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“Dei delitti e delle pene” in Israele

in: Israele | Pubblicato da: Angelo Pezzana

Un Commento

Anat Kamm, 24 anni, già segretaria del Comando Generale di Tzahal, è stata condannata a 4 anni e mezzo di carcere per spionaggio, avendo passato 2000 documenti classificati Top Secret a Uri Blau, giornalista di Haaretz, che li usò per due articoli.

Il tribunale di Tel Aviv ha dunque emesso una sentenza che verrà valutata seriamente da chiunque avesse intenzione, per favorire scoop giornalistici, di mettere in pericolo la sicurezza dello Stato. Un ‘messaggio forte’, come l’ha definito il procuratore dello stato Hadas Porrer-Gefni.

Anat Kamm aveva impostato la sua difesa dicendo che il suo gesto era da imputare a ‘pura stupidità’, il che sarà anche vero, ma la sua stupidità non le ha impedito di contattare un giornalista di Haaretz, il quale, nel timore di venire anche lui arrestato, aveva trascorso diversi mesi a Londra prima di rientrare in patria. Da un arresto a una prigione, quella di Even Yehuda, che ospita il pluri-ergastolano Marwan Barghouti, che nei giorni scorsi ha ricevuto la visita del deputato alla Knesset Ahmed Tibi, del partito United Arab List, nonché leader dei Tanzim.

La foto del loro incontro è uscita su tutti i giornali, anche perché Tibi ha tenuto una conferenza stampa, dichiarando ai giornalisti che Barghouti è ‘parte della lotta palestinese, e che deve far parte della sua leadership, invece di stare dietro le sbarre’. Viene in mente Gilad Shalit, rinchiuso 5 anni chissà dove, ridotto a una larva, senza che mai nessuno abbia potuto avere sue notizie, neppure alla Croce Rossa è stato mai permesso di visitarlo.

Marghouti, dall’aspetto florido, sta in una comoda cella, riceve chi vuole, può comunicare con l’esterno, ricevere i famigliari e i suoi avvocati, con l’aggiunta dei deputati con i quali mettere su una conferenza stampa. Morale: per il mondo civilizzato, Israele è colpevole di razzismo, colonialismo, apartheid. I condannati da regolari tribunali per crimini e stragi vengono definiti ‘prigionieri di guerra’ (Sergio Romano, Corriere della Sera). I terroristi che lanciano razzi da Gaza contro Israele, o gli autori stessi delle stragi vengono chiamati da quasi tutta la stampa nazionale ‘militanti’ o ‘miliziani’, non sia mai terroristi. Il mondo alla rovescia. Costerà fatica riportarlo diritto, ma vale la pena provarci.

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