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Hamas non si smentisce mai

in: Medioriente | Scritto da: Redazione

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Centri estivi per ragazzi non per divertirsi, ma per addestrare a fare le guerra

Nessun parco acquatico, o camping, o intrattenimento con animatori, ma celle di isolamento, tetre stanze per interrogatori, manichini ammanettati, buche per la tortura: e’ il nuovo ‘campo estivo’ per i bambini di Gaza gestito da Hamas.

“La sofferenza dei prigionieri palestinesi”, questo il tema a cui si ispirano quest’anno i tradizionali campi gestiti dal gruppo islamico nella Striscia, lo spiega il quotidiano israeliano Yediot Ahronot. Obiettivo, ‘istruire’ i più piccoli sulla condizione dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane e ‘formarli’ alla resistenza. Leggi tutto l’articolo


Hamas? A Gaza non esiste

in: Medioriente | di: Dimitri Buffa

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Per Amnesty International (o forse andrebbe chiamata Amnesy) le violazioni dei diritti umani di palestinesi contro altri palestinesi semplicemente non avvengono

Nel rapporto 2012 di “Amnesty international” su Israele e i Territori occupati, leggi Gaza e Cisgiordania, c’è una bella amnesia, anzi “amnesy”, che difficilmente può trovare una spiegazione se non nel delirio politically e islamically correct che da un po’ di tempo a questa parte caratterizza la più nota e stimata ong che si occupa di diritti umani: Hamas non viene mai citata. Il rapporto infatti, opportunamente “ri – monitorato” dalla ong “Secondo Protocollo”, in un dettagliato contro rapporto dell’analista Miriam Bolaffi, è orientato al 100 per cento contro Israele.

Non fa ad esempio alcun cenno all’omicidio Arrigoni, ai blogger incarcerati da Hamas e dalla ANP, ai bambini e ai civili usati come scudi umani dai terroristi, al fatto che i terroristi non vestono una divisa e quindi si rendono irriconoscibili rispetto ai civili. Nomina appena le centinaia di missili sparati dai terroristi su Israele e sui civili israeliani (14 parole in tutto in otto pagine). “Sembra quasi un comunicato dell’Onu o di Catherine Ashton”, ironizza la analista di cui sopra. Leggi tutto l’articolo


Una lettera ai pacifinti che protestano solo contro Israele

in: Israele | Scritto da: Redazione

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Migliaia di pacifinti hanno tentato nei giorni scorsi di sbarcare in Israele con decine di voli provenienti da diverse città europee per inscenare gazzarre all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv a “sostegno dei palestinesi”. Quelli che sono riusciti ad arrivare sono stati espulsi, accompagnati da questa lettera dell’Ufficio del Primo Ministro, che pubblichiamo integralmente:

Caro attivista,

apprezziamo la tua scelta di scegliere Israele come oggetto delle tue preoccupazioni umanitarie.

Sappiamo che avevi di fronte molte altre degne scelte.

Avresti potuto scegliere di protestare contro gli atti selvaggi quotidiani del regime siriano contro il suo stesso popolo che hanno provocato migliaia di vittime.

Avresti potuto scegliere di protestare per la brutale repressione del regime iraniano contro i dissidenti e per il suo sostegno al terrorismo in tutto il mondo.

Avresti potuto scegliere di protestare contro il regime di Hamas a Gaza, dove questa organizzazione terroristica commette il doppio crimine di guerra di lanciare missili sui civili, nascondendosi dietro altri civili. Leggi tutto l’articolo


L’orgoglio arabo/israeliano

in: Medioriente | di: Ariel David

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Quella minoranza che ama il suo Paese: Israele

Uno studio sfata molti luoghi comuni sui cittadini arabi dello Stato ebraico. Gli arabi israeliani costituiscono oggi circa il 20% della popolazione dello Stato ebraico. Eppure la voce di questa comunità, la sua visione del mondo e della propria particolare condizione è spesso soffocata, sia internamente sia esternamente, da strumentalizzazioni politiche, stereotipi e generalizzazioni.

Per molti ebrei israeliani, i concittadini musulmani, cristiani e drusi che vivono entro i confini originali dello Stato ebraico del 1948, sono, al meglio, una “bomba demografica” che minaccia la maggioranza ebraica e, al peggio, una pericolosa quinta colonna: un potenziale alleato per Hamas, Hezbollah e altre organizzazioni terroristiche. Nel mondo arabo e tra i critici occidentali d’Israele sono a volte considerati dei traditori della causa palestinese, o, più spesso, una minoranza oppressa dal “regime sionista” che resiste stoicamente tramite la sua sola presenza in quella terra che dovrebbe chiamarsi tutta Palestina. Leggi tutto l’articolo


Lo Sturmer italiano

in: Israele | di: Angelo Pezzana

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Il caso di un quotidiano nazionale ferocemente anti israeliano

C’è un quotidiano in Italia, che da decenni – potremmo dire da sempre – assume posizioni di totale ostilità a Israele. La politica, non ha importanza quali partiti compongano il governo, la società, l’economia, le istituzioni, vanno criticate sempre e comunque. L’atteggiamento verso i palestinesi è di condivisione senza sfumature, vivono sotto occupazione in Giudea e Samaria, in condizioni spesso paragonate a quelle degli ebrei sotto il regime nazista. La parola ‘apartheid’ vi compare spesso, ma anche per gli arabo-israeliani le parole per rappresentarli sono spesso identiche. Cittadini di serie B, nel migliore dei casi.

