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Una manifestazione vergognosa

in: Israele | di: Giacomo Kahn

Un Commento

In Israele tutti sembrano protestare contro tutti. Dopo il popolo degli indignados che per mesi hanno manifestato a Tel Aviv per uno stato solidale e per aiuti sociali alle famiglie più indigenti, da poco è esplosa la protesta contrapposta tra una parte della società civile laica (quella delle donne contro ogni sopruso e limitazione alla loro libertà) e una parte di quella religiosa, quella dei haredim degli ultra ortodossi.

In realtà nulla di nuovo. E’ dalla fondazione della Stato di Israele che queste due parti hanno difficoltà a trovare punti di comunicazione, un terreno comune di discussione, anche per il rifiuto che alcuni di questi gruppi di religiosi contrappongo persino alla legittimità, a loro dire, dello Stato di Israele. Non sono mancate in passato, ad esempio, esibizioni e prese di posizione vergognose dei Neturei-Karta giunti persino a stringere la mano ai leader di Hamas o a recarsi in visita a Teheran, incontrando Ahmadinejad. Se qualcuno pensava che queste esibizioni fossero il limite massimo oltre non sarebbero andati, si sbagliava. Leggi tutto l’articolo


Si riattiva l’Olp, potrebbero entrarvi Hamas e Jihad Islamica

in: Medioriente | Scritto da: Redazione

Un Commento

Si riattiva l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp), con la possibilità che entrino a farne parte Hamas e Jihad Islamica.

Il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas, che è anche il leader dell’Olp, presiederà oggi al Cairo il primo incontro di un comitato temporaneo per riattivare l’organizzazione. All’incontro parteciperanno anche esponenti dei due movimenti islamisti. Leggi tutto l’articolo


Accordi Israele-Hamas per liberazione di Shalit, inizia la seconda fase del rilascio dei detenuti palestinesi

in: Medioriente | Scritto da: Redazione

2 Commenti

Sono stati depositati oggi alla Corte suprema di Gerusalemme i primi ricorsi contro le scarcerazioni della seconda fase dello scambio di prigionieri fra Israele e Hamas.

L’operazione era stata avviata due mesi fa sotto l’ombrello della mediazione egiziana con il rilascio del militare israeliano Gilad Shalit – dopo oltre cinque anni di cattività nella Striscia di Gaza – in cambio di 477 detenuti palestinesi. Leggi tutto l’articolo


Shalom intervista Meir: “Napolitano persona speciale, bene Prodi e Berlusconi, con D’Alema momento difficile”

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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Il presidente Napolitano è una persona speciale. E’ venuto due volte in Israele. E’ stato uno dei pochi leader del mondo a dire forte e chiaro che l’antisionismo è come l’antisemitismo”.

Questo l’omaggio dell’ambasciatore uscente di Israele in Italia Gideon Meir al presidente Napolitano in un’intervista al mensile ebraico ‘Shalom‘ che ne ha diffuso il testo. Meir ha fatto un bilancio dei suoi cinque anni di mandato.

A partire dai rapporti con i governi: Prodi ”è stato – ha detto – il primo ministro in Europa, nel periodo in cui si discuteva riguardo al riconoscimento o meno dell’ebraicità dello stato di Israele, a dire che lo stato di Israele deve essere riconosciuto come stato ebraico. Nessun altro ministro in Europa lo ha fatto”.

Berlusconi – ha continuato Meir – ha fatto ancora di più. Voleva che Israele fosse accettata dall’Ue. Berlusconi è stato molto amico di Israele e con lui le relazioni tra i due paesi hanno toccato il picco più alto possibile”. E ancora: ”va riconosciuto il merito a Berlusconi, quando nel 1994, è salito alla guida del paese, di aver cambiato il dibattito politico per tutto quello che riguarda Israele”. Un rapporto del quale l’ambasciatore ha sottolineato la ”cena privata” con il premier in occasione del Capodanno ebraico. Leggi tutto l’articolo


Teheran addestra militarmente i palestinesi di Gaza all’uso di missili anti tank

in: Medioriente | Scritto da: Redazione

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Un gruppo selezionato di militanti palestinesi della Striscia di Gaza ha partecipato ad un intensivo addestramento militare in Iran per imparare ad usare sofisticati missili anti tank. Lo afferma il giornale israeliano Jerusalem Post, citando fonti dell’esercito.

Secondo i militari, Hamas e Jihad Islamica hanno ottenuto diverse centinaia di missili anti tank di fabbricazione russa del tipo Kornet e Fagot, con una gittata di 4 chilometri e la capacità di penetrare veicoli blindati e alcuni carri armati.

