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Addio a Tullia Zevi. E’ scomparsa una delle massime personalità dell’ebraismo italiano

in: Blog/News | Pubblicato da: Redazione

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Si è spenta ieri, sabato 22 gennaio, Tullia Zevi.

Giornalista, scrittrice, fra le massime personalità dell’ebraismo italiano contemporaneo, Tullia Zevi – che avrebbe compiuto 92 anni il prossimo febbraio – sarà ricordata soprattutto quale presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, sotto la cui direzione vennero siglate le Intese che regolano tuttora i rapporti tra lo Stato e l’ebraismo.

Ma Tullia Zevi è stata una personalità a tutto tondo, che si è impegnata (come lei stessa ha raccontato nel libro biografia Ti racconto la mia storia. Dialogo tra nonna e nipote sull’ebraismo) in diverse battaglie di libertà e tolleranza.

Tullia Zevi nasce a Milano il 2 febbraio del 1919, figlia di un avvocato antifascista. A seguito delle leggi razziali del 1938 con la famiglia abbandona l’Italia, recandosi prima in Francia, a Parigi – dove prosegue gli studi alla Sorbona – e poi negli Stati Uniti. Lì frequenta la Juillard School of Music di New York e il Radcliff College di Cambridge, in Massachussetts, suona l’arpa in diverse formazioni, anche nella New York City Simphony Orchestra, con Leonard Bernstein. Frequenta i circoli antifascisti di New York e si avvicina alla professione giornalistica. Conosce e frequenta gli esuli italiani come Gaetano Salvemini e Amalia Rosselli. Partecipa alla pubblicazione dei Quaderni di giustizia e libertà e del bollettino Italy against Fascism. Per la Nbc cura una rubrica che parla ai partigiani per un programma a onde corte destinato all’Italia. E incontra Bruno Zevi, architetto e critico d’arte, che sposa nella sinagoga spagnola di New York il 26 dicembre del 1940.
Con il ritorno in Italia nel 1946 partecipa attivamente alla vita della comunità ebraica italiana e si dedica alla professione di giornalista. Sarà cronista al processo di Norimberga e sarà anche in aula a Gerusalemme, nel tribunale allestito nel Beit Haam, con Adolf Heichmann alla sbarra. Per oltre trent’anni, dal 1960 al 1993, lavora come corrispondente del quotidiano israeliano Ma’ariv e per il londinese The Jewish Chronicle, dal ’48 al ’63 è corrispondente della Jewish Telegraphic Agency e, dal ’46 al ’76, del Religious News Service di New York.
Dal ’78, per cinque anni, è vicepresidente della Comunità ebraica italiana, della quale diventa presidente nell’83, unica donna ad aver mai ricevuto l’incarico. Sarà anche eletta presidente dello European Jewish Congress e membro dell’esecutivo dello European Congress of Jewish Communities; nell’88 è incaricata della presidenza della Commission for Intercultural and Interfaith Relations dello European Jewish Congress. E nel ’92 è la candidata italiana al premio “Donna europea dell’anno“. Alla fine dello stesso anno riceverà, dall’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, il titolo di Cavaliere di Gran Croce, massima onorificenza italiana. Ma numerosi sono i riconoscimenti che le sono stati tributati. Dal “Premio 8 marzo. La donna nella scuola, nella cultura e nella società” al premio “Donna coraggio” alla medaglia d’oro assegnatale del ministero dei Beni culturali nel ’94 per “il suo contributo all’educazione, all’arte, alla cultura”.
Tullia Zevi è stata anche membro della Commissione per l’interculturalismo del ministero dell’Istruzione, della Commissione parlamentare d’inchiesta sula missione italiana in Somalia, della commissione italiana dell’Unesco, della commissione nazionale per la bioetica, del comitato promotore del Partito democratico.
Molte le personalità che incontrò lungo il suo cammino umano e professionale (molte riprodotte nella galleria fotografica della sua autobiografia): Golda Meir e re Hussein di Giordania, Papa Paolo VI e Ferruccio Parri, Yitzhak Rabin e Arafat, Hillary Clinton e Rita Levi Montalcini.

Una donna di grande personalità antifascista e democratica – ha detto in un messaggio il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitanodi limpida e ferma consapevolezza storica e posizione ideale, di alto impegno civile e di squisita umanità e cultura“. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi la ricorda come “personalità di grande spessore umano e intellettuale“.

Esprime “profondo dolore, mio e di tutto il Consiglio dell’Unione per la scomparsa di una cara amica e di una figura di alto livello umano e culturale” il presidente dell’Ucei, Renzo Gattegna. “Una delle più grandi figure dell’ebraismo italiano, persona di grande onestà e intelligenza” la definisce il rabbino capo emerito di Roma, Elio Toaff. Una “grande donna, una figura storica che lascia un vuoto difficile da colmare“, la ricorda il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici. Al messaggio di cordoglio del presidente del Senato, Renato Schifani (“un’alta figura intellettuale, testimone in Italia e nel mondo dei valori più nobili e condivisi della cultura ebraica di cui è stata apprezzata e indiscussa protagonista“) si aggiungono quelli del vicepresidente del Senato Vannino Chiti, del presidente della Camera Gianfranco Fini, del presidente della Regione Lazio Renata Polverini, del sindaco di Roma Gianni Alemanno e di numerosi altri esponenti della politica e della cultura.

I funerali si terranno domani, lunedì 24 gennaio.

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