1558483200<=1347580800
1558483200<=1348185600
1558483200<=1348790400
1558483200<=1349395200
1558483200<=1350000000
1558483200<=1350604800
1558483200<=1351209600
1558483200<=1351814400
1558483200<=1352419200
1558483200<=1353024000
1558483200<=1353628800
1558483200<=1354233600
1558483200<=1354838400
1558483200<=1355443200
1558483200<=1356048000
1558483200<=1356652800
1558483200<=1357257600
1558483200<=1357862400
1558483200<=1358467200
1558483200<=1359072000
1558483200<=1359676800
1558483200<=1360281600
1558483200<=1360886400
1558483200<=1361491200
1558483200<=1362096000
1558483200<=1362700800
1558483200<=1363305600
1558483200<=1363910400
1558483200<=1364515200
1558483200<=1365120000
1558483200<=1365724800
1558483200<=1303171200
1558483200<=1366934400
1558483200<=1367539200
1558483200<=1368144000
1558483200<=1368748800
1558483200<=1369353600
1558483200<=1369958400
1558483200<=1370563200
1558483200<=1371168000
1558483200<=1371772800
1558483200<=1372377600
1558483200<=1372982400
1558483200<=1373587200
1558483200<=1374192000
1558483200<=1374796800
1558483200<=1375401600
1558483200<=1376006400
1558483200<=1376611200
1558483200<=1377216000
1558483200<=1377820800
1558483200<=1378425600

Storie di donne partigiane

in: Cultura | Pubblicato da: Claudia De Benedetti

2 Commenti

Uno spettacolo itinerante in Piemonte, con i racconti di una resistenza spesso dimenticata

La VI edizione della rassegna Voci e Luoghi – Guerra e Resistenza 1940-1945 – promossa dal Consiglio Regionale del Piemonte, dal Comitato della Regione Piemonte per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana, dal Comitato Provinciale per la valorizzazione degli ideali della Resistenza, dei principi della Costituzione, della Democrazia, della solidarietà, della Pace e della Libertà, dalla Delegazione Piemontese dell’UNCEM vede l’Accademia dei Folli di Torino impegnata nella nuova produzione: “Io sono Partigiana”, accanto a Assemblea Teatro, Compagnia 3001 e Tékhné.

“Io sono Partigiana” per tutto il mese di agosto toccherà 24 comuni montani del Piemonte proponendo un toccante spettacolo realizzato da Carlo Roncaglia su un testo di Emiliano Poddi. E’ un intenso percorso in bilico tra musica e teatro sulle tracce di quelle donne che hanno lottato contro il nazi-fascismo.

Storie, testimonianze, lettere; episodi di una resistenza troppo spesso dimenticata o passata in secondo piano.

Un’accorata indagine sull’importante ruolo della donna e insieme una riflessione sul concetto stesso di Resistenza. La Resistenza delle donne si declina sia senza armi sia con le armi: due modalità che non sono separabili, che sono concepite all’interno di una scelta comune, che rendono ragione – tra l’altro – della vittoria della Resistenza. Due modalità che hanno per unico fine la libertà e la pace.

Come staffette, le donne facevano tutto il lavoro di comunicazione e di informazione: garantivano una rete fittissima di collegamenti senza la quale l’organizzazione non avrebbe potuto funzionare. Portavano e distribuivano oltre ai viveri e agli indumenti per i partigiani, il materiale di propaganda clandestino. Trasportavano armi e munizioni, e nello stesso tempo si prodigavano per risolvere anche le questioni private dei partigiani. Organizzavano il soccorso e il servizio di assistenza ai feriti nelle case più sicure e negli ospedali. Nelle fabbriche organizzavano sabotaggi e promuovevano scioperi. Facevano manifestazioni contro il caro vita, assalti ai magazzini dei viveri, cercando di svolgere delle azioni che fossero in favore anche delle famiglie più bisognose. Inoltre o per iniziativa dei gruppi di difesa della donna o di singole, le partigiane si occupavano di identificare i cadaveri, li componevano, avvertivano e assistevano i famigliari dei caduti, piangevano con loro i morti.

Tutto ciò vuol dire che le partigiane, mentre rendevano possibile la resistenza, operavano per garantire la continuità non solo materiale ma anche simbolica dell’intera comunità.

Condividi questo articolo

  • Share
  • FriendFeed
  • Email
  • Feed RSS