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La parashà della settimana: Terumà – Il colore tekhèlet

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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moneta Tiro murexPer la costruzione del Mishkàn (il tabernacolo mobile) il Signore disse a Moshè (Mosè) di chiedere ai figli d’Israele di donare tutta una serie di materiali: oro, argento e rame, tekhèlet, rosso porpora, scarlatto, lino e pelo di caprini, pelli di montoni tinte di rosso, pelli di tàchash (un animale non identificato), legno di acacia, olio per illuminare, spezie per l’olio da unzione e per il profumo, pietre di onice e pietre da incastonare nel dorsale e nel pettorale (Shemòt- Esodo, 25: 1-7). Leggi tutto l’articolo


Aperte le iscrizioni per il Diploma Universitario Triennale in Cultura Ebraica

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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Cosa troveranno quest’anno i nuovi iscritti ai corsi del Diploma Universitario Triennale in Cultura Ebraica dell’UCEI?

Innanzi tutto ben 120 ore di lingua ebraica, suddivise tra ebraico biblico e moderno. Si prenderà familiarità con la “scrittura Rashì” e con le peculiarità della struttura linguistica biblica (prof. Valeria Spizzichino); con “ebraico moderno” verranno ripassate le regole grammaticali e le declinazioni dei verbi, e si proseguirà con la lettura di brani scelti (prof. Ran Regev).

Queste conoscenze saranno di ausilio per cogliere appieno la dimensione anche testuale dei passi studiati all’interno dell’insegnamento di “Torà”, affrontato sotto la guida di rabbanim (Alberto Funaro, Ariel Di Porto) attenti alla molteplicità di interpretazioni e di chiavi di lettura. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana: Parashà Ki Tetzè – L’ufficio oggetti smarriti

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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Rav Yosef Shalom Elyashiv zz’l (1910-2012) in una delle sue derashòt alla parashà di Ki Tetzè (Divrè Agadà, p. 358) afferma:

“Quando esisteva il Bet Ha-Miqdàsh (il Santuario di Gerusalemme) gli israeliti si riunivano a Gerusalemme tre volte all’anno [in occasione delle tre feste di  Pesach, Shavuot Sukkot]. Nella città vi era un luogo chiamato Even Ha-To’èn, dove si dava avviso degli oggetti smarriti.

Il Talmùd babilonese nel trattato Bavà Mezi’à (28b) racconta che “tutti coloro che avevano smarrito un oggetto andavano li e cosi pure coloro che ne avevano trovati. Quest’ultimi ne davano avviso e i proprietari davano i segni di identificazione di quello che avevano perduto e lo recuperavano”. Da quando il Bet Ha-Miqdàsh fu distrutto (che venga ricostruito presto nei nostri giorni), fu deciso che gli avvisi [degli oggetti smarriti] venissero fatti nelle sinagoghe e nelle case di studio (Batè Midrashòt)”. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana: Parashà di Shofetim – La mitzwà di avere un sistema giudiziario

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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La parashà di Shofetim inizia con le parole: “Nominerai in ogni tua porta giudici e ufficiali giudiziari” (Devarìm, 16:18).

In questo versetto viene usata la parola “Porta” perché  i tribunali si riunivano alle porte della città che erano un luogo pubblico dal quale passavano gli abitanti quando uscivano di giorno in giorno per andare al lavoro nei campi. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana: Parashà di Reè – La mitzwà della Tzedaqà

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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Rav Mordekhai Hacohen di Aleppo (XVII secolo) nel suo commento Siftè Cohen alla Parashà di Reè, osserva che rovesciando l’ordine delle lettere della parola “Tzedaqà” (Tzadi, Dalet, Qof)  con il sistema “Atbash” (cioè sostituendo alla Alef la Tav, alla Bet la Shin, alla Ghimel la Qof e così via) ritorna la parola tzedaqà.

Egli spiega che questo significa che la ricompensa del Cielo per chi dà Tzedaqà è di ricevere beni materiali per potere continuare a dare ancora tzedaqà. Leggi tutto l’articolo


Un ricordo di rav Yosef Shalom Elyashiv

in: Blog/News | di: Donato Grosser

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Il 18 luglio e’ deceduto Rav Elyashiv alla veneranda eta’ di 102 anni. Fino a poche settimane dalla morte era attivo dando lezioni di Tora’ e risposte di Halakha’.