Gaza, sotto il dominio di Hamas, viene ancora descritta come se fosse una colonia israeliana. Se qualcosa non funziona – e a Gaza molte cose non funzionano, soprattutto per quanto riguarda i diritti umani – il responsabile è Israele, persino quando manca l’elettricità è al ‘governo di Tel Aviv‘ al quale va attribuita la colpa. Tel Aviv, naturalmente, perché scrivere ‘governo di Gerusalemme è proibito dalle regole del ‘politburò’ che governa la linea del giornale. Fatte le debite proporzioni – non siamo più negli anni ’30 e non si tratta di nazisti ma di comunisti – non è esagerato paragonare questo giornale allo ‘Sturmer’, il quotidiano del Partito nazista, il giornale più scatenato contro gli ebrei in Germania. Leggi tutto l’articolo


Una normale giornata di “pace” in Israele

in: Israele | di: Giacomo Kahn

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Solo oggi da Gaza sparati oltre 30 razzi

I giornali di oggi raccontano delle dura reazione israeliana che attraverso alcuni raid ha cercato di colpire gli uomini e di distruggere le postazioni missilistiche che da alcuni giorni lanciano missili sul territorio e sulle città israeliane. Di questo costante bombardamento, attivo ormai da quasi tre giorni, i giornali italiani raccontano poco se non addirittura nulla. Forse perché – per fortuna – le capacità difensive e le strutture di protezione civile dello stato di Israele hanno consentito fino ad ora a limitare i danni.

Ma vivere in queste condizioni, con l’allarme anti aereo che suona ripetutamente e che costringe la gente a correre nei bunker o a rifugiarsi nelle stanze attrezzate, non è facile. Per capire che da Gaza è partita una nuova strategia di terrore volta ad innalzare ulteriormente la tensione, basta un semplice dato: solo oggi, nella mattinata, da Gaza sono stati lanciati 30 razzi contro il sud di Israele, ad Ashdod, ad Eskol e due missili colpito una zona disabitata di Gedera, a soli 40 chilometri da Tel Aviv. Ieri erano stati sparati verso Israele 23 razzi e sabato 47. Leggi tutto l’articolo


Quante vite umane, valgono un Libro?

in: Blog/News | di: Angelo Pezzana

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L’esasperata preoccupazione del politicamente corretto confonde e mischia le responsabilità. Non possono stare sullo stesso piano coloro che difendono la libertà con coloro che vogliono distruggere la società.

Mi ha molto preoccupato la sottovalutazione nelle titolazioni dei giornali – ma anche nelle stesse cronache – di quanto accaduto in Afghanistan, dove alcuni marines pare abbiano dato fuoco a una copia del Corano, scrivo ‘pare’ perchè non è risultato chiaro in quali condizioni sia avvenuto, se sia stato un atto premeditato o avvenuto per caso durante una perquisizione.

Ammettiamo che l’atto, stupido e insensato oltre che spregevole, sia avvenuto per la decisione di alcuni marines americani, ma mi chiedo se cronache e titoli dovessero essere puntati contro l’intero corpo dei marines, come invece è avvenuto. Leggi tutto l’articolo


Israele sotto attacco degli hacker

in: Israele | Scritto da: Redazione

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La guerra cibernetica entra nel conflitto israeliano-palestinese. Un gruppo di hacker ha attaccato i siti della Borsa di Tel Aviv e della compagnia aerea israeliana El Al, mettendoli fuori uso. L’incursione informatica è stata accolta con soddisfazione da Hamas.

Gli hacker sono un segno della creatività araba nell’escogitare nuove forme di resistenza araba e islamica all’occupazione israeliana“, ha commentato il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri, durante una conferenza nella Striscia di Gaza.

Un portavoce della Borsa israeliana, Idit Yaaron, ha confermato l’attacco hacker, pur precisando che il sistema delle contrattazioni è separato dal sito web e, pertanto, funziona “senza problemi“. Leggi tutto l’articolo


Israele pronto ad accogliere i profughi siriani sulle alture del Golan

in: Israele | Scritto da: Redazione

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Israele si sta “preparando” ad accogliere i profughi siriani nelle alture del Golan, conquistato dallo Stato ebraico dal 1967, in caso di crollo del regime di Bashar al-Assad.

Il giorno che il regime di Assad cadrà, vi saranno ripercussioni sul clan alauita (di fede sciita e a cui appartiene lo stesso presidente, ndr). Ci stiamo preparando a ricevere i rifugiati alauiti nelle alture del Golan“, ha affermato il capo di Stato maggiore israeliano, il generale Benny Gantz, durante un’audizione alla commissione parlamentare Esteri e Difesa. Leggi tutto l’articolo


Più dell’arma nucleare iraniana, Israele ha paura dei missili

in: Medioriente | Scritto da: Redazione

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Non è la minaccia nucleare iraniana la grande preoccupazione di Israele, quando l’ingente capacità offensiva attraverso l’uso massiccio di armamenti convenzionali.

Se nel corso del 2012 dovesse scoppiare una guerra globale tra lo stato ebraico e i suoi nemici dell’area (Iran, Siria, Hezbollah nel sud del Libano e Hamas a Gaza) lo Stato di Israele sarebbe colpito da 8.000 tra razzi e missili.

Ciò causerebbe, nonostante l’utilizzo dei rifugi e del sistema antiaereo, la morte di un migliaio di israeliani, oltre ad ingenti danni alle infrastrutture. Leggi tutto l’articolo