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Il commento della settimana, la parashà di Bo: Non si diventa liberi stando passivi

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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L’uscita dall’Egitto ebbe luogo circa 3500 anni fa all’alba del 15 del mese primaverile di Nissàn, dopo una notte di luna piena.

I preparativi erano iniziati già dal primo giorno del mese quando il Signore aveva detto a Moshè (Mosè) e ad Aharon (Aronne): “Questo mese sarà per voi il primo mese dell’anno” (ShemòtEsodo, 12:2).

Nel trattato talmudico di Rosh Hashanà (capo d’anno) è scritto: “Il primo giorno di Nissàn è il capodanno per i Re e per le festività”. Se un Re è salito al trono anche solo pochi giorni prima della fine del mese precedente, con l’inizio del mese di Nissàn inizia il secondo anno di regno. Leggi tutto l’articolo


Gli auguri di Papa Benedetto XVI per il nuovo anno ebraico

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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Con l’auspicio per ebrei e cristiani che crescano stima e testimonino valori

Il Papa ha inviato al rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni un telegramma in occasione delle ”festose ricorrenze di Rosh Ha-Shanah 5773 e Yom Kippur e Sukkot”, con un ”sentito augurio di pace” anche alla ”intera comunità ebraica di Roma, invocando dall’Altissimo copiose benedizioni per il nuovo anno e auspicando che ebrei e cristiani, crescendo nella stima e nella amicizia reciproca, possano testimoniare nel mondo i valori che scaturiscono dall’adorazione del Dio unico”.

(Foto di S. Meloni)


I messaggi augurali giunti in occasione di Rosch Haschanà 5773

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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Sono molti i messaggi augurali giunti alla Comunità ebraica in occasione del Capo d’anno, Rosch Hashanà.

“Questo momento di festa e di riflessione – ha scritto nel suo messaggio il presidente del Senato, Renato Schifani – fornira’ certamente anche un nuovo stimolo a continuare quel dialogo mai interrotto tra ebrei e cristiani, nell’ottica del riconoscimento di un comune patrimonio spirituale”.

”Nel formulare l’auspicio che il nuovo anno costituisca un momento di rinnovamento per il nostro Paese nel segno della pace e di una rinnovata armonia sociale – ha scritto il Presidente della Camera, Gianfranco Fini al presidente dell’Ucei Renzo Gattegna- desidero esprimere a lei e a tutti i membri delle Comunita’ ebraiche italiane i miei piu’ cordiali saluti unitamente alle espressioni piu’ fervide della mia amicizia”. Leggi tutto l’articolo


L’uscita dall’Egitto e la rivolta degli schiavi: Mosè a confronto con Spartaco

in: Blog/News | di: Donato Grosser

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Un commento in occasione della festa di Pesach

In un suo commento alla Haggadà di Pesach (“Festival of Freedom”, citato in “The Seder Night” edited by rav Menachem Genack, OU Press, 2009), rav Joseph Beer Soloveitchik z’zl di Boston osservò che:

in tempi antichi e anche in tempi più recenti le rivolte degli schiavi erano l’incubo di tutti i tiranni. Una ribellione degli schiavi risultava nella distruzione totale… Le storie delle azioni crudeli e sanguinarie durante le insurrezioni degli schiavi fanno rizzare i capelli.

Gli schiavi volevano vendicarsi delle crudeli sofferenze a loro imposte ed era cosa normale che reagissero con massacri e il desiderio animalistico di vendetta era irresistibile. Leggi tutto l’articolo


Studiare il Talmud in Italiano. Un nuovo progetto di Torah.it

in: Ebraismo | di: Jonathan Pacifici

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In occasione di Rosh Hashanà ho lanciato una sfida sulle pagine di Roma Ebraica.

Fare di quest’anno, l’anno in cui iniziare a studiare un po’ di Talmud. È una sfida che ha intrigato molte persone, e tante sono state le lettere che ho ricevuto in merito. Quasi tutte però sottolineavano le difficoltà: l’ebraico, gli orari delle lezioni e via dicendo.

Ma da qualche parte si deve pur cominciare! Ed allora, in attesa della ciclopica opera di traduzione dell’Unione delle Comunità, ecco il primo corso di Talmud per principianti in italiano disponibile su Torah.it direttamente a casa vostra, quando volete, come volete. Leggi tutto l’articolo


Asti: al Teatro Alfieri omaggio a Rodolfo Debenedetti a 20 anni dalla scomparsa

in: Blog/News | di: Claudia De Benedetti

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Due volte l’anno, alla vigilia di Rosh ha Shanà e di Kippur un gruppo sparuto di De Benedetti o Debenedetti si ritrova davanti all’ingresso del piccolo Cimitero ebraico di Asti per cercare formare il minian e recitare così il kaddish, soffermandosi a ricordare il nome dei parenti sepolti. Molti De Benedetti si sono succeduti, hanno conosciuto evoluzioni ed involuzioni, alcuni hanno lasciato tracce importanti, imperiture, alcuni hanno coltivato il loro ebraismo, altri hanno fatto l’alyà, altri ancora si sono assimilati.

