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Sterminio nazista dei disabili

in: Cultura | Pubblicato da: Redazione

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Alla casa della Memoria di Roma in mostra documenti e fotografie, fino al 6 marzo

Attraverso documenti e fotografie la mostra In Memoriam. Aktion T4. Lo sterminio nazista delle persone con disabilità, alla Casa della Memoria e della Storia di Roma dal 17 febbraio al 6 marzo 2012, riporta all’attenzione del pubblico la tragedia delle pratiche di uccisione condotte dai nazisti sulle persone con disabilità. L’iniziativa – a cura dell’Anpi di Roma e del Lazio – racconta la storia dolorosa, ma spesso dimenticata, della soppressione scientifica dei più deboli, coloro che non rientravano nei parametri di perfezione e produttività elaborati dalla logica nazista.

Nell’allestimento – composto da 33 pannelli – l’illustrazione degli esperimenti medici condotti sui bambini, le testimonianze ed infine il dopoguerra, con il processo di Norimberga ai medici nazisti, a cui seguì il silenzio e l’indifferenza di oltre venti anni, interrotto da alcuni psichiatri di nuova generazione che sollevarono l’imbarazzante velo su questa pagina di storia. La politica di sterminio dei portatori di handicap prende avvio ufficialmente con una lettera di Hitler dell’ottobre 1939 che autorizza la ”concessione di una morte pietosa ai pazienti considerati incurabili”. Il programma ”eutanasia” prese avvio presso ospedali e case di cura con l’eliminazione dei bambini sotto i tre anni di età affetti da ”gravi malattie ereditarie”.

I pazienti affetti da patologie fisiche mentali e sensoriali non produttivi furono dapprima censiti negli ospedali tedeschi, in seguito trasferiti in edifici isolati, ex caserme, penitenziari, case di cura adattati appositamente per ucciderli. Le vittime venivano prelevate senza l’autorizzazione dei familiari, i quali ricevevano un certificato che attestava la morte avvenuta per cause naturali e la comunicazione che la cremazione del corpo era già stata effettuata per impedire il propagarsi di epidemie.

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