Passeggio per Roma e a un tratto mi ritrovo più settant’anni indietro nel tempo. Sui muri della città iniziano a comparire dei manifesti in bianco e nero con la scritta in rosso: “Gli eroi son tutti giovani e belli. Ai ragazzi di Salò“. Firmato: ignoti.
Li vedo su via Nomentana, poi anche in centro storico, a Largo Argentina sugli spazi pubblicitari del Comune di Roma (come vedete nella foto). Del resto siamo a poche ore dal 25 aprile e, come ogni anno, la città si divide.
Da una parte la festa per la Liberazione, i partigiani, anche quelli della gloriosa Brigata Ebraica, che sfilano in strada e per le piazze con l’orgoglio nel cuore di chi ha lottato contro il fascismo e l’occupazione nazista.
Dall’altra le contro-manifestazioni dei nostalgici del fascismo. Roma, e non solo la Capitale, non ha ancora superato il suo passato “nero”. Il rigurgito del fascismo è presente. E non solo sui muri della città, ma anche all’interno di alcune mura del Centro e della periferia dove si moltiplicano piccoli gruppi di giovani di estrema destra che guardano con ammirazione a Mussolini. Roma, città simbolo della Penisola, non può ospitare nelle proprie strade la propaganda fascista.