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Yom Kippur: espiazione e beneficenza. L’antica tradizione delle kapparot

in: Blog/News | di: Pierpaolo Pinhas Punturello

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Da alcuni anni, molte associazioni animaliste sia israeliani sia ebraico-americane, hanno cominciato a protestare energicamente contro l’uso della cerimonia delle kapparot alla vigilia dello Yom Kippur.

Questa cerimonia, in breve, prevede che sia fatto roteare per tre volte sulla testa di una persona un pollo o una somma di denaro e dopo aver recitato una formula che simbolicamente trasferisce i peccati commessi dalla persona sul denaro o sul pollo, quest’ultimo viene ucciso secondo i dettami della shechità e donato ai poveri, cosa che ovviamente si fa con lo stesso denaro.

In termini collettivi e nazionali rispetto alla popolazione ebraica osservante di Israele dobbiamo immaginare il numero considerevole di polli, galline e galli che vengono uccisi e macellati in poche ore nei macelli o mercati israeliani alla vigilia dello Yom Kippur ed è contro questo aspetto cruento della questione che si sono alzate, negli ultimi anni, le voci delle associazioni animaliste. Leggi tutto l’articolo


Gli stivali di Rabbi Goldstein

in: Blog/News | di: Maurizio Molinari

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Nella settimana del 10° anniversario dell’11 settembre la voce ebraica di New York è quella del rabbino Jacob Goldstein, colonnello e cappellano della Guardia Nazionale.

Arrivò al World Trade Center poco prima del crollo della seconda Torre, nel giorno di Rosh ha-Shanà di dieci anni fa suonò lo Shofar a Ground Zero e per quattro mesi e mezzo scavò fra le macerie per recuperare ciò che rimaneva delle vittime.

Da allora non ha mai pulito la polvere depositata sui suoi stivali perché contiene resti umani. Non li ha più indossati e presto saranno sepolti


Rosh Ha-Shanah

in: | Scritto da: Redazione

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La luna e le sue fasi bizzarre e ricorrenti affascinarono in modo particolare nei tempi antichi i nostri avi, che, appunto basandosi su di queste, determinarono la divisione del tempo. L’anno ebraico è dunque un anno lunare e si basa sulle lunazioni, cioè il periodo in cui la luna passa attraverso tutte le sue varie fasi. Il mese perciò dura 29 o 30 giorni. L’anno ebraico è composto di dodici mesi. Per adeguarsi all’anno solare, usato dai popoli tra cui viviamo, e formato da 365 giorni, circa sette volte in 19 anni, viene aggiunto un tredicesimo mese detto VaadàrAdàr Shenì. L’anno di 13 mesi viene chiamato “embolismico” e quello normale peshutà.

Il primo giorno del mese e il trentesimo del mese precedente, se c’è, si chiamano Rosh Chòdesh, capo mese, e sono giorni per certi aspetti festivi. Gli anni ebraici partono dalla “creazione del mondo” secondo l’era ebraica.

Il capodanno ebraico si chiama Rosh Ha-Shanah (o Rosh Hashanà), che segna l’inizio dell’anno civile e cade il primo di Tishrì. Per completezza, aggiungiamo che nella Torà Nissàn è considerato il primo mese, in quanto gli Ebrei, in questo periodo, uscirono dalla schiavitù d’Egitto, diventando un vero popolo. Il primo di Nissàn è quindi chiamato Rosh Hashanà lamelakhìm velaregalìm (per i re e per le feste) ed è considerato il capodanno religioso. Ricordiamo anche Rosh Hashanà lailanòt, che cade il 15 di Shevàt; che è il capodanno degli alberi, e segna l’inizio dell’anno agricolo.

I mesi del calendario ebraico sono: Tishrì (sett.-ott.), Cheshvàn (ott.-nov.), Kislèv (nov.-dic.), Tevèth (dic.-gen.), Shevàt (gen.-feb.), Adàr (feb.-mar.), Nissàn (mar.-apr.), Iyàr (apr.-mag.), Sivàn (mag.-giu.), Tamùz (giu.-lug.), Av (lug.-ago.), Elùl (ago.-set.)

Qualche giorno prima di Rosh Ha-Shanah è uso piantare in un piatto di grano e di granoturco. Alla vigilia di Rosh Ha- Shanah e Kippur si usa visitare il cimitero, curare la propria persona e chiedere scusa. La prima sera di Rosh Ha-Shanah, dopo il kiddush, prima dell’inizio della cena, in segno di buon augurio si mangiano dei cibi speciali e si recitano delle formule augurali. Al mattino è mizvà ascoltare il suono dello Shofar.

E’ bene che anche le donne e i minori, anche se sono formalmente esenti, ascoltino il suono dello Shofar. Il tema principale dei dieci giorni che vanno da Rosh Ha-Shanah a Kippur è la Teshuvà, il pentimento e il ritorno a Dio; Rosh Ha-Shanah è comunque Yom tov, cioè giorno di festa in cui è mizvà mangiare e bere.

Anche la seconda sera di Rosh Ha-Shanah si dice Shehecheyànu nel kiddush (la benedizione per le cose nuove) ma è bene avere sulla tavola delle primizie in modo da giustificare la ripetizione di questa benedizione.

[Fonti: Lunario, AAVV, Morasha.it]