Era un uomo di eccezionale disciplina: andava a dormire alle 22 -22.30 ogni sera e si alzava alle 2.30-3.00 ogni mattina per studiare. Le sue conoscenze erano vaste e profonde. Rav Feivel Cohen di Brooklyn che lo visitava spesso per consultarlo mi disse che Rav Elyashiv  “Rirpondeva a qualunque domanda”. Leggi tutto l’articolo


Un festival tutto dedicato alla cultura israeliana

in: Cultura | di: Claudia De Benedetti

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Si terrà a Messina dal 29 luglio al 5 agosto, con concerti, proiezioni di film e presentazione di libri

Anche in un paese come l’Italia dove nessuna persona seria si sogna di boicottare la cultura israeliana e anzi sono frequenti le apparizioni di scrittori, artisti e uomini di spettacolo israeliani, non accade spesso di vedere un festival tutto dedicato alla cultura israeliana.

Accadrà invece fra fine luglio e l’inizio di agosto a Messina, in una Sicilia di solito più sensibile alla vicinanza col mondo arabo: l’edizione 2012 dell’Horcynus Festival di Messina intitolata “Memorie e futuro: tra fili di continuità e rivoluzioni” avrà Israele come paese ospite. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana: parashà di Balàq. Il consiglio segreto di Bil’àm

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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Balàq, Re di Moàv, aveva osservato le battaglie che Mosè e il suo esercito avevano fatto contro i potentissimi Re Emorei, Sichòn e Og. Gli eserciti dei due Re erano stati sbaragliati e distrutti, e le loro terre e città conquistate dai figli d’Israele.

Rendendosi conto di non poter combattere contro un esercito di giovani, fiduciosi nella promessa divina, senza paura, cresciuti nel deserto e guidati da un generale come Mosè, e temendo una prossima invasione del suo territorio, il re Balaq decise di utilizzare un’arma non convenzionale.

Così invitò Bil’àm, che aveva una grande reputazione di “mago” a maledire il popolo d’Israele, sperando in questo modo di sbarazzarsi del temuto nemico (Bemidbàr, 22:5-6). In effetti l’Eterno aveva proibito agli israeliti di attaccare Moàv (Devarìm, 2:9), ma il re Balàq non lo sapeva. Leggi tutto l’articolo


Il traffico di droga? Tutta colpa degli ebrei e del Talmud

in: Anti-Semitismo | Scritto da: Redazione

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La balzana e folle idea del vice presidente iraniano che dimostra l’antisemitismo di Teheran.

La dura risposta del ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi

”Il traffico della droga e la promozione di quest’industria nel mondo ha le proprie radici nello scorretto insegnamento contenuto nel libro del Talmud”, l’ha sostenuto due giorni fa il primo vicepresidente Mohammad Reza Rahimi.

In un discorso tenuto – ironia – in occasione della Giornata mondiale della lotta contro la droga, il numero due dell’esecutivo iraniano ha precisato che ”nel Talmud si insegna che, per raggiungere la ricchezza e ottenere IL profitto, si possono usare tutte le vie, legittime o illegittime”. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana. Parashà di Nassò: la Traviata e il Nazireo

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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Nella parashà di questa settimana è scritto: Il Signore parlò a Moshè dicendo: “Parla ai figli d’Israele e di’ loro: Un uomo la cui moglie traviasse e commettesse verso di lui infedeltà… e non vi fosse alcun testimonio contro di lei… e divenisse geloso di sua moglie… la conduca dal Kohen…” (Bemidbàr, 5:11-31).

Questi ventidue versetti della Torà sono elaborati in un trattato talmudico denominato Sotà, che significa appunto, la Traviata.

Il marito geloso portava la moglie a Gerusalemme nel Bet Ha-Miqdàsh (il Santuario) per verificare se essa, per via del suo comportamento sospetto, fosse stata infedele. Il Talmùd descrive le condizioni per poter portare la moglie a Gerusalemme. La moglie era stata diffidata dal marito, davanti a due testimoni, di non appartarsi con un certo altro uomo ed essa nonostante questo avvertimento, era stata vista appartarsi con costui da due testimoni per un tempo sufficiente a commettere adulterio. Leggi tutto l’articolo