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Il commento della settimana, la parashà di Vaerà: Delitto e Castigo

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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Nella parashà di Vaerà (Shemo’t – Esodo, 6:13) Moshè (Mosè) e Aharòn (Aronne) ricevono l’ordine divino di presentarsi al Faraone con la richiesta di lasciare uscire il popolo d’Israele dall’Egitto. Rav Yosef Shalom Elyashiv (1910-2012) nel suo commento Divrè Agadà (p. 145) domanda per quale motivo era necessario fare faticare due ottantenni per avvisare il Faraone delle incipienti piaghe.

Il Padreterno avrebbe potuto mandare subito la piaga più potente e il Faraone avrebbe ceduto e dato l’ordine di liberare gli schiavi! Leggi tutto l’articolo


Gastronomia, il gusto di mangiare kosher

in: Blog/News | Scritto da: Redazione

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Kermess alla scoperta della la cucina ebraica, tra innovazione e tradizione

”La cucina ebraica è l’arma migliore per combattere l’antisemitismo”. Riccardo Di Segni, rabbino capo della comunità ebraica di Roma punta anche sul cibo per superare il pregiudizio. Lo ha fatto durante la manifestazione ‘Gusto Kosher‘, tenutasi ieri tra le suggestioni dell’antico ghetto ebraico della capitale.

Un evento aperto all’assaggio di tutti, ma soprattutto a chi non conosce la cucina kosher: vale a dire quella che segue i dettami prescritti dalla Torah agli ebrei osservanti. ”Molta gente – ha spiegato il rabbino Di Segni – mostra simpatia per l’ebraismo quando si mette a tavola. Mangiando i nostri dolci, capisce che questo è un mondo bello e ricco di cose piacevoli”. Leggi tutto l’articolo


Comprendere e capire il libro più letto al mondo, la Bibbia

in: Blog/News | di: Claudia De Benedetti

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Uno sguardo e una interpretazione originale di Ugo Volli, autore di “Domande alla Torah – semeiotica e filosofia della Bibbia Ebraica”

La Torah è il cuore pulsante della vita ebraica, l’insegnamento che produce la nostra identità, oggetto di reverenza e di studio, di amore e di pensiero per tutte le generazioni di Israel. Ma è anche un libro, se vogliamo il più diffuso e influente libro della storia umana. Un libro che è stato letto in molti modi, dando luogo a numerose riscritture, dalle traduzioni ai commenti più fedeli ai testi sacri di altre religioni come il Cristianesimo e l’Islam.

In epoca moderna, a partire da Spinoza, la Torah è stata studiata da filologi e storici europei come un libro fra gli altri, cercando in essa non insegnamenti ma documenti, autori, strati testuali, valori letterari, spesso perdendo così il suo valore e il suo senso. Leggi tutto l’articolo


L’Iran e i film antisemiti di cui nessuno parla

in: Anti-Semitismo | di: Dimitri Buffa

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Altro che offesa a Maometto, in questi lungometraggi si insegna che gli ebrei sono assassini sterminatori degli arabi

L’Iran è il più grande finanziatore di film antisemiti, non di satira, ma sullo stile propagandistico di pellicole come “Sus l’ebreo” risalente al non rimpianto regime nazista, di cui peraltro la maggioranza dei paesi arabi all’epoca fu alleata entusiasta.

Addirittura ogni anno si svolge a Teheran il festival delle vignette “anti sioniste”, in realtà antisemite, e qualche volta anche qualche vignettista italiano di destra o di sinistra ebbe il coraggio di parteciparvi. Ovviamente nessun fanatico ebreo ha mai assaltato ambasciate arabe o ucciso consoli dopo averli sodomizzati con un bastone.

L’Iran ha appena prodotto una pellicola che si chiama “Il cacciatore del sabato” (“Saturday hunter”), girandola direttamente in inglese, cioè prodotto diretto all’esportazione. Il lungometraggio è stato finanziato dalla società di produzione iraniana Jebraeil, il regista è Parviz Sheikh Tadi, cineasta di regime che in un comunicato stampa ha definito il suo lavoro «il primo film che rivela alcuni aspetti inediti del sionismo». Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana: parashà di ‘Eqev. Duemila anni fa: scuola ebraica gratuita per tutti

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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La seconda parte dello Shema’ viene letta nella parashà di questa settimana. Una delle mitzwòt è quella di insegnare la Torà ai nostri figli:

E le insegnerete ai vostri figli, parlandone quando sarai a casa, quando andrai per strada, quando ti coricherai e quando ti alzerai (Devarìm, 11:19)

