Non c’è l’ha fatta a sconfiggere la malattia. A soli 56 anni Wicky Hassan - noto imprenditore, stilista di moda e fra le più conosciute personalità della comunità ebraica romana – è deceduto oggi a Roma.
Wicky– ebreo di origine libica – era quello che si definisce ‘self-made man’, un uomo che si era fatto da solo, che partendo dal basso, con la sola forza della creatività, della fantasia, assumendosi rischi e lavorando sodo, era riuscito a creare una impresa, un ‘impero’ economico con oltre 2.000 addetti, centinaia di punti vendita, dando vita al Sixty Group e all’altrettanto celebre marchio ‘Energie’.
Cacciato dalla Libia, era giunto a Roma alla fine degli anni Sessanta. La sua gavetta è iniziata dal basso, facendo il commesso in negozio, poi il direttore in un altro negozio, poi aprendo con un socio un proprio negozio insieme. Come ebbe a spiegare lui stesso in alcune interviste, “cominciammo cercando all’estero in Inghilterra e in Francia abbigliamento mai visto, proprio nel momento in cui la brand culture esplodeva.
Lo streetwear in Italia non esisteva. Era il tempo delle prime All Star, ero l’unico nel Lazio che le vendeva, avevo l’esclusiva. Le prime Timberland, i primi Levis’ 501, che nessuno aveva ancora. Tutte cose di importazione. Le prime T-shirt Fruit of the Loom, le felpe col cappuccio”.
Il passo successivo è stato produrre in proprio i capi che non si riuscivano più a trovare. “Avevo dei vecchi jeans usati, dei Levi’s di taglia piccolissima. Avevo fatto degli inserti di tessuto, etnici, un pò messicani. I pantaloni si allargavano, aumentavano di taglia ed erano molto particolari. Hanno funzionato. Era il 1984, ’85”.
La vera svolta è con la nascita del brand ‘Miss Sixty’. “Quando ho cominciato con Miss Sixty c’era una forte tendenza unisex. Tutti facevano tutto per uomo e per donna. Io invece ho creato un marchio che voleva essere innanzitutto femminile, indirizzato solo alle ragazze, a un certo tipo di donne. Innanzitutto Miss. Sixty perché erano gli anni che mi piacevano”.
Oggi fanno parte del gruppo, oltre a Energie e Miss Sixty anche Killah, Murphy&Nye, Dake 9, Sixty, Decauville, Refrigiwear, bestseller d’inverno, e Ayor.
Il gruppo si era inoltre recentemente diversificato aprendo a Riccione il Sixty Hotel, con un design ultramoderno ed opere d’arte contemporanea alle pareti. Quasi il set di un videoclip. In tutte le quaranta stanze c’è una webcam, così da permettere ai clienti di comunicare tra loro, e ogni camera è personalizzata dall’intervento di un artista.
Il successo non aveva cambiato WickyHassan, “Quando ti rendi conto dei numeri – aveva confessato – fa un po’ paura. Fai un pantalone e quello diventa 27 milioni di pezzi. Il successo è una responsabilità. Noi lavoriamo di più sull’intuizione, sull’immediatezza, sulla forza dell’energia che si scatena. E molto sull’entusiasmo, sull’eccitazione che si stratifica, esplode e ti diverte. Sto attento a ogni pezzo che creo. Proviamo, ancora oggi, a fare tutto con una certa incoscienza senza farci gravare dall’ansia della vendita. Noi cerchiamo di mantenerci “leggeri e irresponsabili”.
Ma l’impegno di Wicky Hassan non era solo rivolto al lavoro. Verrà ricordato per il suo forte attaccamento alla comunità ebraica romana, di cui era fra i maggiori sostenitori, per l’amore verso Israele e per le sue battaglie sociali contro ogni discriminazione verso gli omosessuali.
mihaela ivas
mi ricorderai sempre che abiamo fato le foto del libro di tua madre che per me estato unica cosa belisima condoleanze per la familia hasan vichi sei stato un grande uomo padre amico e tuto non ci po so credere comuncue sarai per smpre cui
iacopo mutascio
sei stato semplicemente fantastico
Angelo Antenucci
Ho avuto l’onore e la fortuna di lavorare con Wicky, imparando molte cose e, soprattutto, imparando il rispetto per le cose, le persone e le situazioni.
Le piu’ sentite condoglianze alla famiglia Hassan e a Stefano.
Paolo Mainardi
solo oggi 29-02-12 ho’ saputo della scomparsa di Wicky.
sono stato un suo fornitore “no smoking”,e quando ci incontravamo nelle occasioni delle varie fiere ci scambiavamo opinioni con stima reciproca.
addolorato!le mando, un…. ciao Wicky
Sergio Giardina
HO CONOSCIUTO VICKY E LA SUA FAMIGLIA A TRIPOLI QUANDO ERAVAMO RAGAZZI UNDICENNI. DOPO IL 1967 NON LI HO PIU’ RIVISTI FINO AL 2004 QUANDO A ROMA HO RINCONTRATO IL FRATELLO SAUL. SOLO OGGI STO APPRENDENDO LA NOTIZIA SUL WEB, DELLA SUA SCOMPARSA. FORMULA SENTITE CONDOGLIANZE ALLA FAMIGLIA HASSAN IN SPECIAL MODO A SAUL E LA MAMMA LINDA.