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Il commento alla parashà, Vezòt Haberakhà e Simchàt Torà

in: Blog/News | di: Donato Grosser

2 Commenti

L’ultima parashà (brano) della Torà è Vezòt Haberakhà che significa “Questa è la benedizione” e comprende le benedizioni che Mosè diede alle dodici tribù prima di morire.

Dal momento che questa parashà conclude il ciclo annuale della lettura della Torà, la lettura di quest’ultimo e conclusivo brano della Torà viene fatta con una celebrazione che viene chiamata “Simchàt Torà”, la festa della Torà, nell’ultimo giorno della ricorrenza di Sheminì ‘Atzèret che ha luogo dopo i sette giorni della festa di Sukkòt (la festa delle capanne).

A differenza di tutte le altre parashòt della Torà, Vezòt Haberakhà non viene quindi letta di Sabato. Leggi tutto l’articolo


Qualcuno sopra di noi

in: Blog/News | di: Rav Riccardo Di Segni

11 Commenti

Il discorso funebre pronunciato dal capo rabbino Riccardo Di Segni, alle esequie di Shlomo Venezia

Shlomo Venezia ha lasciato questo mondo la prima sera di Sukkot ed è stato sepolto oggi primo giorno di Chol haMoed. In questi giorni non si fa l’hesped, il discorso funebre che ha lo scopo di ricordare il defunto commovendo i presenti. Ma davanti al suo carro il silenzio non era possibile e un breve richiamo alle circostanze doveva pur esser fatto, spiegando un legame possibile tra questi giorni di festa e la scomparsa di Shlomo. Leggi tutto l’articolo


L’alimentare “made in Italy” sbarca a Tel Aviv

in: Israele | Scritto da: Redazione

Un Commento

Si insegna a fare pizza e gelati, in mostra anche mitica Vespa

Un Festival di prodotti alimentari italiani ha preso le mosse ieri nell’area del porto turistico di Tel Aviv – un’affollata area di divertimento e di relax per la popolazione cittadina – su iniziativa dell’Ambasciata d’Italia in Israele e con la sponsorizzazione degli importatori locali della Piaggio.

L’evento è stato organizzato dall’ufficio economico dell’ambasciata in concomitanza con la Festa ebraica dei Tabernacoli (Sukkot) durante la quale le famiglie hanno per una settimana molto tempo libero a disposizione. Leggi tutto l’articolo


Cinque giorni all’insegna del sorriso

in: Eventi | di: Claudia De Benedetti

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A Torino dal 26 al 30 settembre ‘Torino spiritualità’, una kermes che ha al centro la spiritualità e la riflessione

Torna da mercoledì 26 a domenica 30 settembre 2012 Torino Spiritualità con un’ottava edizione dedicata a La Sapienza del Sorriso.

Ideato e diretto da Antonella Parigi, coordinato dal Circolo dei lettori e sostenuto da Regione Piemonte, Città di Torino, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Fondazione del Teatro Stabile Torino, con il contributo di Lauretana, Ersel e Codebò, Torino Spiritualità si propone come spazio privilegiato di riflessione al riparo dalla frenesia del quotidiano. Leggi tutto l’articolo


Gli auguri di Papa Benedetto XVI per il nuovo anno ebraico

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

5 Commenti

Con l’auspicio per ebrei e cristiani che crescano stima e testimonino valori

Il Papa ha inviato al rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni un telegramma in occasione delle ”festose ricorrenze di Rosh Ha-Shanah 5773 e Yom Kippur e Sukkot”, con un ”sentito augurio di pace” anche alla ”intera comunità ebraica di Roma, invocando dall’Altissimo copiose benedizioni per il nuovo anno e auspicando che ebrei e cristiani, crescendo nella stima e nella amicizia reciproca, possano testimoniare nel mondo i valori che scaturiscono dall’adorazione del Dio unico”.

(Foto di S. Meloni)


Hoshannà Rabbà: un libro digitale per partecipare alla tefillà

in: Ebraismo | Scritto da: Redazione

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Il settimo giorno di Sukkot è Hoshannà Rabbà, giorno in cui si fanno sette giri intorno alla Tevà con il lulav e si recitano particolari preghiere durante le quali si usa agitare dei rametti di salice (‘aravà), che alla fine della preghiera vengono battuti per terra.

Preghiera che un gruppo di persone, che hanno chiesto l’anonimato, hanno raccolto in un libro digitale, donandolo in zedachà. Come è scritto all’interno del testo: “Questo libro nasce con la speranza di dare a tutti la possibilità di partecipare attivamente alla tefillà di Hoshannà Rabbà”.