R. Dov Braunstein in un suo articolo in Segulat Israel (Sui doveri tra genitori e figli nella Torà, 5763) scrisse che i Maestri nel trattato Qiddushìn (29b) del Talmùd babilonese spiegano che da questo versetto deriva l’obbligo del padre di insegnare Torà ai figli. Nel resto dell’articolo riassunse le regole di questa mitzwà tratte dal Qitzùr Shulchàn ‘Arùkh e dallo Shulchàn ‘Arùkh di Rav Shneur Zalman di Liadi. Leggi tutto l’articolo


Un ricordo di rav Yosef Shalom Elyashiv

in: Blog/News | di: Donato Grosser

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Il 18 luglio e’ deceduto Rav Elyashiv alla veneranda eta’ di 102 anni. Fino a poche settimane dalla morte era attivo dando lezioni di Tora’ e risposte di Halakha’.

Era un uomo di eccezionale disciplina: andava a dormire alle 22 -22.30 ogni sera e si alzava alle 2.30-3.00 ogni mattina per studiare. Le sue conoscenze erano vaste e profonde. Rav Feivel Cohen di Brooklyn che lo visitava spesso per consultarlo mi disse che Rav Elyashiv  “Rirpondeva a qualunque domanda”. Leggi tutto l’articolo


Israele: morto a 102 anni il venerato rabbino Yosef Shalom Elyashiv

in: Israele | Scritto da: Redazione

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È morto ieri (giorno in cui si sono tenuti anche i funerali) in Israele all’età di 102 anni il rabbino Yosef Shalom Elyashiv, uno dei più venerati leader spirituali della comunità ultraortodossa.

Leader della comunità lituana dal 2001, il rabbino Elyashiv è stato oltre ad un grande leader spirituale anche un uomo politico avendo fondato il partito ‘Giudaismo Unito nella Torah’ che in particolare appoggio con il suo voto il ritiro unilaterale da Gaza, deciso nel 2005 da Sharon. Per il giornale Haaretz, Elyashiv “era uno degli ultimi giganti” e “senza la sua iniziativa, il ritiro da Gaza forse non ci sarebbe stato”. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana: parashà di Chuqàt. Mosè, il generale che non perse nessuna battaglia

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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Dopo la morte di Aronne è scritto (Bemidbàr, 21:1): Il Re canaanita di ‘Arad che abitava nel Neghev, ebbe notizia che gli Israeliti stavano arrivando per la via di Atarim, li attaccò e prese prigionieri. Rashi nel suo commento, basandosi sul Midràsh Yalqùt Shim’onì scrive che il Re di ‘Arad attaccò non appena ebbe la notizia della morte di Aronne e prese prigioniera una sola schiava.

R. Eli’ezer Askenazi (1512-1585), che fu Rav a Cremona, nel suo Ma’asè Hashem spiega invece che gli Israeliti non furono mai sconfitti dai nemici e furono essi stessi a prendere molti prigionieri dai canaaniti. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana. Parashà di Qòrach: il primo tentativo di fare la Riforma

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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Dalla parashòt delle ultime due settimane impariamo che qualunque leader, perfino Mosè che aveva condotto gli israeliti fuori dall’Egitto, può diventare impopolare. Il popolo ha la memoria corta e alle prime difficoltà dimentica il bene ricevuto nel passato.

A poco servì il fatto che Mosè aveva fatto il suo dovere senza neppure prendere un asino a prestito da nessuno (Bemidbàr, 16:15), il che significa, come spiega il commentatore R. ‘Ovadia Sforno da Cesena (1470-1550), che non aveva mai sfruttato la sua posizione a proprio beneficio e tutto quello che aveva fatto era stato per il bene del popolo. Leggi tutto l’articolo


Il commento della settimana. Parashà Behar Sinai: cos’è la solidarietà ebraica?

in: Ebraismo | di: Donato Grosser

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Nella parashà di Behar Sinai troviamo uno dei passi nei quali la Torà ci insegna cosa sia la solidarietà. Il versetto (Cap. 25:35) inizia con le parole: “Se tuo fratello che si trova vicino a te si impoverisce e le sue condizioni economiche si riducono, sia egli proselita o un residente lo sosterrai così che possa vivere con te”.

A chi bisogna stendere la mano in sostegno? Non solo alla famiglia, ma anche al proselita, venuto da lontano che ha assunto su di sé gli obblighi e le responsabilità di osservare le mizvòt come ogni altro israelita. E non solo il proselita, ma anche il residente non ebreo che ha rigettato l’idolatria e ha assunto su di sé le sette mizvòt dei Noachidi che sono un obbligo per tutta l’umanità. Leggi tutto l’articolo