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Una luce, una speranza

in: Blog/News | di: Giacomo Kahn

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La Festa di Chanukkà, e il suo ricordo storico delle vittoria dei Maccabei contro il dominio culturale e politico dei Greci, è ricca di significati e di allegorie.

Rappresenta l’affermazione pubblica, attraverso l’accensione dei lumi, anche nelle strade e nelle piazze delle nostre città, della vittoria della speranza ma anche di un modo manifesto di affermare l’ebraismo e i valori della nostra tradizione, dopo secoli di interdizioni, di ghettizzazioni, di genocidi.

Sono traguardi per nulla scontati perché anche nelle moderne società occidentali il germe dell’antisemitismo è vivo e, come avvenuto negli scorsi giorni, si cerca di mettere gli ebrei all’indice di fantomatici lobby di potere, indicandoli come agenti del male assoluto. Leggi tutto l’articolo


La storia di Chanukkà, al Museo dei Lumi di Casale Monferrato

in: Ebraismo | di: Claudia De Benedetti

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Per il ventesimo anno consecutivo la piccola Comunità di Casale Monferrato accoglie con grande piacere, nel Cortile delle Api, i rappresentati delle religioni monoteistiche e tanti amici per accendere i lumi di Chanukkà, ricordare avvenimenti lontani e sussurrare che è possibile credere nei miracoli, in ogni epoca.

All’interno della Sinagoga degli Argenti la temperatura è intorno a zero gradi ma i nostri cuori avvertono più che mai il calore spirituale che trasmette il Ner Tamid, la luce eterna, il cui olio era così fortemente necessario ai fratelli Maccabei.

Raccontiamo ai nostri ospiti la storia dei Maccabei che guidarono la rivolta di un piccolo popolo contro il potente oppressore; una storia universale che ha accompagnato tutta l’umanità dalla sua nascita fino ad oggi; una storia a lieto fine in cui trionfa la luce del bene che illumina e riconsacra Gerusalemme dopo le tenebre del male e dell’oppressione. Leggi tutto l’articolo


Da questa sera si celebra la festa di Chanukkà: alcune norme

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

Un Commento

Il 25 di Kislèv cade la festa di Chanukkà (Inaugurazione) che dura otto giorni. Si chiama anche Chàg Haneròth (festa dei lumi), Chàg Haurìm (festa delle luci) eChàg Hamakkabìm (festa dei Maccabei). Era l’anno 165 a. E.V.

Quando Giuda, figlio del sacerdote Mattatià e soprannominato Maccabeo, dalle iniziali delle parole della frase: “Mi Kamòkha Baelìm Adon-i?” (Chi è pari a Te, o Signore?) entrò nel Tempio di Gerusalemme, a capo dei suoi valorosi seguaci, sapeva bene quale fosse il suo primo compito: riconsacrare il Santuario al Signore e abbattere gli idoli, fatti installare dal re Antioco IV Epifane di Siria, sotto il cui governo era caduta Èretz Israèl.

Antioco, infatti, voleva che gli ebrei abolissero completamente l’osservanza della Torà e seguissero la religione e la cultura greca, secondo le quali egli stesso era cresciuto. Molti ebrei morirono piuttosto che tradire la loro fede e ne è esempio, tra gli altri, il sacrificio di Anna e dei suoi sette figli. Ma col passare del tempo, gli animi erano giunti all’esasperazione e quando il vecchio Mattatià, appoggiato dai suoi figli, diede il segno della rivolta, molti non indugiarono a seguirlo. Leggi tutto l’articolo


Dove si accendono i lumi di Chanuccà

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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L’accensione dei lumi di Chanuccà è una mizvà di origine rabbinica istituita dai Maestri in Erez Israel nell’anno 165 prima dell’Era Volgare per ringraziare l’Eterno dopo la vittoria degli Asmonei nella guerra contro i greci seleucidi, che portò alla liberazione di Gerusalemme, al ripristino del servizio nel Tempio di Gerusalemme e al miracolo dei lumi.

Nel Talmud babilonese (Shabbat, 21b) è scritto che la mizvà dell’accensione dei lumi di Chanuccà dev’essere osservata da ogni famiglia, accendendo i lumi al di fuori della porta di casa. Così veniva fatto fino a quando gli ebrei risiedevano in Erez Israel e in Mesopotamia fino al III secolo dell’Era Volgare.

Verso la fine del III secolo E.V. quando era al potere in Mesopotamia la dinastia Sassanide, i sacerdoti della religione di Zoroastro proibivano durante alcuni periodi dell’anno l’accensione del fuoco in qualunque posto altro che nei loro luoghi di culto. Quei giorni sono menzionati nel Talmud come “periodi di pericolo” nei quali i lumi di Chanuccà vengono accesi in casa “sulla tavola”. Leggi tutto l’articolo


Il libro di preghiera: un ponte tra spiritualità e materialità. Morashà ha pubblicato il rito italiano secondo l’uso della Comunità di Roma, traslitterato e tradotto

in: Blog/News | di: Claudia De Benedetti

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Gli amici Mira e David Piazza mi hanno donato la prima edizione del volume dedicato a Shabbat del Siddur di rito italiano secondo l’uso della Comunità di Roma con traslitterazione a fianco e traduzione italiana, pubblicato nella collana Sidùr Benè Romi di Morashà: un omaggio che ho molto gradito perché mi ha dato lo spunto per riflettere sul significato che ha per me la tefillà (la preghiera, ndr.).

Alla scuola ebraica Colonna e Finzi di Torino la mia maestra Virginia Levi Montel ci accoglieva sull’uscio della classe e cominciava le lezioni con le preghiere del mattino utilizzando il siddur del Prof. Dario Disegni.

Quel libro con la copertina cartonata in stoffa blu è stato sotto il mio banco per otto anni, ha goduto di due nuove rilegature, di piccole ma innumerevoli annotazioni di mio pugno, di tante gocce di cera a Chanukkà, di macchie di cibo consumato in allegria in mensa.

E’ stato il libro più importante della mia infanzia: ha raccolto preghiere, speranze, benedizioni e plasmato la mia fede, condividendola, nelle letture quotidiane, con i compagni di classe. Leggi tutto l’articolo


Chanukah

in: | Scritto da: Redazione

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Il 25 di Kislev ha inizio la festa di Chanukah (o Hanukkà, o Chanuccà, ecc.) che dura 8 giorni. La festa fu stabilita per celebrare la vittoria dei Maccabei sugli ellenisti (165 e.v.) e il miracolo dell’ampolla d’olio da loro trovata nel Tempio sconsacrato, che pur essendo sufficiente per un solo giorno, durò per otto giorni. La prima sera, oltre allo Shammash (servitore, così chiamato perché ci si può servire della sua luce) si accende a destra un lume, la seconda sera due… l’ottava sera otto lumi. Ogni sera, dopo lo Shammash, si accende per primo il lume che si aggiunge quella sera.

E’ proibito servirsi della luce del lumi di Chanukah. La Chanukkià va accesa vicino alla porta o alla finestra in modo che tutti possano vederla e ricordarsi del miracolo di Chanukah. L’orario migliore per l’accensione del lume è all’apparire delle stelle. Se non si è fatto in tempo, si possono accedere i lumi per tutta la notte. I lumi devono ardere per almeno mezz’ora. Il venerdì di festa si accendono prima i lumi di Chanukah e poi quelli di Shabbat, facendo in modo che i lumi di Chanukah ardano almeno mezz’ora dopo il tramonto del venerdì. Il sabato sera, a casa, si accendono i lumi di Chanukah dopo la Havdalà.