Per consultare e scaricare il libro clicca qui.


Sukkot

in: | Scritto da: Redazione

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Sukkot e’ la festa agricola dell’autunno. Nella Torah, Sukkot è chiamata Hag Haassif (festa del raccolto – Esodo 23:16, 34:22). All’epoca biblica la sua importanza era tale da essere chiamata Hehag (la festa) per antonomasia (1 Re 23, 42). La festa e’ il ricordo di un importante evento storico, il cammino degli ebrei nel deserto verso la terra di Israele. La Torah identifica la Sukkà (capanna) con le dimore temporanee degli israeliti durante questo viaggio nel deserto (Levitico 23, 42) da cui il nome di Sukkot: Hag haSukkot (letteralmente: festa delle capanne).

Piu’ delle altre feste di pellegrinaggio, Sukkot ha conservato un carattere agricolo ed e’ chiamata anche Hag Haassif (festa del raccolto) o Zeman simhatenu (momento della nostra gioia). L’attenzione posta sul raccolto e l’abbondanza portano un cambiamento radicale e benvenuto dopo l’austerita’ delle solenni feste di Rosh Ha-Shanah e di Yom Kippur. Tutte le feste di pellegrinaggio sono dei momenti di gioia, ma l’atmosfera di questa festa e’ particolarmente lieta. La gioia è un elemento essenziale legato a Sukkot, ma anche nel momento della gioia, la struttura temporanea e fragile della Sukkà, il precetto più caratteristico della festa, ci ricorda la fragilita’ della vita.

Tra il tetto della Sukkà e il cielo non deve esserci alcuna interruzione. Il tetto deve essere fatto di materiale vegetale staccato da terra (rami, foglie, cannucciati per la copertura dei tetti, ecc.). Si deve poter intravedere il cielo attraverso il tetto. La Sukkà deve avere almeno tre pareti, che possono essere fatte con qualsiasi materiale (anche in muratura). Durante la festa, la Sukkà dovrebbe divenire la residenza fissa fino al giorno di Hosha’ anà Rabbà; compatibilmente con il clima italiano, ciò significa che bisogna almeno consumarvi i pasti. E’ mizvà mangiare pane in sukkà la sera del primo e del secondo giorno. Si dice la benedizione Lishev Basukkà (sedersi nella capanna), solo quando si mangia pane o almeno 240g di dolci fatti con farina. Se piove in abbondanza non si ha l’obbligo di risiedere nella Sukkà.

La seconda caratteristica della festa è il mazzo di quattro specie che è composto da un ramo di palma (lulav) due di salice (aravà), tre di mirto (hadas) e un cedro (etrog): nei giorni di Sukkot, si prende il Lulav con la destra e il cedro con la sinistra, li si agita ai quattro punti cardinali, in alto e in basso, dopo aver detto la relativa benedizione.

Giorni di Chol Ha Mo’ed – In questi giorni non si mettono i Tefillin (italiani e sefarditi). E’ opportuno diversificare questi giorni da quelli feriali limitando per quanto possibile le proprie attività. E’ comunque permessa qualsiasi attività il cui rinvio potrebbe procurare dei danni. Di Chol Ha Mo’ed si recita Musaf.

Hoshà anà Rabbà – Il settimo giorno di Sukkot è Hoshà anà Rabbà: in questa giornata si fanno sette giri intorno alla Tevà con il lulav e si recitano delle particolari preghiere durante le quali si usa agitare dei rametti di salice (‘aravà) che alla fine della preghiera vengono battuti per terra: si usa conservare ciò che rimane di questi rami fino alla vigilia di Pesach per bruciarvi il chametz.

Shminì  Atzeret – Si mangia in Sukkà senza dire la relativa benedizione. Si dice Shehechejànu durante il kiddush. A Musaf si inizia a dire Mashiv harùach umorid ha-Gheshem (“che fa soffiare il vento e fa cadere la pioggia”). La sera dopo non si mangia in Sukkà.

Simchat Torah – La “gioia della Torah”, giorno in cui il Chatan Torah viene chiamato alla lettura dell’ultimo brano della Torah. Sefarditi e ashkenaziti iniziano anche il nuovo ciclo di lettura della Torah. Gli italiani leggono l’inizio della parashà di Bereshit da un libro stampato. Si fanno le Hakkafot – i sette giri con i sefarim – intorno alla Tevà.