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Purim la festa dell’esilio

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

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PURIMSi celebra a partire da sabato sera. storia di un mancato sterminio

Purim è una festa molto particolare per il calendario ebraico. Si distingue da tutte le altre per il suo carattere conferitogli dalle generazioni successive, ma sopratutto per la sua fonte principale, la Meghillà di Ester stessa.

La diversa natura delle abitudini di Purim e della Meghillà emerge se paragoniamo Purim a Chanukkà, la festa ebraica che le è più vicina sia per data sia per significato. Leggi tutto l’articolo


Purim e Purim minori

in: | Scritto da: Redazione

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Purim è la festa stabilita in ricordo del miracolo che portò alla salvezza degli ebrei dallo sterminio progettato da Haman, narrato nel libro di Ester (quinto secolo a. e. v.).

Norme fondamentali da osservare a Purim:
a) leggere la Meghillà di Ester (sera e mattina)
b) fare donazioni ad almeno due bisognosi (mattanot la evionim)
c) inviare almeno due cibi ad amici e parenti (mishloach manot)
d) fare il banchetto di Purim (seudat Purim)

Tranne la lettura della Meghillà di Ester, che si legge anche di sera, le norme vanno tutte osservate durante la giornata (prima del tramonto).

Purim Shushan: Giorno in cui si festeggiava Purima Susa (Shushan) capitale della Persia ai tempi di Ester. Oggi si festeggia Purim in questo giorno a Gerusalemme e nelle città cinte di mura fin dai tempi di Giosuè (XIII sec. a.e.v.).

Purim minori: Ricordano in molte Comunità episodi locali di salvezza da un pericolo che minacciava gli ebrei. A Roma si festeggia il Moed di Piombo (2 Shevat) a ricordo del cielo plumbeo da cui piovve abbondanza disperdendo una folla che tentava di assalire il ghetto (1973). Gli ebrei di origin

e libica festeggiano il Purim Sherif (23 Tevet) e il Purim Burgul (29 Tevet).

Purim di Roma o Moed di Piombo:

Il 2 di Shevat cade la ricorrenza del Purim di Roma o Moed di Piombo. In questo giorno si ricordano i drammatici avvenimenti, avvenuti nel Ghetto nel 1793, quando una folla di rivoltosi si radunò intorno al quartiere ebraico per incendiarlo. Il fuoco appiccato al portone della Regola venne spento da una provvidenziale e inattesa tempesta, che salvò le case degli ebrei della zona. In seguito venne formata una confraternita, la Ezrà be-zarod, che assunse il compito di ricordare l’evento e celebrare la salvezza del Ghetto.