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Israele, Stati Uniti e mondo arabo

in: Eventi | di: Daniele Toscano

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Gad Lerner e Maurizio Molinari ne hanno discusso in una vivace e seguita conferenza/dibattito

L’elezione di Obama e i risvolti che questa può avere in Medio Oriente, specie alla luce del recente conflitto che ha visto coinvolti Israele e Hamas è stato il tema affrontato in una serata di approfondimento organizzata dal Centro di Cultura Ebraica di Roma.

Il pubblico, giunto numeroso e dimostratosi molto interessato, ha così potuto ascoltare gli interventi di due esperti giornalisti, Maurizio Molinari, corrispondente negli USA de La Stampa, e Gad Lerner, giornalista e conduttore de L’Infedele, coordinati da Ruben Della Rocca, assessore alle Relazioni esterne della Cer. Leggi tutto l’articolo


I giudizi della stampa israeliana sulla tregua con Hamas

in: Israele | Scritto da: Redazione

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Va bene, ma dubbi sulla durata e tenuta

La stampa israeliana, nei commenti e nei fondi dei suoi vari analisti, sembra sostanzialmente approvare l’operato del governo riguardo al cessate il fuoco, entrato in vigore ieri sera, tra Hamas e Israele. Ma questo non esclude dubbi sulla possibilità che la calma metta radici e diventi di lunga durata.

HAARETZ – giornale non tenero con l’attuale leadership israeliane – in prima pagina (con foto dell’attentato all’autobus di ieri) rileva che con il cessate il fuoco ”Israele guadagna impegni sulla sicurezza” e che il presidente egiziano Morsi esce dalla vicenda come ”leader prestigioso”. In un’analisi il quotidiano, che indaga anche sugli equilibri politici in vista delle prossime elezioni, sostiene che chi esce più rafforzato dalla conclusione dell’operazione è il ministro della Difesa Ehud Barack, mentre a perdere è il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman. Leggi tutto l’articolo


Un manifesto contro la politica del politicamente corretto

in: Blog/News | di: Angelo Pezzana

16 Commenti

Nulla di scandaloso ed offensivo se si sta con Israele e contro la jihad

Nella fermate della metropolitana di New York è stato affisso un grande manifesto, a fondo nero, con questa scritta in bianco: “In ogni guerra tra l’uomo civile e il selvaggio, stai dalla parte dell’uomo civile. Stai dalla parte di Israele, sconfiggi l’jihad”.

Ottenere il permesso per l’affissione non è stato facile, è stato definito ‘razzista’, ‘un incitamento all’odio’, ma la pubblicità ideata da Pamela Geller dell’American Freedom Defense Initiative era un messaggio studiato apposta per fa riflettere i sostenitori del politicamente corretto, quelli che, per esempio, prendono per buone e rassicuranti le parole del presidente egiziano Mohammed Morsi quando dichiara: “Gli Usa devono rispettare la storia e la cultura del mondo arabo, anche quando va contro i valori dell’Occidente”. Leggi tutto l’articolo


Da Mubarak a Morsi

in: Medioriente | di: Nicola Zecchini

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La Fratellanza Musulmana dovrà gestire il cammino verso una transizione democratica. Ecco il difficile compito del neo presidente egiziano stretto nella morsa di esercito e magistratura

Mohammed Morsi, un ingegnere di 60 anni che ha compiuto gli studi negli Stati Uniti, ex detenuto nelle carceri di Mubarak, è il primo civile e il primo candidato dei Fratelli Musulmani ad essere stato eletto presidente dell’Egitto.

Morsi ha assicurato, non si sa come, di ricostruire uno stato “non teocratico”, ma che faccia riferimento diretto alla Sharia, che il suo sarà un governo solido, di unità nazionale, che non lascerà spazio all’estremismo o al fanatismo e che, naturalmente, sarà il presidente di tutti. Le congratulazioni sono piovute da mezzo mondo, dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, passando per la Turchia e l’Iran. E proprio da qui nasce il primo punto interrogativo. Leggi tutto l’articolo