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Ribaltone nel Consiglio della Comunità ebraica di Milano

in: Blog/News | Pubblicato da: Giacomo Kahn

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La lista guidata dall’imprenditore Walker Meghnagi – nuovo Presidente – conquista tutti seggi (10 su 19) e si candida a guidare la seconda comunità italiana. A poche ore dalla proclamazione Meghnagi lancia un chiaro messaggio all’Unione delle Comunità: “assumetevi le vostre responsabilità nell’aiutare economicamente le comunità che non ce la fanno

Manca solo l’ufficialità, ma i dati dello spoglio attualmente in corso per il rinnovo del nuovo Consiglio della Comunità ebraica di Milano sono clamorosi: la lista guidata dall’imprenditore Walker Meghnagi (con un lunghissimo passato di impegno in istituzionali ebraiche internazionali, fra cui la presidenza nazionale del Keren Hayesod) ha sbaragliato il campo, riuscendo a far eleggere tutti i suoi candidati (10 su un consiglio che sarà formata da 19).

Oltre allo stesso Meghnagi, sono risultati eletti: Daniele Schwarz (amministratore di Multimedica e Villa Bianca), Raffaele Besso (già amministratore di diverse televisioni private in Lomardia), Davide Nassimia (personalità di spicco e presidente del comitato ebrei di origine persiana), Guido Osimo (Prof. Presso l’Università Bocconi), Rami Galante (giovane imprenditore internazionale), Ico Menda (direttore artistico di società di livello europeo), Ruben Gorgian (giovane pluri laureato), Vanessa Alazraki (psicologa) e Raffaele Turiel (responsabile editoriale del Gruppo Sole 24 Ore).

Una vittoria che – come ha spiegato in una esclusiva intervista Meghnagi – trova ragione in due fondamentali ragioni: in primo luogo l’aver scelto persone di altissimo spessore personale e professionale che rappresentano l’intero puzzle di cui si compone la comunità ebraica milanese, dando voce e rappresentanza agli ebrei italiani, a quelli di origine, turca, tripolina, persiana.

“Ma la vera caratteristica della nostra lista – prosegue Meghnagi – è di essere un gruppo scevro da ogni ideologia preconcetta, sia di natura politica che di atteggiamento verso i valori spirituali e religiosi. Ci riteniamo e siamo stati giustamente visti e premiati come un gruppo di moderati che cercherà con tutte le forza il dialogo con gli altri gruppi e le diverse anime comunitarie”.

Per questo – pur avendone i numeri – la lista di Meghnagi ha già annunciato l’intenzione di non formare un monocolore “anche perché – spiega Meghnagi – abbiamo la consapevolezza, pur avendo stravinto, di rappresentare poco più del 50% degli iscritti”.

“Davanti a noi abbiamo molto lavoro da fare, il primo urgentissimo sarà ricucire le divisioni che sono state alimentate negli ultimi due anni e dobbiamo dimostrare, anche ai molti scettici, che sono molto di più le cose che ci accomunano piuttosto che le cose che ci differenziano. Questa divisione è stata drammatica”.

C’è un altro problema che Meghnagi ha a cuore, ma spiega “potrà essere risolto solo e unicamente con l’aiuto dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane che dovrà sostenere economicamente e non solo a parole garantendo che il Liceo ebraico non debba chiudere non solo a causa di un fisiologico calo degli iscritti ma soprattutto per l’incidenza della crisi economica che pesa sui bilanci delle famiglie, impossibilitate a sostenere le rette di scuole private”. “Chiediamo all’Ucei – spiega con estrema chiarezza Meghnagi – di assumersi le proprie precise responsabilità e di condividere un progetto di aiuto economico allargato a tutte le scuole ebraiche italiane che sono in difficoltà. Noi vogliamo una Ucei che sostenga le Comunità vive e ancora attive e non una Ucei che finanzia progetti museali o culturali per Comunità che sono ormai purtroppo in via di estinzione. Non vorremmo che l’Ucei ci sostenesse quando le nostre scuole saranno chiuse e i nostri giovani se ne saranno andati. A quel punto del finanziamento Ucei non sapremmo più che farcene. Dobbiamo essere chiari su un punto: nessuna Comunità ha le forze da sola per risolvere tali problematiche e, ripeto, solo se giungerà l’aiuto dell’Ucei avremo le possibilità per proseguire”.

Spero – conclude Meghnagi – che l’amico Renzo Gattegna, che conosco da anni e che stimo tantissimo, sappia accogliere questo vero e proprio grido di allarme e sappia attivare quelle politiche di sostegno che in questi anni sono mancate”.

(Nella foto, a sinsitar Meghnagi con Cristiano Magdi Allam al centro)

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