Fra pochi giorni verranno reimpiantate davanti al civico dal quale furono deportate Graziella, Letizia ed Elvira Spizzichino
L’altro giorno passeggio vicino al ministero della Giustizia, dietro Portico d’Ottavia. Arrivo in via Santa Maria in Monticelli. Mi fermo davanti al primo portone e inizio a guardare per terra. Ma dove sono? Le pietre d’inciampo, i sampietrini della memoria, dove sono? Vi ricordate cos’era successo?
Era il gennaio scorso, un pomeriggio come un altro se non fosse che nel punto esatto dove erano state poste le pietre in ricordo della deportazione di Graziella, Letizia ed Elvira Spizzichino era comparso un buco. Qualcuno aveva tolto le pietre d’inciampo e vi aveva posto una colata di cemento. In poco tempo s’era sparsa la voce tra gli ebrei romani. Anche i media hanno dato subito la notizia: qualcuno ha divelto le pietre!
E’ un episodio incredibile, un furto oltraggioso, avevano detto alcuni esponenti del mondo ebraico. Alla fine si scoprì che l’atto, sicuramente vandalico, non era propriamente antisemita: un romano di 41 anni che abitava il palazzo con ai piedi le pietre, era infastidito dalla visione di quello che considerava un “cimitero di fronte al portone di casa mia”. L’uomo, denunciato per furto, si scusò, le autorità rimasero indignate e fu promesso di reimpiantare i sampietrini della memoria. Ma, di fatto, ancora non ci sono. Dove dovrebbero essere le pietre di Graziella, Letizia ed Elvira resta quella colata di cemento.
Un buco nella memoria. Allora mi sono messo a indagare. Ho chiamato chi si occupa del progetto. E ho scoperto che per ora le pietre d’ottone rubate non sono mai state rimesse. Quindi, se qualcuno se lo fosse chiesto, non sono state rubate una seconda volta. Poi, sono state riordinate. In pratica, più di un mese fa è partito un ordine di (ri)produzione dei tre sampietrini (per la cronaca costano 100 euro l’uno) che sono stati fabbricati e spediti alla Casa delle Memoria.
Insomma, ora basta rimetterle al loro posto. Che aspettiamo? Aspettiamo, spiegano sempre i responsabili del progetto, l’8 e il 9 maggio perché proprio in quelle date le Spizzichino furono deportate. Tra qualche giorno giustizia sarà fatta. Via Santa Maria in Monticelli tornerà ad avere una Memoria.
(Nelle foto il momento della riconsegna delle Pietre da parte del Comando dei Carabinieri di piazza Farnese)