I presenti di anno in anno si assottigliano, alcuni rappresentano ormai la seconda o terza generazione di discendenti dei defunti, tra loro si instaura una solida fraternità, che pare possa travalicare ogni tempo ed ogni distanza.

Decennio dopo decennio gli ebrei astigiani si sono spostati, cacciati o richiamato a seconda dell’utilità politica dei vari potentati locali. Con il periodo dei ghetti, hanno vissuto la permanenza assolutamente coatta. Leggi tutto l’articolo


Israele: sondaggio dalle risposte discordanti

in: Israele | Scritto da: Redazione

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Un sondaggio eseguito dal quotidiano Yediot Ahronot in occasione di Rosh Hashanà ha generato risposte molto discordanti fra loro. Per l’88% degli israeliani intervistati lo Stato ebraico “è un posto dove è bello vivere”.

Il 66% si è dichiarato di buon umore, mentre il 74% è soddisfatto del proprio tenore di vita.

Le contraddizioni arrivano quando il 45% del campione ha espresso la propria preoccupazione per i rischi di attentati e quando quasi il 70% si è detto dell’idea che non si arriverà mai a un accordo di pace con i palestinesi.


Gli stivali di Rabbi Goldstein

in: Blog/News | di: Maurizio Molinari

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Nella settimana del 10° anniversario dell’11 settembre la voce ebraica di New York è quella del rabbino Jacob Goldstein, colonnello e cappellano della Guardia Nazionale.

Arrivò al World Trade Center poco prima del crollo della seconda Torre, nel giorno di Rosh ha-Shanà di dieci anni fa suonò lo Shofar a Ground Zero e per quattro mesi e mezzo scavò fra le macerie per recuperare ciò che rimaneva delle vittime.

Da allora non ha mai pulito la polvere depositata sui suoi stivali perché contiene resti umani. Non li ha più indossati e presto saranno sepolti


Rosh Ha-Shanah

in: | Scritto da: Redazione

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La luna e le sue fasi bizzarre e ricorrenti affascinarono in modo particolare nei tempi antichi i nostri avi, che, appunto basandosi su di queste, determinarono la divisione del tempo. L’anno ebraico è dunque un anno lunare e si basa sulle lunazioni, cioè il periodo in cui la luna passa attraverso tutte le sue varie fasi. Il mese perciò dura 29 o 30 giorni. L’anno ebraico è composto di dodici mesi. Per adeguarsi all’anno solare, usato dai popoli tra cui viviamo, e formato da 365 giorni, circa sette volte in 19 anni, viene aggiunto un tredicesimo mese detto VaadàrAdàr Shenì. L’anno di 13 mesi viene chiamato “embolismico” e quello normale peshutà.

Il primo giorno del mese e il trentesimo del mese precedente, se c’è, si chiamano Rosh Chòdesh, capo mese, e sono giorni per certi aspetti festivi. Gli anni ebraici partono dalla “creazione del mondo” secondo l’era ebraica.

Il capodanno ebraico si chiama Rosh Ha-Shanah (o Rosh Hashanà), che segna l’inizio dell’anno civile e cade il primo di Tishrì. Per completezza, aggiungiamo che nella Torà Nissàn è considerato il primo mese, in quanto gli Ebrei, in questo periodo, uscirono dalla schiavitù d’Egitto, diventando un vero popolo. Il primo di Nissàn è quindi chiamato Rosh Hashanà lamelakhìm velaregalìm (per i re e per le feste) ed è considerato il capodanno religioso. Ricordiamo anche Rosh Hashanà lailanòt, che cade il 15 di Shevàt; che è il capodanno degli alberi, e segna l’inizio dell’anno agricolo.

I mesi del calendario ebraico sono: Tishrì (sett.-ott.), Cheshvàn (ott.-nov.), Kislèv (nov.-dic.), Tevèth (dic.-gen.), Shevàt (gen.-feb.), Adàr (feb.-mar.), Nissàn (mar.-apr.), Iyàr (apr.-mag.), Sivàn (mag.-giu.), Tamùz (giu.-lug.), Av (lug.-ago.), Elùl (ago.-set.)

Qualche giorno prima di Rosh Ha-Shanah è uso piantare in un piatto di grano e di granoturco. Alla vigilia di Rosh Ha- Shanah e Kippur si usa visitare il cimitero, curare la propria persona e chiedere scusa. La prima sera di Rosh Ha-Shanah, dopo il kiddush, prima dell’inizio della cena, in segno di buon augurio si mangiano dei cibi speciali e si recitano delle formule augurali. Al mattino è mizvà ascoltare il suono dello Shofar.

E’ bene che anche le donne e i minori, anche se sono formalmente esenti, ascoltino il suono dello Shofar. Il tema principale dei dieci giorni che vanno da Rosh Ha-Shanah a Kippur è la Teshuvà, il pentimento e il ritorno a Dio; Rosh Ha-Shanah è comunque Yom tov, cioè giorno di festa in cui è mizvà mangiare e bere.

Anche la seconda sera di Rosh Ha-Shanah si dice Shehecheyànu nel kiddush (la benedizione per le cose nuove) ma è bene avere sulla tavola delle primizie in modo da giustificare la ripetizione di questa benedizione.

[Fonti: Lunario, AAVV, Morasha.it]