Sono molti i campioni che possono aspirare al podio olimpico e sperare di vincere una medaglia
Già due mesi prima l’accensione della torcia olimpica, le squadre di tutto il mondo hanno iniziato a scaldare i muscoli e ad affilare le ultime armi prima della grande kermesse inglese.
La delegazione di Israele ai giochi è attualmente composta da 26 atleti divisi in 10 diverse discipline, tutti con la speranza di vedere sventolare la bandiera israeliana sul podio dei vincitori: effettivamente una medaglia d’oro ai campionati del mondo del windsurf, un bronzo vinto nella ginnastica ai Campionati Europei, e cinque medaglie nel nuoto sono un buon biglietto da visita per queste olimpiadi. Leggi tutto l’articolo
Spesso il silenzio vale più di mille parole, ma nel momento in cui questo silenzio scompare, scompaiono anche le parole.
Quaranta anni fa, durante le olimpiadi a Monaco, 11 atleti israeliani sono stati assassinati da un gruppo di terroristi palestinesi. Il motivo? Lo immaginiamo tutti, ma quello che nessuno si aspettava è stata la reazione dei presenti e degli altri atleti; nessuna sospensione dei giochi olimpici, nessun minuto di silenzio, in memoria delle vittime, totale indifferenza, che ci porta a pensare ad un’approvazione verso gli atti palestinesi.
Queste vittime israeliane, che nel corso delle successive olimpiadi non sono mai state ricordate, abbiamo deciso di commemorarle noi, radunandoci tutti il 26 Luglio a Largo Stefano Tachè. A questa serata sono intervenuti moltissimi personaggi, non solo membri della comunità ebraica di Roma, ma anche onorevoli della camera e assessori. Leggi tutto l’articolo
A Londra, Israele punta ad una vittoria olimpica grazie alla bravura e al coraggio di Lee Korzits, asso delwindsurf
Lee Korzits, ventisettenne israeliana, è diventata nel 2003 la più giovane campionessa del mondo di windsurf. A settembre ha ottenuto la medaglia d’argento ai Campionati Europei di Windsurf in Bulgaria e l’11 dicembre la medaglia d’oro ai Campionati mondiali in Australia. Korzits rappresenta quindi la principale speranza di medaglia per Israele alle prossime olimpiadi di Londra. Leggi tutto l’articolo
Evento organizzato ieri sera dalla Comunità ebraica di Roma
Se il CIO non ha il coraggio di fare un minuto di silenzio per onorare gli undici atleti israeliani uccisi durante le Olimpiadi di Monaco ’72, ci ha pensato la Comunità ebraica romana ha ricordare quelle, come tutte le altre vittime del terrorismo.
Ieri sera, in centinaia sono accorsi nella piazza intitolata a Stefano Gay Tachè, il bambino ucciso nel 1982 dai palestinesi in un attentato davanti al Tempio, con le bandiere italiane e israeliane a ricordare Moshe Weinberg, Jossef Romano Zee’v Friedman, David Berger, Yakov Springer, Eliezer Halfin, Jossef Gutfreund, Kehat Shorr, Mark Slavin, Andre Spitzer, Amitzur Shapira. Leggi tutto l’articolo
E’ già incredibile che il CIO si rifiuti di ricordare, con un minuto di silenzio, gli undici atleti israeliani uccisi da un commando palestinese di ‘Settembre Nero’, durante le Olimpiadi di Monaco ’72. L’ignavia e la paura di boicottaggi delle delegazioni dei Paesi arabi pesa sulla decisione del CIO. Leggi tutto l’articolo
Intanto la Comunità ebraica di Roma ha promosso per questa sera una cerimonia di ricordo, con appuntamento alle 21 di fronte alla Sinagoga maggiore
Non ci sarà il minuto di silenzio ufficiale ma alle persone che venerdì saranno allo stadio per la cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi di Londra, le vedove degli atleti israeliani uccisi a Monaco nel 1972 hanno rivolto l’appello di “alzarsi in piedi, senza fare rumore” per commemorare il massacro. L’iniziativa, definita da loro stesse “l’ultima risorsa”, e’ la risposta al rifiuto del presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Jacques Rogge, di osservare un minuto di silenzio nel quarantennale della strage compiuta dal commando palestinese di ‘Settembre Nero’. Leggi tutto l’articolo
Il ministro degli Esteri Terzi: Italia in prima fila contro antisemitismo oggi come allora
Un minuto di raccoglimento è stato osservato in aula della Camera per onorare la memoria degli atleti israeliani vittime del tragico attentato alle Olimpiadi di Monaco del 1972.
Un omaggio, tributato anche con un lungo applauso bipartisan dei deputati, voluto dal presidente della Camera Gianfranco Fini, alla vigilia delle Olimpiadi di Londra. Fini ha commemorato personalmente l’orrore di Monaco e dopo di lui sono intervenuti i rappresentanti dei gruppi. Leggi tutto l’articolo
“L’imminente apertura della trentesima edizione dei Giochi Olimpici, che avrà luogo a Londra venerdi’ prossimo, alla presenza per l’Italia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, riporta alla nostra memoria, nel quarantesimo anniversario, l’efferato attentato terroristico del settembre 1972, di cui fu vittima la rappresentativa israeliana a Monaco di Baviera, in cui persero la vita undici atleti di Tel Aviv ed anche un agente della polizia tedesca”. Leggi tutto l’articolo
Prima con Hitler, poi con l’azione terroristica palestinese di ‘Settembre Nero’ si è voluto sfruttare un evento sportivo per guadagnare visibilità planetaria
La tradizione ebraica conosce molte ricorrenze ma certo non si dedica al culto degli anniversari. Gli eventi di una lunga vicenda sono numerosi, e tra questi quelli tragici sembrano troppo numerosi, almeno in certi momenti della storia. In realtà non è così, e il brindisi le-Chaim (“alla vita!”) rivela la certezza che la gioia deve prevalere. Tuttavia il comandamento del ricordo è tra quelli più imperativi, che non si possono trasgredire. Leggi tutto l’articolo
Mario Pescante, deputato italiano e fino a pochi mesi vicepresidente del Comitato Olimpico Internazionale, difende la decisione del Cio. La commemorazione delle vittime israeliane “può riattizzare il fuoco”
Alle Olimpiadi di Monaco Mario Pescante c’era. Nel 1972 l’attuale presidente della commissione Relazioni Internazionali del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) seguiva i Giochi nella capitale bavarese come segretario della delegazione italiana. “E mi ricordo gli atleti israeliani molto bene perché eravamo alloggiati vicini: le varie rappresentanze nazionali erano sistemate in ordine alfabetico. Israele e Italia erano uno di fronte all’altra”. Leggi tutto l’articolo