Un piccolo numeri di questi missili era già presente nella Striscia prima dell’invasione militare dell’operazione “piombo fuso” a cavallo fra il 2008 e il 2009. Leggi tutto l’articolo


Shalit operato al braccio, rimosse schegge di proiettile

in: Israele | Scritto da: Redazione

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Gilad Shalit, il soldato israeliano rimasto ostaggio di Hamas per cinque anni e liberato lo scorso mese in cambio della scarcerazione di 1.027 detenuti palestinesi da parte di Israele, si è sottoposto oggi a un intervento chirurgico per rimuovere delle schegge di proiettile dal gomito e dal polso.

Lo riporta il sito web del quotidiano Haaretz. L’ospedale Rambam di Haifa, dove si è svolto l’intervento, ha detto che Shalit sta recuperando ed è in buone condizioni. Dovrebbe essere dimesso domani. Leggi tutto l’articolo


Shalit, le sue prime parole da libero: “Sono stato trattato bene da Hamas”

in: Israele | Scritto da: Redazione

2 Commenti

Hamas mi ha trattato bene. Sono stato informato del mio rilascio una settimana fa“. Sono le prime parole pronunciate da uomo libero da Gilad Shalit, intervistato da un canale televisivo egiziano.

Naturalmente, mi è mancata molto la mia famiglia“, ha detto il soldato, che durante la conferenza stampa è apparso comunque molto stanco e teso. “Spero“, ha continuato, “che questo accordo porti alla pace tra palestinesi e israeliani e che avvii la collaborazione fra entrambe le parti”. Shalit ha auspicato il rilascio dei restanti prigionieri palestinesi e il loro ritorno in famiglia ma non al terrorismo.


Gilad Shalit è libero

in: Israele | di: Giacomo Kahn

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Gilad Shalit è finalmente libero. Dopo 2.000 giorni (cinque anni) di disumana detenzione, in condizioni difficilmente immaginabili (in una stanza isolata? in uno scantinato? in un bunker? sarà stato torturato?), senza il conforto anche di una semplice visita della Croce Rossa, il giovane caporale israeliano torna alla vita.

La vita di Gilad in questi cinque anni (un terzo della sua esistenza, aveva 19 anni quando fu rapito all’interno dei confini dello Stato di Israele) è stato un lungo buco nero, senza notizie. Drammaticamente scarna la cronaca di questi 2000 giorni e 2000 notti.

Il 25 giugno 2006 Gilad Shait viene catturato da guerriglieri palestinesi, che hanno sferrato un attacco contro un presidio militare in territorio israeliano, dopo aver attraversato la Striscia di Gaza tramite un tunnel sotterraneo. Durante l’attacco, due soldati israeliani restano uccisi e altri tre rimangono feriti, piu’ Shalit, che riporta una frattura alla mano sinistra e una lieve ferita a una spalla. Leggi tutto l’articolo


Shalit: domani lo scambio

in: Israele | Scritto da: Redazione

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Si contano a migliaia i giornalisti e fotografi che si preparano a “coprire” la liberazione del soldato Gilad Shalit.

Secondo il Governement Press Office israeliano, ai circa 2.000 giornalisti che già si trovano in Israele, se ne aggiungeranno almeno altri 250 venuti appositamente per seguire lo scambio dei prigionieri palestinesi con il soldato israeliano, che dovrebbe essere liberato domani, con lo scambio di un contingente di 1.027 palestinesi detenuti in Israele.

Nella notte fonti di Hamas hanno confermato la scadenza di martedì, ipotizzando le 11 (locali e italiane) come ‘ora x’. Shalit sarà consegnato all’Egitto e avrà un primo contatto con gli israeliani presso il valico di Kerem Shalom, a ridosso del Sinai.

A quel punto comincerà il parallelo rilascio graduale di un primo scaglione di 477 detenuti (450 uomini e 27 donne) che Israele ha già radunato da ieri in alcune prigioni. Leggi tutto l’articolo


La sedia vuota

in: Israele | di: Ariel David

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La libertà per più di mille prigionieri palestinesi, molti dei quali con le mani sporche di sangue. Questo il prezzo che Israele ha accettato di pagare per riportare a casa Gilad Shalit, il soldato di Tsahal tenuto in ostaggio da Hamas dal 2006.

Difficile, soprattutto fuori dallo Stato ebraico, capire perché il governo di Benjamin Netanyahu e, secondo i sondaggi, la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica israeliana abbiano detto sì al ricatto dell’organizzazione terroristica che controlla la Striscia di Gaza.

Difficile comprendere un accordo che premia e incoraggia il terrorismo e ulteriori rapimenti, che scavalca e umilia i moderati dell’Anp e che concede una vittoria strepitosa ad Hamas sul piano interno e internazionale. Leggi tutto l’articolo