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Seminario Venezia (3-6 novembre): il Cantico dei Cantici, un inno all’amore sacro o all’amore profano?

in: Blog/News | Pubblicato da: Redazione

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Il Cantico dei Cantici: uno dei poemi più conosciuti e amati al mondo, eppure misterioso. Lo ha scritto il re Salomone? Per la regina di Saba? E’ un canto d’amore o un’allegoria religiosa? O tutt’e due insieme?

Grandi esegeti, letterati, poeti si sono confrontati per duemila anni con le liriche magiche di questo antichissimo canto, sognando l’oasi profumata di En Ghedi, l’amante “nigra sed formosa”, le sue guance “rosse come uno spicchio di melograna”, le labbra, “un nastro di porpora”, i seni che “sembrano cerbiatti o gemelli di una gazzella che pascolano tra i gigli”.

Forse un inno alla passione dei sensi, forse una metafora del rapporto tra uomo e D-o, come per secoli hanno proposto esegeti ebrei e cristiani, tanto da includerlo nel canone biblico.

Intellettuali, scrittori, filosofi, poeti ne parleranno a Venezia, dal 3 al 6 novembre prossimi, in un seminario internazionale organizzato dall’Università di Gerusalemme. Tra gli oratori, Moshe Idel, considerato il massimo studioso al mondo di Kabbalah, la scrittrice francese Eliette Abécassis, la filosofa Monique Canto Sperber dell’Ecole Normale Supérieure di Prarigi, Haim Baharier, le cui lezioni di ermeneutica biblica sono cult in Italia, Ami Bouganim, scrittore e filosofo, Carlo Carraro, presidente dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, e Menahem Ben Sassoon, presidente dell’Università Ebraica di Gerusalemme e grande esperto di studi biblici.

Si parlerà dell’amore nelle diverse tradizioni religiose, di sacro e di profano, del simbolismo nel Cantico e del rapporto tra il Cantico e l’Ecclesiaste, per finire con una tavola rotonda su sesso e potere.

Visite al Ghetto e alla Biennale, un concerto di Myung-Whun Chung alla Fenice, una serata di gala con la presenza del Sindaco di Venezia fanno da contorno a questo appuntamento imperdibile per chiunque sia appassionato di cultura ebraica, di poesia, di storia delle religioni, di letteratura.

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