1566259200<=1347580800
1566259200<=1348185600
1566259200<=1348790400
1566259200<=1349395200
1566259200<=1350000000
1566259200<=1350604800
1566259200<=1351209600
1566259200<=1351814400
1566259200<=1352419200
1566259200<=1353024000
1566259200<=1353628800
1566259200<=1354233600
1566259200<=1354838400
1566259200<=1355443200
1566259200<=1356048000
1566259200<=1356652800
1566259200<=1357257600
1566259200<=1357862400
1566259200<=1358467200
1566259200<=1359072000
1566259200<=1359676800
1566259200<=1360281600
1566259200<=1360886400
1566259200<=1361491200
1566259200<=1362096000
1566259200<=1362700800
1566259200<=1363305600
1566259200<=1363910400
1566259200<=1364515200
1566259200<=1365120000
1566259200<=1365724800
1566259200<=1303171200
1566259200<=1366934400
1566259200<=1367539200
1566259200<=1368144000
1566259200<=1368748800
1566259200<=1369353600
1566259200<=1369958400
1566259200<=1370563200
1566259200<=1371168000
1566259200<=1371772800
1566259200<=1372377600
1566259200<=1372982400
1566259200<=1373587200
1566259200<=1374192000
1566259200<=1374796800
1566259200<=1375401600
1566259200<=1376006400
1566259200<=1376611200
1566259200<=1377216000
1566259200<=1377820800
1566259200<=1378425600

Un commento per l’entrata del giorno di Kippùr

in: Ebraismo | Pubblicato da: Donato Grosser

Nessun Commento

La funzione del giorno di Kippùr ha inizio con il Kol Nidrè. Molti si domandano per quale motivo c’è tanta commozione la sera di Kippùr quanto ilchazàn (ufficiante) intona il Kol Nidrè (in Italia “Kol Nedarìm”).

Il Kol Nidrè non è una preghiera. Viene enunciato dal chazàn circondato da due maggiorenti della comunità che formano un Bet Din (tribunale) di tre persone. E in qualità di Bet Din, questi tre dayanìm (giudici) cancellano i giuramenti e i voti di coloro che incautamente hanno fatto promesse solenni o dichiarazioni giurate.

L’atto di cancellare i giuramenti è molto importante perché giuramenti invano o in falso sono classificati tra i peccati gravi (Maimonide, Hilkhòt Teshuvà, 1:2) e nessuno di noi vuole arrivare al giorno di Kippùr con il peso di questi peccati.

D’altra parte si può obiettare che i giuramenti non sono cosa molto frequente; e allora perché tanta commozione per il Kol Nidrè?

Una risposta la possiamo forse trovare nella lettura di Messillàt Yesharìm di R. Moshè Chaim Luzzatto (Ramchal) di Padova (1707-1746). Nel quarto capitolo, Ramchal scrive che la Teshuvà, la possibilità che l’Eterno ci ha dato di cancellare i nostri peccati, è un grande atto di misericordia. A rigore di legge quando una persona pecca dovrebbe ricevere la punizione immediatamente; la punizione dovrebbe essere totale; e il peccatore non dovrebbe avere nessuna possibilità di riparare al malfatto.

E invece, scrive Ramchal, la misericordia divina dà tempo al peccatore: egli non viene punito immediatamente; la punizione non è totale; e il peccatore ha la possibilità di pentirsi. Con la Teshuvà, l’atto di sradicare il desiderio che ha portato al peccato viene considerato alla stregua dello sradicamento del peccato stesso. Quando il penitente riconosce il proprio peccato, lo confessa all’Eterno e sente angoscia per il peccato commesso, il rammarico è simile a quello di una persona che si è pentita di aver fatto un voto o un giuramento e si rivolge al Bet Din per annullarlo.

E così come per un giuramento è possibile ottenerne l’annullamento da un Bet Din (tribunale) terrestre, nel giorno di Kippùr quando partecipiamo con il chazàn nel dire il Kol Nidrè, imploriamo implicitamente che lo stesso trattamento ci venga riservato dal Tribunale Celeste per i nostri peccati. In questo modo il Kol Nidrè, nato come dichiarazione pubblica di annullamento dei giuramenti e dei voti, è diventato anche una preghiera di tutto Israele.

Condividi questo articolo

  • Share
  • FriendFeed
  • Email
  • Feed RSS

Tag: , ,