
Centomila magneti superconduttori da inserire nelle centrifughe per accelerare il processo di arricchimento dell’uranio. La richiesta, si legge sul Washington Post, avanzata da un intermediario iraniano a una società cinese, rivelata da fonti vicine al dossier nucleare, getta nuove ombre sulle reali finalità del programma atomico di Teheran, all’indomani della fumata nera tra l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) e l’Iran che non hanno trovato un accordo sulle ispezioni ai siti nucleari della Repubblica Islamica. Leggi tutto l’articolo
Le minacce contro Israele costituiscono una pericolosa minaccia alla sicurezza internazionale. Pochi comprendono che le provocazioni di Hamas fanno presagire un conflitto tra sunniti e sciiti
Non sappiamo se l’Egitto dopo il golpe islamico del Presidente Morsi si vada avviando verso una Notte di San Bartolomeo nordafricana. A partire dalla mezzanotte del 23 agosto 1572, e durante le settimane successive, almeno 30.000 cristiani protestanti francesi furono assassinati dopo il matrimonio del Re di Navarra, ugonotto, con la principessa cattolica Margherita di Valois, sorella del Re di Francia Carlo IX. Leggi tutto l’articolo
Daniele Capezzone: “C’è un preoccupante umore anti-israeliano”
Daniele Capezzone, portavoce Pdl, in una nota afferma:
“Da troppe parti, in primo luogo nei media italiani, si percepisce un preoccupante sottofondo anti-israeliano, che porta numerosi osservatori a mettere tra parentesi il dato di fondo: da una parte c’è una democrazia perennemente sotto assedio, cioè Israele, e dall’altra ci sono nuclei terroristici, chiaramente sostenuti da pericolose dittature mediorientali, Siria e Iran in testa, che puntano alla distruzione dello Stato di Israele, e non si fanno scrupolo di mettere a rischio, in questo disegno, la stessa popolazione civile palestinese, non di rado usata alla stregua di scudo umano”.
Per Capezzone “in particolare, chiunque voglia dare una lettura non banale e di fondo del conflitto in corso, deve considerare il ruolo dietro le quinte dell’Iran. È Teheran che arma e incoraggia le azioni anti-israeliane, ed è comprensibilissimo e ragionevole che il Governo di Gerusalemme pensi a difendersi”.
La balzana e folle idea del vice presidente iraniano che dimostra l’antisemitismo di Teheran.
La dura risposta del ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi
”Il traffico della droga e la promozione di quest’industria nel mondo ha le proprie radici nello scorretto insegnamento contenuto nel libro del Talmud”, l’ha sostenuto due giorni fa il primo vicepresidente Mohammad Reza Rahimi.
In un discorso tenuto – ironia – in occasione della Giornata mondiale della lotta contro la droga, il numero due dell’esecutivo iraniano ha precisato che ”nel Talmud si insegna che, per raggiungere la ricchezza e ottenere IL profitto, si possono usare tutte le vie, legittime o illegittime”. Leggi tutto l’articolo
Bandiere iraniane e vessilli degli Hezbollah libanesi hanno invaso improvvisamente alcuni giorni fa una tranquilla piazzetta nel cuore di Tel Aviv, destando – ovviamente -stupore, e preoccupazione fra le persone che dalla strade e dai balconi circostanti udivano salire – in arabo o in farsi -l’urlo fragoroso: ”No al terrorismo sionista”. Leggi tutto l’articolo
Alla convention annuale dell’AIPAC sono intervenuti Barack Obama, Benjamin Netanyahu e Gianfranco Fini
In Italia esiste un pregiudizio diffuso rispetto al termine “lobby”, che si carica di valenze e significati negativi, che fa immaginare forme di cospirazione, ad entità misteriose che agiscono segretamente.
Non a caso la citazione della fantomatica “lobby ebraica” è uno dei cavalli di battaglia degli antisemiti ed evoca la “cospirazione segreta” raccontata nei “Protocolli dei Savi di Sion”, il più celebre falso antisemita del ventesimo secolo.
Il lobbismo è invece un’attività presente in tutto il mondo, e in molti paesi le lobbies, a differenza dell’Italia, sono regolate da leggi specifiche (come accade negli Stati Uniti, in Canada e in Australia, solo per citare alcuni esempi) ed agiscono alla luce del sole e in totale trasparenza, come parte integrante del sistema democratico, all’interno del quale operano diversi e contrapposti gruppi di opinione. Leggi tutto l’articolo
Il mare non porta fortuna ai dittatori. Ed anche la geografia, spesso, non li aiuta. Hitler e Mussolini subirono le prime sconfitte grazie alla flotta britannica delle Falkland e poi del Mediterraneo.
Oggi le ricorrenti, periodiche minacce iraniane di chiudere al traffico navale lo Stretto di Hormuz stanno rapidamente avviando ad esaurimento le scorte di pazienza di tutti gli attori di una crisi regionale che tende fatalmente a coinvolgere anche due superpotenze emergenti quali l’India e la Cina.
Tanto più che i progetti nucleari del regime iraniano allarmano non solo Israele, ormai rassegnato all’irragionevole ostilità del clero sciita di Tehran, quanto piuttosto le monarchie arabe del Golfo. Leggi tutto l’articolo
Succede che il regime di Teheran ha deciso di bandire un videogame, molto diffuso tra i ragazzi, che si chiama “Battlefield 3“. E’ un gioco di guerra e uno degli scenari descrive i soldati americani sul territorio iraniano.
Ai vertici del Paese arabo tutti questi spari Made in Usa non sono andati giù, così il direttore dell’Iran National Foundation of Computer Games, Behrooz Minaei, è partito al contrattacco. E riunendo i più fidati programmatori della nazione (e non solo) sta dando vita a un nuovo videogame che si intitolerà “Attacco a Tel Aviv“.
La Guardia rivoluzionaria iraniana ha innalzato il suo stato di allerta per il timore di un attacco militare da parte di Stati Uniti o Israele. Stando a quanto riferito al quotidiano britannico Telegraph da fonti dell’intelligence occidentale, Teheran avrebbe infatti iniziato a posizionare missili a lungo raggio, esplosivi, artiglieria e unità di guardia in punti strategici per la difesa del Paese.
Il comandante della Guardia rivoluzionaria, Mohammed Ali Jaafari, ha dato infatti l’ordine di prepararsi a possibili raid e attacchi sotto copertura a causa delle crescenti pressioni internazionali sul programma nucleare iraniano. Leggi tutto l’articolo
Gli ultimi sviluppi delle cronache mediorientali, come il pericolo del riarmo nucleare iraniano a fini militari, certificato anche dall’agenzia internazionale, la vittoria dei Fratelli Musulmani alle elezioni egiziane e l’assalto alla rappresentanza diplomatica di Londra a Teheran, sono stati i temi al centro dell’incontro “Israele, la sfida diplomatica e il pericolo atomico”, svoltosi alla Fondazione Magna Carta che ha riunito la vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, on. Fiamma Nirenstein, il corrispondente Rai da Gerusalemme, Claudio Pagliara, Giancarlo Loquenzi direttore de L’Occidentale e Udi Segal giornalista del Channel 2 News Israel. Leggi tutto l’articolo