luce le difficoltà politiche che sta attraversando il presidente del Consiglio:
“La disaffezione che sta attualmente crescendo nell’elettorato italiano nei confronti di Berlusconi potrebbe costare caro a Israele, da sempre riconosciuto come sostenitore entusiasta di un leader controverso. L’Italia potrebbe cominciare a parlare senza fronzoli”.
Il giornale israeliano sottolinea che nel ricevimento dell’ambasciata d’Israele a Roma per Yom Hazmaut “non c’era neanche un singolo rappresentante dell’opposizione italiana“.
Lo Yedioth riprende le parole del leader del Pd Pier Luigi Bersani, secondo il quale la vicinanza di Berlusconi a Israele si fonde su interessi personali e commerciali: “Ci vuole una leadership stabile, credibile e seria che applichi il principio dei due Stati due popoli“.
Sempre secondo l’editoriale, l’annuncio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di costituire un’ambasciata palestinese a Roma avrebbe colto di sorpresa i vertici dello Stato ebraico:
“Nonostante altre capitali europee abbiano agito in modo simile in passato, nessuna fonte diplomatica a Roma, malgrado i rapporti considerati calorosi e amichevoli tra i due stati, ha dato agli israeliani un segnale di preavviso. Lo zigzag di Berlusconi è doppio colui che ha aggiunto Hamas alla lista delle organizzazioni terroristiche in Europa, sta ora regalando a un governo a cui partecipa Hamas un’Ambasciata per dare slancio alla propria attività. Durante gli anni di Berlusconi al potere Israele ha scelto di mettere tutte le sue uova nel paniere del premier di centrodestra senza pensare al domani”.