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Tutto ebbe inizio quel lontano 19 Kislev del 1798

in: Ebraismo | Pubblicato da: Redazione

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Con una affollatissima serata, svoltasi il 3 dicembre presso il Rome Scout Center, i Chabad Lubavich della capitale hanno festeggiato Yud Tet Kislev, ricorrenza nota anche come Capodanno della Chassidut. A raccontare l’importanza di questa data – il 19 Kislev, appunto – sono stati i rabbini Itzchak Hazan, Shalom Hazan, Menachem Lazar e Ronnie Canarutto. Ospite, da Milano, rav Yossef Hadad.

Al centro di tutti gli interventi, c’è stato il ricordo e l’analisi di quanto avvenne in Russia in quel 19 Kislev del 1798, quando il fondatore del movimento Chabad, rabbi Schneur Zalman di Liadi, fu liberato dalla prigione zarista. Una liberazione che è stata vista come l’inizio della vera diffusione, a livello universale, dell’insegnamento chassidico, nonché (lo hanno spiegato gli oratori della serata) come una sorta di rinnovamento del miracolo di Channukkà.

Nato nel 1745 nella Russia Bianca, nipote del Maharal di Praga e allievo di quel Maghid di Mezrich che era stato il continuatore ed erede dell’insegnamento del Bal Shem Tov, Rabbi Schneur Zalman di Liadi si diede da subito come compito quello di condensare e diffondere la dottrina chassidica non solo ai ristretti circoli dei mistici, ma al maggior numero di persone possibile. Lo fece attraverso il Tanya, in cui il volto segreto della Torah, il suo aspetto nascosto, veniva ‘svelato’ e reso accessibile anche all’ebreo meno dotto. In questo suo intento, Schneur Zalman trovò l’opposizione netta, radicale, del Gaon Eliahu di Vilna.

Schneur Zalman venne accusato di inviare denaro alla Turchia, allora acerrima nemica della Russia. In realtà, il denaro era zedakà destinata alle comunità ebraiche in Israele, visto che allora la terra d’Israele era sotto l’Impero Ottomano. Rabbi Schneur Zalman, anche dal carcere, continuò a dare ai suoi discepoli istruzioni per l’opera di diffusione della Torah. La sera del 19 Kislev 1798, quando nulla sembrava presagirlo – l’accusa di ‘tradimento della patria’ di cui il rav era vittima e che poteva portare alla condanna a morte – con un decreto Schneur Zalman fu liberato dal carcere. Non solo. L’ostilità del governo russo all’insegnamento chassidico si attenuò di colpo, e la diffusione delle idee del movimento da allora crebbe esponenzialmente, coinvolgendo settori sempre più vasti della società ebraica, anche oltre i confini della Russia. Era, insomma, nato quel chassidismo chabad che si diffonderà in molte parti del mondo fino ai nostri giorni, in particolare grazie all’impulso dato, nel ’900, dall’ultimo erede della dinastia di Schneur Zalman, Menachem Mendel Schneerson rebbe di Lubavich. Tutto partì da quel lontano 19 Kislev, da quella data che i chassidim vedono come il giorno di un miracolo, come, appunto, il Capodanno della Chassidut.

Bibi David

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