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C’è un tempo per la gioia e un tempo per il dolore

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“Così dice il Signore degli eserciti: il digiuno del quarto mese (il 17 di Tammuz) e il digiuno del quinto mese (il 9 di Av) e il digiuno del settimo mese (il digiuno di Ghedalià) e il digiuno del decimo mese (il 10 di Tevet) diverranno per la casa di Giuda fonte di gioia e di allegria e ricorrenze buone; ma amate la verità e la pace.” (Zaccaria 8, 19).

“Quando inizia il mese di Av si diminuisce la gioia”: che riflesso pratico ha questa affermazione? Leggi tutto l’articolo


Tish’a’ Beav e altri digiuni

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Tish’a’ Beav ricorda la distruzione del 1° e del 2° Tempio di Gerusalemme e altre gravi sventure della storia ebraica, come la cacciata degli ebrei dalla Spagna.

In questo giorno è proibito:

a) Lavarsi (si possono lavare solo le dita e gli occhi). Chi ha le mani sporche se le può lavare. E’ proibito lavarsi i denti e la bocca, a meno che questa proibizione non comporti un fastidio eccessivo.
b) Spalmarsi il corpo con creme (a meno che non sia per fini sanitari).
c) Calzare scarpe di cuoio, sono permesse scarpe di gomma, pezza etc.
d) Avere rapporti sessuali
e) Mangiare e bere da venti minuti prima del tramonto della vigilia al comparire di tre stelle di Tish’a’ Beav.

Chi ha difficoltà a terminare il digiuno (malati, donne incinte, puerpere etc.) deve consultare un medico e un rabbino. E’ proibito studiare la Torah perché lo studio rallegra lo spirito. Si possono leggere Giobbe, i capitoli di Geremia che annunciano disgrazie, le Lamentazioni e i commenti relativi. Non si saluta; si può solo rispondere al saluto a bassa voce. E’ permesso lavorare, ma è preferibile astenersi dal lavoro, a meno che non si tratti di qualcosa di urgente.