Si è chiuso il vertice della Conferenza della cooperazione islamica alla quale hanno partecipato oltre 20 capi di stato e di governo, fra i quali il capo dello stato iraniano Mahmoud Ahmadinejad.
La conferenza ha nominato il nuovo segretario generale. Si tratta dell’ex ministro dell’informazione saudita, Iyyad Madadi, che sostituisce il turco Ekmeleddin Ihsanoglu. Il vertice ha adottato le conclusioni finali su Siria, Palestina e Mali. Leggi tutto l’articolo
È massima allerta in Israele. La notizia – mai confermata ufficialmente – dell’attacco aereo israeliano contro un convoglio di armi (secondo la stampa libanese si trattava di un centro di produzione di armi) che dalla Siria stava raggiungendo il Libano è rimbalzata subito come ‘breaking news’ su tutte le tv del Paese, che hanno interrotto i programmi per aggiornare gli israeliani. Una notizia che ovviamente ha poi fatto il giro del mondo. Leggi tutto l’articolo
E’ all’ingresso di una toilette nell’aeroporto di Tunisi
Non basta stilare liste ‘nere’ dei prodotti israeliani, o cacciare i professori israeliani dalle università europee. Il boicottaggio e più in generale l’odio viscerale contro Israele assume una nuova e fantasiosa forma. Per chi si reca in una toilette dell’aeroporto di Tunisi ecco la ‘piacevole’ sorpresa: un tappetino su cui pulire le suole delle scarpe con sopra l’effigie della bandiera dello Stato di Israele. Leggi tutto l’articolo
Rientrano in Israele i ragazzi drusi che studiavano all’Università a Damasco, passano il confine, Israele facilita l’ingresso, sono accolti dalle rispettive famiglie, preoccupate per la situazione in generale, ma non in particolare per loro, dato che non avevano mai ricevuto notizie drammatiche, anzi, “qui va tutto bene”, scrivevano via e-mail o dicevano al cellulare. Leggi tutto l’articolo
Rientrano in Israele i ragazzi drusi che studiavano all’Università a Damasco, passano il confine, Israele facilita l’ingresso, sono accolti dalle rispettive famiglie, preoccupate per la situazione in generale, ma non in particolare per loro, dato che non avevano mai ricevuto notizie drammatiche, anzi, “qui va tutto bene”, scrivevano via e-mail o dicevano al cellulare. Leggi tutto l’articolo
Si tratta di un ‘casus belli’, ha spiegato il ministro degli Esteri israeliano Lieberman: “Agiremo senza esitazione e moderazione”.
L’eventuale trasferimento di armi chimiche o biologiche siriane ad Hezbollah rappresenta per Israele “un casus belli”. È l’avvertimento lanciato oggi dal ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, in una conferenza stampa a Bruxelles al termine del Consiglio di associazione Ue-Israele. Leggi tutto l’articolo
Israele si sta “preparando” ad accogliere i profughi siriani nelle alture del Golan, conquistato dallo Stato ebraico dal 1967, in caso di crollo del regime di Bashar al-Assad.
“Il giorno che il regime di Assad cadrà, vi saranno ripercussioni sul clan alauita (di fede sciita e a cui appartiene lo stesso presidente, ndr). Ci stiamo preparando a ricevere i rifugiati alauiti nelle alture del Golan“, ha affermato il capo di Stato maggiore israeliano, il generale Benny Gantz, durante un’audizione alla commissione parlamentare Esteri e Difesa. Leggi tutto l’articolo
Non è la minaccia nucleare iraniana la grande preoccupazione di Israele, quando l’ingente capacità offensiva attraverso l’uso massiccio di armamenti convenzionali.
Se nel corso del 2012 dovesse scoppiare una guerra globale tra lo stato ebraico e i suoi nemici dell’area (Iran, Siria, Hezbollah nel sud del Libano e Hamas a Gaza) lo Stato di Israele sarebbe colpito da 8.000 tra razzi e missili.
Ciò causerebbe, nonostante l’utilizzo dei rifugi e del sistema antiaereo, la morte di un migliaio di israeliani, oltre ad ingenti danni alle infrastrutture. Leggi tutto l’articolo
”Tanto più il processo definitivo di agonia del regime di Bashar Assad in Siria si avvia al proprio compimento, tanto più cresce un elemento di minaccia verso Israele”: lo ha affermato oggi alla radio militare il presidente della Commissione parlamentare per gli affari esteri e la difesa, ed ex capo di stato maggiore, Shaul Mofaz.
”Esiste una ragionevole probabilità – ha aggiunto Mofaz – che con il completarsi del declino di quel regime, Assad cerchi di distogliere la attenzione dai massacri che sta perpetrando verso il suo popolo, mediante un confronto con Israele”. Leggi tutto l’articolo
C’è molto pessimismo sulle pagine dei giornali in vista della prossima Assemblea delle Nazioni Unite. Thomas Friedman ha scritto sulle pagine del New York Times di non essere mai stato così preoccupato per il futuro d’Israele. E via poi con il valzer dei cosiddetti intellettuali, anche sulle pagine della stampa ebraica italiana. Non c’è da stupirsi che questo pessimismo abbia contagiato anche tanti ebrei romani.
Sono tornato da pochi giorni da Roma dove in molti mi hanno domandato un solenne ‘Che aria tira?’, quasi che Israele fosse sul patibolo.
Tutto ciò non è che il metro del successo della propaganda palestinese e della nostra incapacità di spiegare, a noi stessi ed agli altri, i successi di Israele.
Caro Sig. Friedman, cari tutti, io non sono mai stato tanto ottimista per il futuro di Israele!
Nonostante l’instabilità dell’Egitto, il voltafaccia della Turchia e la crisi della Siria. Nonostante i missili degli Hezbollah al nord e di quelli di Hamas al sud, Israele non è mai stato così forte. Leggi tutto l’articolo